Di vizi, virtù e mezze verità

Di vizi, virtù e mezze verità

di Davide Vairani

Ragionando attorno alla propria esperienza di conversione, G.K. Chesterton sottolinea in Ortodossia a proposito di vizi e di virtù:

"I vizi - rilasciati - dilagano e danneggiano. Ma anche le virtù, lasciate in balia di sé stesse, si diffondono più selvaggiamente e fanno anche più terribili danni.
Il mondo moderno è pieno di antiche virtù cristiane impazzite. Le virtù sono impazzite perché sono state isolate l'una dall'altra e stanno vagando sole.
Così ad alcuni scienziati sta a cuore la verità, e la loro verità è spietata. Così ad alcuni umanitari interessa solo la pietà, e la loro pietà (mi spiace dirlo) è spesso falsa.
Blatchford attacca il cristianesimo perché egli è fissato su una sola delle virtù cristiane.La virtù della carità puramente mistica e quasi irrazionale.
Egli ha la strana idea di rendere più facile il perdono dei peccati dicendo che non esistono peccati da perdonare"
.

Chesterton parla di virtù che impazziscono se separate le une dalle altre perchè perdono il riferimento all'unitarietà e si ritrovano a vagare da sole, generdando errori e peccati.

La verità vera - cioè quella intera e comprensiva del tutto - va a braccetto con la virtù, mentre la mezza verità genera solo vizi, cioè fonti ulteriori di peccato.

In questo senso, si comprende appieno l'insistenza di Chesterton sul rischio di cadere in una eresia: l’errore fino all’eresia nasce da una verità parziale, quando cioè cadiamo nella pretesa di elevare a sistema la nostra verità mettendo così a rischio l’essenziale.

La propria verità alla fine è un'eresia perché non va oltre una "mezza verità", cioè una verità non intera, una non verità. Nel medesimo tempo separare le virtù significa renderle virtù "impazzite" e quindi false.

Le virtù fuori dalla verità intera diventano menzogna.

"La menzogna - annota Chesterton in San Tommaso d'Aquino - non è mai tanto falsa come quando si avvicina molto alla verità. È quando la pugnalata sfiora il nervo delle verità che la coscienza cristiana urla di dolore".

Geniale Chesterton.

Sarebbe riduttivo confinare il suo pensiero nell'esclusivo perimetro della fede cattolica, perchè l'approccio dello scrittore inglese non è altro che una educazione alla ragione e - dunque - alla ragionevolezza dell'essere cristiano.

L'Accademia Nazionale di Medicina (ANM) francese ha espresso "riserve" sull'apertura della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) a tutte le donne prevista dal testo di riforma della legge sulla bioetica in un rapporto reso pubblico sabato 21 settembre.

"La concezione deliberata di un bambino privato di un padre costituisce una grande rottura antropologica che non è priva di rischi per lo sviluppo psicologico e lo sviluppo del bambino", si legge nel testo. In questo rapporto, l'Accademia afferma che il suo scopo non è quello di "esprimere un parere" su una "misura sociale", ma "ritiene che sia suo dovere sollevare una serie di riserve relative a possibili conseguenze mediche".

Questo parere sulla legge della bioetica - di cui la PMA pour toutes è la misura più simbolica - è stato adottato in sessione dall'Accademia martedì 17 settembre, con 69 voti favorevoli, 11 contrari e 5 astensioni. Il suo relatore è l'ex ministro della sanità, Jean-François Mattei.

Tre giorni prima dell'inizio del dibattito parlamentare in corso nell'Assemblea Nazionale a partire dal 24 settembre che porterà all'approvazione del testo di legge.

Nel "riconosce la legittimità del desiderio di maternità in ogni donna qualunque sia la sua situazione", l'Accademia sottolinea che "gli stessi diritti debbano essere presi in considerazione anche nel diritto di ogni figlio di avere un padre ed una madre". E constata dunque che su questo punto ci sia una "rupture volontaire d’égalité entre les enfants".

"Il mondo moderno è pieno di antiche virtù cristiane impazzite", constatava Chesterton cento anni fa'. Mettere al centro di ogni scelta personale e collettiva la dignità della persona oggi ci appare criterio di semplice buon senso - almeno sulla carta - al punto da non essere considerata una virtù.

A torto si ritiene essere conquista del progresso libertè egalitè fraternitè dai  bui secoli della tirannia di un Dio che vuole sottomessi tutti gli uomini a ciechi e vuoti precetti.

Curioso il fatto che la tirannia dalla quale si voleva liberare l'umanità sia stata sostituita da princìpi e postulati di verità assolute che in nome delle libertà individuali e del diritto dei desideri di tutti si ritrovano a sacrificare quelle dei più deboli.

Fino a dove si può spingere il - leggitimo - desiderio di maternità di ogni donna?

Quando un cristiano sottilinea che la vita è sacra, che l'uomo non ha il diritto di interromperla a suo piacimento, oppure che la famiglia naturale è composta da un padre, una madre e almeno un figlio e che parternità e maternità non si possono sganciare da un atto carnale generativo, quando un cristiano solleva queste argomentazioni viene deriso e regolarmente accusato di imporre il proprio credo religioso quale regola universale dell'agire umano, non soltanto sul piano etico ma legislativo.

L'Accademia Nazionale di Medicina francese non ha fatto altro che pronunciare gli stessi princìpi, non certamente per un credo religioso di appartenenza, ma - evidentemente - basandosi su studi ed osservazioni di fatti sul piano medico e clinico.

La scomparsa deliberata del padre - conseguenza ed effetto dell'approvazione della PMA pour toutes - non ha alcun impatto negativo su quei bambini messi al mondo ed allevati in tal guisa?

"L'argomentazione costantemente sostenuta per respingere il rischio per il bambino - annota l'ANM - si basa su alcune valutazioni, principalmente in alcuni paesi anglosassoni ed europei, della mancanza di un comprovato impatto sul futuro del bambino.L'ANM non considera questi dati metodologicamente convincenti in termini di numero di casi e durata dell'osservazione di bambini che non hanno sempre raggiunto l'età delle domande esistenziali.

In ogni caso, ANM ricorda che l'incertezza persiste sul rischio di sviluppo psicologico di questi bambini in considerazione della necessità spesso espressa di conoscerne l'origine.
Questo porta alla speranza che ci saranno studi in psichiatria infantile su bambini senza padri, compresi quelli dell'AMP per donne single o coppie. Ciò consentirà di valutare il futuro di questi bambini in nome del principio di precauzione così spesso citato per argomenti di minore importanza.

Sembra all'ANM che questa disposizione sia contraria alla Convenzione internazionale sui diritti dell'Infanzia del 1989 adottata dalla Francia. Menziona il diritto del bambino di conoscere i propri genitori, insistendo sul 'bene del bambino' come sui suoi 'migliori interessi'.

In effetti, lasciamo il regno della probabilità, poiché due genitori dello stesso sesso non sono sufficienti per dare vita a un bambino. Sarà la prima volta che due donne diventeranno le due madri dello stesso bambino. Tuttavia, l'esistenza di due parole distinte, padre e madre, significa che non si può sostituire l'altro perché il ruolo di madri e padri non sono equivalenti.

L'ANM ritiene che - sempre più maltrattata dai cambiamenti della società - la figura del padre sia ancora alla base della personalità del bambino, come ricordato da psichiatri, pediatri e psicologi infantili che rimangono per lo più perplessi di fronte a questa innovazione radicale.

Nella famigerata situazione di alcune famiglie con un solo genitore, si esprimono anche riserve mediche sull'estensione della procreazione volontaria alle donne single a causa dell'osservazione di una vulnerabilità, fonte di ansia e fragilità materna di coppie madre/figlio che possono essere patologiche, come sottolineato durante le audizioni alla Commissione speciale dell'Assemblea nazionale. In ogni caso, non si può ignorare la questione dell'alterità e quella della defferenza tra uomo e donna".

"Considerare che esista un legame diretto tra la mancanza di costruzione della personalità del bambino e la famiglia monoparentale è falso", ha reagito Agnès Buzyn, Ministro della Sanità francese.

Alla domanda se l'opinione dell'ANM sia "ideologica" e "pregiudiziale", ha risposto: "Può essere. In ogni caso, mi pare una valutazione datata e fuori dalla realtà".

"Oggi abbiamo un quarto delle famiglie francesi che sono famiglie monoparentali [...] Non mi si venga a dire che un quarto dei bambini francesi che vivono e sono nati in queste famiglie abbiano difficoltà nella costruzione della propria personalità", ha argomentato il Ministro. "Gli studi che abbiamo su bambini cresciuti in famiglie con genitori soli non sono studi preoccupanti", ha concluso.

"Faremo di tutto per far approvare la legge prima della prossima estate", ha dichiarato Buzyn, che stava parlando a fianco degli altri due ministri titolari della proposta governativa di riforma, Nicole Belloubet (Giustizia) e Frédérique Vidal (Ricerca).

"L'idea è che il disegno di legge sia adottato prima dell'estate", ha insistito, e la misura di punta della "PMA per tutte le donne sarà aperta immediatamente dalla legge promulgata".

Curioso, no?

Quando la scienza e la medicina non rispondono ai nuovi dogmi della cultura contemporanea vengono messe in un angolo e tacciate di pregiudiziali posizioni ideologiche, con lo stesso identico atteggiamento con il quale vengono liquidate le ragioni esposte da persone cattoliche in quanto cattoliche.

A nessuno viene mai il dubbio che - in fondo - esista una verità intera anche (e soprattutto) quando riconoscerla esige rinunciare faticosamente alla propria personale pretesa di essere nel vero?


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