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Censurare la verità

di Davide Vairani

Il 24 ottobre il filosofo Sylviane Agacinski avrebbe dovuto tenere una conferenza all'Università Montaigne di Bordeaux dal titolo: "L'essere umano al tempo della sua riproducibilità tecnica".

Diverse organizzazioni studentesche - tra cui Riposte Trans, l'Associazione dei giovani di Bordeaux e gli studenti LGBT +, Solidaires Études, il Collectif étudiant-es anti-Patriarchate - hanno invitato gli studenti  a mobilitarsi per "fare tutto il possibile affinché questa conferenza non abbia luogo".

Motivo: "oratore reazionario, transfobico e omofobo". Originale!

L'Università -"non essendo in grado di garantire la sicurezza della proprietà e delle persone né le condizioni per un dibattito acceso ma rispettoso" -  ha scelto alla fine di annullare la sua lezione.

Le anime più nobili hanno rapidamente reagito con indignazione di fronte a questa operazione di censura della libertà di espressione.

Valérie Pécresse, presidente della regione dell'Ile-de-France: "L'università deve essere il luogo del libero pensiero e del dibattito democratico".

François-Xavier Bellamy, filosofo ed eurodeputato, ha posto la domanda: "Siamo ancora in democrazia?".

L'ex ministro alla sanità francese, Leonetti, ha dichiarato: "inaccettabile che la libertà di espressione sia in discussione".

"Le minacce non possono sostituire il dibattito!", ha ribadito il Segretario di Stato in carica, Marlene Schiappa.

Ad essere onesti, è accettabile che uomini in giacca e cravatta lavorino sui diritti riproduttivi delle donne, diritti nati dal loro egoismo?

Tutto si regge, in un'ideologia: è inutile tapparsi il naso qui e aprire le narici altrove.

Sappiamo tutti che la PMA con donatori di terze parti è, per tutte le coppie, mercificazione. Quando non ci si alza tutti in piedi contro il modo rapido in cui vengono approvate le proposte di legge,l'indignazione, democratica e selettiva, ha un buon gioco.

La verità è che se tutti i ragazzi e le ragazze del mondo dicessero di no alla procreazione senza padre; se gli intellettuali, tutti insieme, invece di guardare di lato si prendessero cura di ciò che sta accadendo in Francia (e non solo in Francia) non saremmo qui a parlare di "deriva liberticida".

Se la procreazione umana passa dall'incontro tra un uomo ed una donna nell'atto sessuale e se tutto questo è una legge della natura, non vi è alcuna discriminazione.

Chi alza la mano per ricordarlo è un malato "naturalista"? E' uno che rifiuta tutta l'"artificializzazione" proveniente dalla cultura, a cui appartengono la scienza e la tecnologia? E' un omofobo reazionario?

Non sono sicuro, eppure è uno degli argomenti top di coloro che continuano a fingere che non stia accadendo nulla, che lo spettacolo commovente dell'amore materno associato al "progresso delle scienze" e una benevola tolleranza finalmente conquistata siano sufficienti per riassumere meno di mezzo secolo che avrà visto la desessualizzazione dell'origine, l'attacco alla filiazione e la scomparsa del diritto alla filiazione.

Dite la verità agli studenti dell'Università di Bordeaux e non limitatevi ad indignarvi perchè vogliono tappare la bocca ad uno dei pochi intellettuali francesi che osa andare controcorrente e - da sinistra e da femminista - osa mettere in discussione la "provetta per tutti" che in nome dell’uguaglianza crea un inesistente diritto al figlio.

Dite la verità agli studenti di Bordeaux anche quando li dovrete deludere. Dite loro che il Montaigne al quale avete intitolato la loro università non era un progressista, ma un umanista. Non è mai stato un illuminista, ancor meno un illuminato.

Sotto l'apparenza di un gentleman cool stile XVI° secolo, si nasconde un macho paternalista, genere maschile eterosessuale dominante.

Nell'ultimo capitolo del libro II degli Essais intitolato «De la ressemblance des enfants aux pères», parlando di oro bianco, fonte non solo di somiglianze fisiche ma di tratti caratteriali, il filosofo scrive:

"Quel monstre est-ce, que cette goutte de semence, de quoi nous sommes produits, porte en soi les impressions, non de la forme corporelle seulement, mais des pensements et des inclinations de nos pères?
Cette goutte d’eau, où loge-t-elle ce nombre infini de formes?
Et comme portent-elles ces ressemblances, d’un progrès si téméraire et si déréglé, que l’arrière-fils répondra à son bisaïeul, le neveu à l’oncle?"
(II, 37, 1188).

"Che mostro è questa goccia di seme, di cui siamo prodotti, che porta in sé le impronte, non solo della forma corporea, ma dei pensieri e delle inclinazioni dei nostri padri? Questa goccia d'acqua, che ospita questo infinito numero di forme? E come possono trasmettere simili somiglianze, di un progresso così temerario e non regolato, che il pronipote risponderà al bisnonno, il nipote allo zio?".

Il mostro è l'incredibile, il prodigioso, ciò che si ammira.

Chi sarà il prossimo ad essere costretto a tacere la verità?

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