Preghiera: respiro di vita nuova


Avvenire pubblica un breve testo inedito di Papa Francesco che costituisce la conclusione del suo volume "La preghiera. Il respiro di vita nuova" in uscita per la Libreria editrice vaticana.

Il libro raccoglie le parole più significative del Pontefice sulla preghiera. Un posto speciale è riservato alle catechesi pronunciate sul "Padre nostro" nelle udienze del mercoledì.

Introduce la raccolta la prefazione del Patriarca di Mosca, Kirill, che mostra la profonda sintonia tra cattolici e ortodossi nel vivere la dimensione cristiana dell’incontro con il Signore: per la comunione con lo Spirito Santo, anche quando si prega nel segreto della propria camera, in realtà tutta la Chiesa e il mondo ne sono partecipi.

Il libro si inserisce nella collana "Scambio dei doni", che ha una vocazione ecumenica e vuole evidenziare i legami che uniscono i cristiani delle varie confessioni.



Da sempre noi cristiani abbiamo cercato immagini e simboli per esprimere questo regalo immenso. Siamo tanti, diversi, eppure siamo una cosa sola, siamo la Chiesa. E quest’unità è quella dell’amore, che non costringe, non umilia, non ci limita, ma ci rinforza, ci costruisce tutti insieme e ci rende amici.

Gesù ha un’espressione bellissima nel Vangelo: «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato» (Gv 17, 3). È Lui stesso a dirci così che la vita vera è l’incontro con Dio; e che l’incontro con Dio è la conoscenza di Dio.

Sappiamo, poi, dalla Bibbia che non si conosce una persona solo con la testa, perché conoscere significa amare. E questa è la vita di Dio che ci è donata: l’amore che diventa nostro, e piano piano ci fa crescere, grazie allo Spirito Santo (Rm 5, 5), e illumina anche i nostri piccoli “grazie, posso?, scusa” di ogni giorno. Nonostante le parole siano inadeguate, si può dire che la vita nuova è scoprirsi di Qualcuno, appartenenti a Qualcuno e in Lui appartenere a tutti. Appartenenti vuol dire che ciascuno è per l’altro.

Questo mi ricorda ciò che dice la sposa del Cantico dei cantici: «Il mio amato è mio e io sono sua» (Ct 2, 16). Ecco, giorno dopo giorno, lo Spirito Santo sta portando a compimento la preghiera di Gesù al Padre: «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi» (Gv 17, 20-21).

Una delle immagini più antiche – usata già da san Paolo – per esprimere questa appartenenza, questa con-vita – è quella del corpo, il cui Capo è Cristo e noi siamo le membra («Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra»: 1 Cor 12, 27).
Ci sono nel corpo umano alcune funzioni essenziali come il battito del cuore e il respiro.

Mi piace immaginare che la preghiera personale e comunitaria di noi cristiani sia il respiro, il battito cardiaco della Chiesa, che infonde la propria forza nel servizio di chi lavora, di chi studia, di chi insegna; che rende feconda la conoscenza delle persone istruite e l’umiltà delle persone semplici; che dà speranza alla tenacia di chi combatte l’ingiustizia.

La preghiera è il nostro dire sì al Signore, al suo amore che ci raggiunge; è accogliere lo Spirito Santo che, senza mai stancarsi, riversa amore e vita su tutti.

Diceva san Serafino di Sarov, un grande maestro spirituale della Chiesa russa:

«Acquisire lo Spirito di Dio è dunque il vero fine della nostra vita cristiana, al punto che la preghiera, le veglie, il digiuno, l’elemosina e le altre azioni virtuose fatte in Nome di Cristo non sono che dei mezzi per questo fine».

Non sempre si è coscienti di respirare, ma non si può smettere di respirare.

Francesco


Un antico esegeta commentava:

"Come il fuoco del fiammifero fa presa sulla fascina di legna, così l'alito di Dio ha fatto presa nei polmoni dell'uomo, ingenerandovi quel 'va e vieni' del fiato che è la respirazione. L’uomo rimarrà vivo finché la radice del soffio di Dio non sarà strappata dai suoi polmoni".

ALLE SORGENTI DELLA PREGHIERA

dal Catechismo della Chiesa Cattolica

2652 Lo Spirito Santo è «l'acqua viva» che, nel cuore orante, «zampilla per la vita eterna». È lui che ci insegna ad attingerla alla stessa sorgente: Cristo. Nella vita cristiana ci sono fonti dove Cristo ci attende per abbeverarci dello Spirito Santo.

2659 Noi impariamo a pregare in momenti particolari, quando ascoltiamo la Parola del Signore e quando partecipiamo al suo mistero pasquale; ma è in ogni tempo, nelle vicende di ogni giorno, che ci viene dato il suo Spirito perché faccia sgorgare la preghiera. L'insegnamento di Gesù sulla preghiera al Padre nostro è nella medesima linea di quello sulla provvidenza: il tempo è nelle mani del Padre; è nel presente che lo incontriamo: né ieri né domani, ma oggi: «Ascoltate oggi la sua voce: "Non indurite il cuore"» (Sal 95,8).

2660 Pregare negli avvenimenti di ogni giorno e di ogni istante è uno dei segreti del Regno rivelati ai «piccoli», ai servi di Cristo, ai poveri delle beatitudini. È cosa buona e giusta pregare perché l'avvento del regno di giustizia e di pace influenzi il cammino della storia, ma è altrettanto importante «impastare» mediante la preghiera le umili situazioni quotidiane. Tutte le forme di preghiera possono essere quel lievito al quale il Signore paragona il Regno.


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