«Una donna può essere #padre»

di Davide Vairani

#LaCroce quotidiano, 04 ottobre 2019

Il Ministro della solidarietà e della salute francese, Agnès Buzyn, ha dichiarato: "une femme peut être un père", una donna può essere un padre.

Credetemi, l'ha detto.

La scorsa settimana il Ministro francese è stato ospite nel programma televisivo "Ça vous regarde" sul canale LCP per una intervista a proposito della riforma della legge sulla bioetica che in questi giorni sta completando l'iter di approvazione formale all'Assemblea Nazionale.

L'attenzione si è focalizzata sull'articolo 1 del testo che articola la decisione del governo Macron di estendere la procreazione medicalmente assistita (PMA) a tutte le donne single e alle coppie lesbiche e conseguente copertura economica a carico della collettività pubblica (approvato in prima lettura - con 55 voti favorevoli, 17 contrari e 3 astensioni - il 27 settembre scorso).

Venti secondi dell'intervista con la giornalista di LCP hanno fatto il giro dei social network condiditi da caricaturali rappresentazioni degli avversari politici.

Myriam Encaoua:"Un père, c’est une fonction symbolique. Cela peut être une femme?"

Agnès Buzyn: "Cela peut être une femme, évidemment. Cela peut être une altérité qui est trouvée ailleurs dans la famille, on le voit, cela peut être des oncles, […] une grand-mère.

Je crois que les enfants ont besoin d’amour, tout nous démontre aujourd’hui que ce qui compte c’est la sérénité autour de l’enfant et cela, toutes les familles peuvent le garantir".

Traduzione.

Myriam Encaoua: "Un padre è una funzione simbolica. Può essere anche una donna? "

Agnes Buzyn: "[Un padre] Può essere una donna, ovviamente. Può essere un'alterità che si trova altrove nella famiglia, come possiamo vedere, possono essere degli zii, [...] una nonna.

Credo che i bambini abbiano bisogno d'amore, oggi tutto ci mostra che ciò che conta è la serenità attorno al bambino e che tutte le famiglie possono garantirlo".

Aggiungi due minuti di intervista in più prima e dopo il passaggio sopra citato e vedi l'effetto che fa'.

Stanno discutendo sull'assenza del padre quando una coppia di donne o una donna single ricorrono alla PMA.

'Che ne dici?' , chiede Miriam Encaoua.

'Ascolta, già esistono [famiglie senza padre]', afferma il ministro.

E aggiunge:

'Oggi una famiglia su quattro è composta da genitori single e spesso i padri sono totalmente assenti. Quindi queste famiglie esistono e le donne riescono a crescere i loro bambini senza particolari difficoltà'.

Agnès Buzyn evoca quindi  il fatto che 'molte donne fanno i bambini da sole' oggi e che 'questa realtà esiste'.

'L'idea ovviamente non è che l'intera società vada nella direzione di bambini senza padri ...', si giustifica infine.

Ed è in questo momento avviene lo scambio di battute sul ruolo 'simbolico' del padre, seguito da altre domande sull'anonimato dei donatori di sperma.

Alla domanda sul ruolo 'simbolico' del padre, ha risposto che poteva 'ovviamente' essere occupato da una 'madre' o'da un altro componente della famiglia'.

La fiction della genitorialità d’intenzione e della responsabilità procreativa servono a legalizzare l'occultamento del padre fino ad arrivare - presto a tardi - ad escluderlo dall'ambito della coscienza o della memoria collettiva se non di queste delle prossime future generazioni di bambini figli della provetta e dell'utero in affitto.

Assistiamo ad un pericoloso slittamento strutturale dalla dimensione biologica a quella dell’intenzionalità nella costruzione dei legami parentali e filiali, che permette alla genitorialità omosessuale di trovare un proprio statuto simbolico e normativo come principio generativo.

Se i legami parentali non passano più esclusivamente dal legame di sangue, se la maternità non è più legata esclsuivamente all'evidenza fisica del parto e la paternità non è più legata esclusivamente alla prova genetica, allora ha ragione Agnès Buzyn a sostenere che"une femme peut être un père", una donna può essere un padre, perchè chiunque desidera un figlio può essere padre e madre.

Le nuove concettualizzazioni della genitorialità - intrecciando elementi di naturalità, cura, responsabilità e complementarietà - portano ad un’idea differenzialista della genitorialità e alla paternità gay.

La moltiplicazione dei soggetti e dei luoghi in grado di determinare la scena riproduttiva per garantire l'esigibilità del diritto di una coppia gay - oltre ai terzi riproduttivi - sta diventando un businnes su scala globale capace di moltiplicarsi a vista d'occhio: medici, operatori della riproduzione, laboratori biogenetici ed agenzie di adozione transnazionale.

L'abominevole pratica dell'utero in affitto sarà molto presto l'ultima frontiera da sdoganare e legalizzare su scala mondiale.

"La concezione deliberata di un bambino privato di un padre costituisce una grande rottura antropologica che non è priva di rischi per lo sviluppo psicologico e psichico del bambino stesso".

Non è l'incipit di un documento pro-life, ma un passaggio del recente documento pubblicato dall'Académie nationale de médecine francese sull'apertura della PMA a tutte le donne.

L'Accademia"riconosce la legittimità del desiderio di maternità in ogni donna qualunque sia la sua situazione", ma ritiene che "gli stessi diritti debbano essere presi in considerazione parimenti anche per il diritto di ogni figlio ad avere un padre e una madre".

"Su questo aspetto vi è una rottura volontaria dell'uguaglianza tra i bambini - prosegue il testo degli accademici francesi. "Come tale, la concezione deliberata di un bambino privato di un padre costituisce una grande rottura antropologica che non è priva di rischi per lo sviluppo psicologico e lo sviluppo del bambino.

L'argomentazione avanzata per respingere tali rischi si fondano su alcuni studi che mostrerebbero la mancanza di un comprovato impatto sul futuro del bambino.

L'ANM non considera questi dati metodologicamente convincenti, sia  in termini di numero di casi che in relazione alla durata dell'osservazione di bambini che non hanno sempre raggiunto l'età delle domande esistenziali.

In ogni caso, l'ANM ricorda che esistono ancora incertezze sui rischi nello sviluppo psicologico di questi bambini, in considerazione della necessità spesso espressa di conoscere le proprie origini.

[...] Sembra all'ANM che questa disposizione sia contraria alla Convenzione Internazionale sui Diritti dell'infanzia del 1989, ratificata dalla Francia, nella quale si menziona il diritto del bambino a conoscere i propri genitori insistendo sul 'bene del bambino' come sui suoi 'migliori interessi'.

In effetti, non si tratta di supposizioni, perchè deux parents du même sexe ne suffisent pas pour donner vie à un enfant. Sarà la prima volta che due donne diventeranno le due madri dello stesso bambino (les deux mères d’un même enfant).

Tuttavia, l'esistenza di due parole distinte, padre e madre, significa che l'una non può sostituire l'altra, perché il ruolo di madri e padri non è equivalente.

L'ANM ritiene che - sempre più maltrattata dai cambiamenti della società - la figura del padre rimanga un fondamento per la personalità del bambino, come ricordano psichiatri, pediatri e psicologi infantili, che per la gran parte mantengono riserve rispetto a questa innovazione radicale.

[...] In tutte le casistiche nelle quali si intende estendere l'accesso alla PMA, la questione dell'alterità e quella della differenza tra uomo e donna non possono essere ignorate".

E' il progresso, bellezza, e tu non puoi farci niente.

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