In piazza a difesa dell’umano

In piazza a difesa dell'umano

di Davide Vairani

Monsignor Dominique Rey, vescovo di Frejus-Toulon, invita i francesi a scendere in piazza a difesa dell'umano contro la PMA pour toutes che darà diritto a tutte le donne (single o in una coppia lesbica) di accedere alla fecondazione eterologa a spese dei contribuenti e di essere dichiarate “madri” sull’atto di nascita, anche in assenza di legame biologico con il nascituro.

Il prelato francese - fondatore dell'Osservatorio Sociopolitico di Fréjus-Tolone che mira a promuovere la posizione della Chiesa sulle questioni sociali - ha rilasciato un’intervista a Boulevard Voltaire che vi proponiano nella nostra traduzione dal francese.

"Ritengo che una delle grandi minacce che oggi pesano sulla nostra società e sul suo futuro sia la distruzione dell'umano, di ciò che è costitutivo della nostra umanità.
È un grande pericolo quello che stiamo rischiando con la tecnologizzazione, la robotizzazione e la commercializzazione dell'essere umano.
Esiste un considerevole pericolo che dobbiamo prevenire.
Davanti alle generazioni future noi siamo in debito di una una parola chiara su questo o al contrario saremo giudicati complici con il nostro silenzio.

La Chiesa di Francia ha invitato i credenti a partecipare alla manifestazione del prossimo 6 ottobre con la Manif pour Tous e le diverse organizzazioni che si oppongono all'apertura della PMA alle coppie di donne dello stesso sesso. Lei approva questa indicazione?

"Vista la posta in gioco di questa legge sul piano etico ed antropologico, la Chiesa invita tutti i cristiani a mobilitarsi. Rispetto alla tecnologizzazione e alla commercializzazione dell'essere umano che sono come la filigrana di questa riforma di legge, non possiamo non reagire.

E la reazione passa anche anche attraverso manifestazioni pubbliche circa le inquietudini che proviamo, non solo per noi stessi e i nostri valori, ma semplicemente in relazione ai valori dell'umanità".

In che modo la parola della Chiesa è legittimata ad esprimere pubblicamente le proprie valutazioni su una questione che tocca quella che potrebbe essere definita l'intimità della vita di donne e coppie di donne?

"La Chiesa si occupa di ciò che è umano, di ciò che costituisce l'essere umano e che garantisce e preserva la sua umanità. Papa Francesco ha parlato dell'ecologia integrale, di come non solo rispettare la natura e l'ambiente, ma anche rispettare la natura umana.

La Chiesa non può non pronunciarsi su ciò che definisce l'umano. Si basa sulla creazione desiderata da parte di Dio di uomo e donna. Conservare questa umanità, usare le espressioni del libro della Genesi, è la nostra funzione.

Come Chiesa, dobbiamo difendere la vita umana e cercare il bene comune. Questa umanità è minacciata da leggi che sfidano le basi antropologiche fondamentali".

Monsignor d'Ornellas, Vescovo di Rennes, è stato minimizzato e anche ridicolizzato durante le audizioni della Commissione speciale francese sulla riforma della legge sulla bioetica. La Chiesa è stata bersagliata da numerose vignette di pessimo gusto e da una certa satira tesa a prendere in giro le sue posizioni sull'utero in affitto. Pensa che il dialogo tra politica e Chiesa sia ancora possibile?

"La politica deve riguadagnare le sue credenziali. La politica - nel senso nobile del termine - deve tenere conto di quei valori che la Dottrina Sociale ricorda, vale a dire preservare l'essere umano, garantire giustizia, pace e libertà di coscienza.

Ma poi c'è le jeu politique, il fare politica quotidiano. Oggi c'è una crisi nel mondo politico. Per quanto riguarda i politici, esiste anche un vero discredito.

Le jeu politique, come suggerisce il nome, non avendo più punti di riferimento con la morte di grandi utopie e narrazioni unificanti e istituzionali, si riduce alla gestione a breve termine in base al consenso e ai giochi delle lobby dei media .

La Chiesa fa politica, nel senso nobile del termine, ma sta guadagnando credito in relazione a questo jeu politique, spesso molto meschino e non visto di buon occhio da molta parte dell'opinione pubblica".

Il filosofo e deputato cattolico, François-Xavier Bellamy, ha detto parlando della PMA: "credo che la scelta di rompere con la condizione umana - perché i suoi limiti frustrano i nostri desideri - sarà la nostra maledizione". E' d'accordo con queste parole?

"Ritengo che una delle grandi minacce che oggi pesano sulla nostra società e sul suo futuro sia la distruzione dell'umano, di ciò che è costitutivo della nostra umanità. È un grande pericolo quello che stiamo rischiando con la tecnologizzazione, la robotizzazione e la commercializzazione dell'essere umano.

Esiste un considerevole pericolo che dobbiamo prevenire.

Davanti alle generazioni future noi siamo in debito di una una parola chiara su questo o al contrario saremo giudicati complici con il nostro silenzio".


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