#Bioetica #Cathòlicon

Resistere alle false evidenze di un apparente progressismo

Condividi

Resistere alle false evidenze di un apparente progressismo

di Mons. + Michel Aupetit


Mons. Michel Aupetit, Arcivescovo di Parigi, continua instancabilmente a denunciare gli scenari drammatici sul futuro della società francese con l'approvazione del disegno di legge sulla bioetica.

In una recente Tribune su "Le Figarò" ha ribadito:

"Io saluto il coraggio di quanti resistono alle false evidenze di un apparente progressismo che costituisce una profonda regressione della nostra umanità.
No, la legge non è cosa già fatta e finita.

Una parola che si appoggi sulla verità della nostra condizione umana non si ferma all’immediatezza del suo effetto: essa s’iscrive nell’avvenire, quando la coscienza comune saprà valutarne le più spaventose conseguenze, che sono del medesimo ordine di quelle che l’ecologia ci mostra oggi.

C’è un intimo legame tra il delirio tecnologico che conduce a distruggere il nostro pianeta in nome del progresso e la follia dei tecnici del desiderio che sconvolge l’antropologia e la natura profonda della nostra umanità.

Non importa che io ottenga il consenso di tutti. Quel che è certo è che devo dirlo".


Alcuni potrebbero essere sorpresi dal fatto che un vescovo parli di questioni politiche.

È davvero il suo ruolo?

Un vescovo della Chiesa cattolica deve annunciare il Vangelo, consentire a tutti di incontrare Dio e offrire a tutti l'opportunità di entrare nella Vita eterna che Cristo ha aperto con la sua risurrezione.

Con la sua incarnazione, Cristo, il Figlio di Dio, è arrivato a trasfigurare la nostra visione dell'uomo conferendogli una dignità innegabile, qualunque sia la sua origine etnica, la sua situazione sociale, il suo sesso, la sua cultura o la sua età. San Paolo lo spiega molto bene quando scrive ai cristiani della Galazia: "Non ci sono più ebrei o pagani, né schiavi né uomini liberi, né uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù"(Galati 3, 28).

Questa unità dell'umanità che deve realizzare una fraternità universale è un'opera essenziale della Chiesa.

Questo è il motivo per cui i vescovi si permettono di parlare su questioni sociali che incidono sulla dignità umana quando viene gravemente minaccaiata.

Il disegno di legge sulla bioetica attualmente in discussione tocca le basi più essenziali su cui sono costruite le nostre società umane: la filiazione, la non commercializzazione del corpo umano, il rispetto della vita dal suo concepimento fino alla sua morte naturale, l'interesse superiore del bambino, una medicina filantropica e non commerciale, un'ecologia umana in cui il corpo non sia uno strumento ma il luogo dell'edificazione della personalità.

Io saluto il coraggio di quanti resistono alle false evidenze di un apparente progressismo
che costituisce una profonda regressione della nostra umanità.
No, la legge non è cosa già fatta e finita.

Una parola che si appoggi sulla verità della nostra condizione umana non si ferma all’immediatezza del suo effetto:
essa s’iscrive nell’avvenire, quando la coscienza comune saprà valutarne le più spaventose conseguenze,
che sono del medesimo ordine di quelle che l’ecologia ci mostra oggi.

C’è un intimo legame
tra il delirio tecnologico che conduce a distruggere il nostro pianeta in nome del progresso
e la follia dei tecnici del desiderio che sconvolge l’antropologia e la natura profonda della nostra umanità

Il presidente della Repubblica desiderava un dibattito apaisé et consensuel.

Si sono tenuti les états généraux, numerose consultazioni da parte del Consiglio di Stato, l'opinione del Comitato consultivo nazionale di etica, numerosi interventi di esperti.

Che cosa ne è uscito da tutto questo? Alla fine, molto poco.

I partecipanti agli Stati Generali, dopo aver approfondito la questione, decisero chiaramente contro l'estensione della PMA fuori dal campo propriamente medico, senza che ciò abbia avuto il minimo effetto sui redattori del disegno di legge.

Siamo stati ampiamente consultati e, bisogna dirlo, sentiti cortesemente. Sentiti, ma non ascoltati.

Le sole risposte che abbiamo ottenuto dal Ministro della Salute agli argomenti di ragione presentati sono stati argomenti di autorità.

Il Comitato etico ha tuttavia rivelato debolezze metodologiche negli studi sui bambini cresciuti da madri single o coppie di donne. Molti esperti di psichiatra infantile hanno confermato che questi studi, molti dei quali anglosassoni, commettono errori sul rigore scientifico del metodo.

Ancora una volta, nessuna risposta.

Sono state inoltre respinte serie questioni sollevate da filosofi non sospettati di ideologia in relazione alla filiazione, in particolare in merito alla privazione del figlio in un'affiliazione bilaterale senza possibilità di ricorso.

L'Accademie de Medicine, che ha espresso le proprie valutazioni con argomenti scientifici molto seri, è stata spazzata via dal Ministro della Salute, che, senza vergogna, li ha definiti "datati" e "forse ideologici". Senza fornire alcun argomento ragionevole. Lo stesso vale per la Convenzione internazionale sui Diritti dell'infanzia firmata dal nostro Paese, per la quale la Sig.ra Buzyn ha affermato la Francia non ha obblighi formali.

Questo atteggiamento sdegnoso, perfino arrogante, è caratteristico di ciò che è stato osservato fin dall'inizio di questa consultazione.
Un ascolto apparentemente benevolo, ma un'inflessibilità che riflette un atteggiamento ideologico purtroppo privo di fondamenti antropologici realistici.

Eppure nessuno è il padrone della propria vita, tento meno dei propri figli.

Trasmettiamo la vita, non ci appartiene. Mio figlio viene da me, ma non è "un mio bene". Non posso rivendicare un diritto al bambino come un diritto alla casa.

Un bambino è sempre un dono che deve essere accolto senza renderlo un prodotto fabbricato grazie alla tecnologia umana e soggetto al potere del denaro. Bisogna imparare ad essere figli, cioè a comprendere che la nostra vita non viene da noi stessi, che la riceviamo, che dobbiamo imparare ad abitarla.

A questa condizione possiamo essere dei veri genitori che siano abbastanza umili da trasmettere la vita e far crescere una persona che si impadronisca della propria libertà. Non è possibile sfruttare un bambino con il pretesto di soddisfare un desiderio individuale. Se la frustrazione provoca sofferenza che deve essere accompagnata, questa non può giustificare una pretesa genitoriale.

Gli altri punti del progetto di legge sono pure drammaticamente ordinati al disprezzo di ogni vita umana. Gli embrioni umani sono trattati – una volta di più e sempre più – come materiale utilizzabile. Le staminali embrionali pongono la questione etica della distruzione dell’embrione umano. La possibilità di fabbricare degli embrioni OGM a mezzo di modificazione genetica è una pericolosa deriva. Inoltre, le sperimentazioni che permetterebbero la creazione di embrioni animali nei quali sarebbero integrate delle cellule staminali umani sono una vera mostruosità che non spaventa più nessuno e che mostra un’abissale anestesia della coscienza.

Io saluto il coraggio di quanti resistono alle false evidenze di un apparente progressismo che costituisce una profonda regressione della nostra umanità. No, la legge non è cosa già fatta e finita.

Una parola che si appoggi sulla verità della nostra condizione umana non si ferma all’immediatezza del suo effetto: essa s’iscrive nell’avvenire, quando la coscienza comune saprà valutarne le più spaventose conseguenze, che sono del medesimo ordine di quelle che l’ecologia ci mostra oggi.

C’è un intimo legame tra il delirio tecnologico che conduce a distruggere il nostro pianeta in nome del progresso e la follia dei tecnici del desiderio che sconvolge l’antropologia e la natura profonda della nostra umanità.

Non importa che io ottenga il consenso di tutti. Quel che è certo è che devo dirlo.

Mons. Michel Aupetit

Archevêque de Paris
04 ottobre 2019
Nostra traduzione


 

Condividi

Lascia una recensione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

  Subscribe  
Notificami
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: