Venerdì della 1.a Settimana di Avvento

Venerdì 6 Dicembre 2019

S. Nicola (m); S. Asella; S. Obizio

Il Signore è mia luce e mia salvezza
Is 29,17-24; Sal 26; Mt 9,27-31

"Non riuscivo a darmi pace
e non sapevo come impedire
la crepa:
(all’inizio i suoi margini si sono fermati
ma da un momento all’altro potevano distinguersi ancora
di più
in ogni caso sentivo
che ormai non si sarebbero più riaccostati)"

K. Wojtyla, La bottega dell’orefice


C'è una ferita in fondo al cuore che non possiamo lenìre da soli. Questo deficit, questa mancanza strutturale che la teologia chiama peccato originale, ha origine quando nel cuore del primo uomo s’insinua il dubbio sull’amore divino: è proprio vero che Dio ama realmente l’uomo?

Ecco dove risiede la tentazione originaria. L’azione del demonio consiste nell’offuscare la certezza dell’amore che il Padre ha per ognuno di noi, è la negazione di questa relazione che ultimamente impedisce all’uomo un lieto abbandono nelle braccia di Dio.

Il delitto che ha intaccato il cuore di ogni uomo è il peccato originale: una mancanza di umiltà verso l’amore nella sua essenza.

"Che cos’è l’amore nella sua vera essenza? L’uomo ama solo se riconosce e accetta di essere amato" (L. Giussani, Esercizi alla Fraternità di Comunione e Liberazione, Rimini 1989).

La radice di ogni peccato è la mancanza di umiltà nell’accettare questo evento originario: che siamo voluti, che siamo fatti, che c’è un Padre buono all’origine del nostro esistere.

Qual è la conseguenza più drammatica in cui l’uomo di oggi si trova a vivere?

È come se ogni mattina dovesse scendere in campo e intraprendere una lotta quasi estenuante tra la sua pretesa di autoaffermazione e autonomia da una parte e l’originale dipendenza dall’altra. Si ritrova schiavo della sua pretesa di costruirsi la sua esistenza e la volontà di avere pari diritti con tutti.

Questa pretesa oscura il centro di gravità della nostra vita: la dipendenza originale e la vita come vocazione. Negando il Padre si eclissa anche la statura dell’uomo.

La vita è rapporto con il destino, rapporto con la realtà, rapporto con il Mistero, cioè rapporto col Dio.

Di fronte al Mistero siamo come ciechi che vedono solo buio e che hanno bisogno di una sola cosa: mendicare una Presenza.

"Figlio di Davide, abbi pietà di noi!".

+ Dal Vangelo secondo Matteo 9,27-31

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».

Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?».

Gli risposero: «Sì, o Signore!».

Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.

Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

Parola del Signore.

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