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Kanye West: Jesus Is King

di Davide Vairani

#LaCroce quotidiano, 14 novembre 2019

Every knee shall bow
Every tongue confess
Jesus is Lord
Jesus is Lord
Every knee shall bow
Every tongue confess
Jesus is Lord
Jesus is Lord

 

Jesus Is Lord di Kanye West

Il viaggio di Kanye West è un viaggio che vale la pena seguire.

È probabilmente uno degli artisti pop più significativi degli ultimi 20 anni.

Sicuramente uno dei più imprevedibili. Indubbiamente uno dei più conosciuti dai giovani in tutto il mondo.

Confesso di non sapere chi fosse e tanto meno di avere mai ascoltato una sua canzone (non è un pregiudizio sull'hip pop e il rap, solo una questione anagrafica ...). Fino a quando mi sono imbattuto in Jeus is King.

Kanye Omari West, 42 anni di Atlanta, uno degli artisti musicali più venduti di tutti i tempi con oltre 140 milioni di dischi venduti in tutto il mondo.

Ha vinto 21 Grammy Awards, rendendolo uno degli artisti più premiati di tutti i tempi e l'artista più premiato con i Grammy della sua generazione.

Tre dei suoi album sono stati inclusi da Rolling Stone tra i 500 migliori album di tutti i tempi.

La rivista Time lo ha nominato una delle 100 persone più influenti al mondo nel 2005 e 2015.

È difficile sapere quale Kanye apparirà in un dato momento. Ma in fondo chi di noi può dire di essere sempre lo stesso?

L'anno scorso la svolta più sorprendente di sempre: Kanye afferma di essere diventato un cristiano rinato.

I suoi “Sunday Services” - il nome che i protestanti danno alla nostra messa - sono tutti nel segno del Vangelo. Riproduce molti dei suoi classici in versione gospel, cambiando il sound e in parte anche il testo, ad esempio eliminando parolacce e oscenità per non turbare il Signore e i fedeli.

Sunday Service è diventato anche il nome del suo nuovo gruppo gospel, che lo accompagna sia dal vivo che su disco ed il suo album appena uscito si intitola Jesus Is King.

Kayne divide, nella musica come nella vita. Non troverai recensioni morbide ed equilibrate, questo è certo. 

"Kanye West found God. Did he lose himself along the way?“, titola il Washington Post. "Kanye West dice che il suo nuovo album può aiutarti a trovare Dio, ma prima dovrai trovare Kanye West”, taglia corto Chris Richards sulle pagine del quotidiano americano.

"L'album si chiama Jesus Is King ed è progettato per infastidire i pagani fiocchi di neve dei social media, come se West non avesse fatto questo cosplay da santo salvatore per tutta la sua carriera.

Quando è atterrato sulla copertina di Rolling Stone nel 2006, ha indossato una corona di spine insanguinata e un lieve sorriso, cementando il suo complesso di persecuzioni al centro del suo impulso creativo. Tredici anni dopo, è un bastian contrario senza una causa da difendere".

"On Jesus Is King, Kanye West Finds God, But Loses His Inspiration", Kanye West trova Dio, ma perde la sua ispirazione, per il Time.

"Mentre il concetto dell'album potrebbe essere alto, è anche il suo meno ambizioso", scrive Andrew Chow. "Jesus Is King dura solo 27 minuti — leggermente più lungo del moncone di un album che era Ye — e si sente pesante con le scorciatoie e leggero con la tensione.

Mentre ci sono molti elementi piacevoli - melodie appassionate, produzione elegante, apparizioni motivate degli ospiti - l'album è dominato da un lirismo di culto generico e suoni troppo familiari. Evitando i paradossi che hanno guidato il suo miglior lavoro, West ne ha inconsapevolmente presentato un altro: ha rivendicato Dio come la sua più grande ispirazione, ma ha realizzato l'album meno ispirato della sua carriera".

La rivista Rolling Stones, la bibbia per gli artisti che fanno musica, lo stronca senza mezzi termini: "Kanye West sarà anche il messia del rap, ma ‘Jesus is King’ non è un miracolo", scrive Marta Blumi Tripodi.

"Jesus Is King è un album gospel, non nel senso che suona come quelli di Mahalia Jackson o di Kirk Franklin, ma nel senso che ogni brano è una manifestazione della sua devozione nei confronti di Dio.

[...] Insomma, un progetto in cui il minimalismo e la grandeur vanno a braccetto per servire uno scopo più alto, con esiti a volte ottimi e a volte molto meno.

La speranza è che in futuro Kanye West incanali il suo notevolissimo talento in imprese un po’ meno bislacche, magari tornando a prendersi cura della sua salute mentale e dedicandosi più alla musica che a moda, interviste e politica.

Perché quando si parla di un certo tipo di sound è lui il nostro messia, e lo stiamo ancora aspettando".

"(Autocelebrazione) mistica per Kanye West", titola "Il Manifesto".

"Note sparse. Carenza di ispirazione per il nuovo album del multimiliardario rapper", scrive Federico Scoppio.

"Nel delirio di preghiere e citazioni dei vangeli, nell’auto celebrazione massima, dove spesso il suo rap si pesta i piedi con i rituali religiosi, si scovano però sempre nuovi tric negli arrangiamenti e nelle produzioni. Spunta a un certo punto persino un assolo di sassofono del vecchio Kenny G. Per nulla entusiasmante il resto, un disco da ascoltare solo per la curiosità che emana il personaggio".

Praticamente tutti hanno un'opinione su Kanye West, anche quelli che scrivono sul perché non hanno un'opinione al riguardo. Persino la Chiesa di Satana ha voluto dire la sua: “Satan is the best friend Kanye has ever had, as he will keep him in business all these years!", Satana è il migliore amico che Kanye abbia mai avuto, poiché lo ha mantenuto nel bussiness per tutti questi anni! 

Kanye è un artista di talento e controverso. Lo si è visto in tournée nel passato con la bandiera confederata; indossare un cappello MAGA nel suo incontro con il presidente Donald Trump ("mi ha fatto sentire come Superman", ha dichiarato); fare il direttore creativo dei premi PornHubil; continuare a sposare l'idea che i neri abbiano una certa predisposizione  sulla loro schiavitù. "Se gettano di nuovo le reti degli schiavi, che ne ditedi non stare tutti nello stesso posto?", ha gridato davanti ad una folla di fan alla Howard University. E molto altro.

Kanye ha diviso anche il mondo cristiano americano.

Alcuni cristiani vedono la vita di Kanye come gli alti e i bassi di un'esibizione estrema e pubblica di una persona che sembra camminare con Dio nel corso di una vita.

Altri vedono la sua conversione più come più di un evento lineare che ha trovato il suo culmine in questi utlimi mesi e giudicano Jesus is King un album sincero.

Altri ancora non possono tollerare la commercializzazione del nome di Cristo da parte di una star simile, che pretende pure di pontificare: "Who does Kanye West think he is? Doesn’t he know that sinners aren’t allowed to talk like they know Jesus? Better save that to us, the real Christians".

Non mancano i plausi smaccati da parte di una destra cattolica americana conservatrice, che vuole leggere un Kanye alfiere di una battaglia per sfuggire alla dittatura del relativismo.

"Nonostante Kanye sbagli molte cose - scrive il Catholic Herald -, i cattolici possono identificarsi con la battaglia in corso di Kanye per sfuggire alla dittatura del relativismo al fine di trovare ciò che è vero, bello e buono.

Quando Kanye parla delle contraddizioni della società moderna, esprime una frustrazione che ogni cattolico praticante si confronta quotidianamente. Questo, più di ogni altra cosa, rende Kanye attraente per i cattolici.

L'idea che esista la verità oggettiva e che la conoscenza della verità abbia conseguenze, è un'idea cattolica. È un'idea che è diventata strana in un mondo che eleva la scelta al di sopra della verità".

Insomma, cosa ne facciamo del viaggio di Kanye?

Proviamo a mettere da parte i pre-giudizi e ascoltiamo le sue canzoni.

Sia che si tratti di una operazione di marketing oppure l'espressione pubblica di un'anima esausta autenticamente disperata da trovare un Salvatore oltre se stesso, proviamo a lasciare parlare solamente il suo Jesus Is King.

Il suo album del 2013, Yeezus, ha una traccia chiamata "I Am a God".

Ma nonostante il suo auto-proclamato status di "dio", Kanye ha sempre lottato per trovare la pace.

E tutti i suoi lavori ne sono l'espressione.

Il suo The Life of Pablo (2016), si apre con "Ultralight Beam", dove afferma:

"I'm tryna keep my faith
But I'm looking for more
Somewhere I can feel safe
And end my holy war
I'm tryna keep my faith"

Sto cercando di mantenere la mia fede,
ma sto cercando altro

da qualche parte in cui posso sentirmi al sicuro
E alla fine della mia guerra santa
sto cercando di mantenere la mia fede

La vita e la carriera sregolata di Kanye parlano di questa incapacità di sopportare il peso, non solo della celebrità, ma dell'autosufficienza e dell'autogiustificazione in qualsiasi forma.

Qualunque altra cosa potremmo dire della musica e del personaggio pubblico Kanye, possiamo almeno vedere un'onestà e una vulnerabilità in gioco: sa che non sta bene e non lo nasconde dietro una facciata di pubbliche relazioni.

E questo ci porta a Jesus Is King , una collezione di salmi hip-hop che ci dice chi è oggi Kanye: un uomo focalizzato esclusivamente su Gesù - un "tutto cristiano", come lui stesso ha dichiarato a Jimmy Kimmel.

Non sono un esperto musicale e non mi avventuro in giudizi in questo campo. Non so onestamente se Jesus Is King rappresenti la migliore produzione di  Kanye West.

Campiona dischi nostalgici e pieni di sentimento con strati di cori e armonie, un cambiamento distinto dall'umore più oscuro dei suoi album recenti.

La traccia di apertura "Every Hour" inizia con un coro senza Kanye che si ripete ancora e ancora: canta, fino a quando il potere del Signore diminuisce.

Altre tracce, come "Water", portano questa struttura ripetitiva, è come se Kanye non potesse smettere di adorare.

In "Selah" fa riferimento alle Scritture per descrivere la sua nuova libertà in Cristo:

He saved a wretch like me

Ha salvato un disgraziato come me

Hallelujah

Perchè "Jesus did the laundry” (letteralmente, “Gesù ha lavato i panni”).

Anche se non dovremmo elevare il significato della sua storia o rivendicarlo come una sorta di nuova celebrità evangelica, ascoltando le 11 tracce del suo album mi arriva la consapevolezza tormentata di un uomo che sa di non farcela da solo.

Nessun umano può. O meglio, solo un essere umano può e ha già sopportato il peso per nostro conto, fino alla morte.

Ecco perché dichiariamo in lode, insieme a Kanye nell'ultima traccia ("Jesus Is Lord"), che la vera libertà viene dalla posa della nostra corona, dalla rinuncia al trono e dall'omaggio all'unico legittimo monarca: ogni ginocchio deve inchinarsi, ogni lingua confessa che Gesù è il Signore.

“We nobody’s slave” , non siamo schiavi di nessuno. Questo è ciò che i critici non possono ammettere o comprendere e cioè che il Vangelo non gioca secondo le regole di nessuno.

La saggezza della croce è una follia per coloro che stanno morendo, e Jesus Is King può essere solo una follia per coloro che credono che il suo titolo sia una bugia.

Ma questo non scoraggia Cristo, che entra in spazi che sono furiosamente ostili nei suoi confronti - spazi come la musica pop o il cuore di Kanye West - e li rivendica come suoi.

La verità è che non può esistere nemmeno il solo pensare  che un vero incontro con il Signore risorto possa accedere e provocare una vera trasformazione nell'anima precedentemente confusa e travagliata dell'Occidente.

Di fronte a una realtà del genere, i critici hanno solo l'arma della ridicola sminuizione da offrire.

Ma Jesus Is King non è insano: è crudo, muscoloso e diretto. 

Jesus Is King ha avuto l'equivalente di 264.000 vendite negli Stati Uniti nella sua prima settimana di uscita, 197 milioni di stream e 109.000 copie vendute come album completo, secondo Nielsen, scalando subito le vette di tutte le classifiche degli album più venduti negli Stati Uniti.

Non è male vedere in cima a tutto - almeno per una volta - Cristo Re dell'Universo.

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