Libertè, Egalitè, Paternitè

di Davide Vairani

 

Mentre gli attivisti pro-GPA strumentalizzano la giustizia continuando la loro guerriglia legale con l'obiettivo di utilizzare una giurisprudenza favorevole per esercitare pressioni sui parlamentari e sul governo, la Corte europea dei diritti umani (CEDU) ha emesso un decisione importante per i diritti delle donne e dei bambini: "la Corte ritiene che il rifiuto delle autorità francesi non sia sproporzionato in quanto il diritto interno offre la possibilità di riconoscere la genitorialità tra i figli del richiedente e la mère d’intention attraverso la via dell'adozione del figlio da parte del coniuge”.

Mentre la genitorialità può essere stabilita per adozione, gli attivisti pro-GPA cercano di forzare la Francia a transcrire la filiation d’intention, vale a dire di riconoscere in realtà il principio della GPA non appena viene eseguita all'estero.

È una nuova decisione sulla gestazione per gli altri (GPA) che ha appena reso, giovedì 12 dicembre, la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) - Affaire C et E c. France -  n. 1462/18 e n. 17348/18.

I giudici di Strasburgo affermano che l'obbligo imposto dalla Francia a una madre designata di adottare il figlio nato tramite GPA all'estero è legittimo. E che non è quindi obbligatorio registrare automaticamente quest'ultimo allo stato civile francese.

La CEDU è stata invitata a pronunciarsi su due casi simili, entrambi sostenuti dall'Avvocato Caroline Mécary.

Primo caso: quello dei genitori che richiedono la trascrizione allo stato civile del figlio nato nel 2010 in Florida da una madre surrogata. Secondo caso: una coppia fa la stessa richiesta per le loro tre figlie nate in Ghana da GPA nel febbraio 2014.

In entrambi i casi, la Francia riconobbe l'uomo come padre, ma chiese alla madre di procedere con l'adozione.

Una soluzione attuata dalla giustizia francese dal 2014, ma contestata dalle due coppie.

Pertanto criticano la giustizia francese per una "interpretazione astratta, ideologica, fuori dal tempo, che ignora la realtà concreta dell'interesse reale dei bambini".

Sostengono anche che "la madre surrogata ha rinunciato volontariamente a tutti i diritti e doveri sul figlio",  come si può leggere nella decisione CEDU.

Ed è per questo motivo che richiedono la trascrizione completa del certificato di nascita dei bambini, senza passare attraverso l'adozione.

Un'affermazione che la Corte europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato irricevibile.

Chiedendo alle coppie di passare attraverso l'adozione per stabilire la filiation de la mère d’intention, la Francia offre, stima la CEDU, una soluzione che soddisfa due criteri fondamentali, a suo avviso: "efficacia" e "velocità", per garantire il diritto al rispetto dell'ambiente famigliare del minore.

"Dal materiale presentato dal governo, risulta chiaramente che il tempo medio per ottenere una decisione è a soli 4,1 mesi per la piena adozione e 4,7 mesi per una semplice adozione", osserva la Corte nella sua decisione.

"La Corte non vede alcun motivo per dubitare delle assicurazioni fornite dal governo a questo proposito", hanno aggiunto i giudici.

Per La Manif Pour Tous, la dignità delle donne e dei bambini non conosce confini.

"Questo è il motivo per il quale, poiché rifiutiamo che le donne francesi siano ridotte in schiavitù e sfruttamento con la GPA, dobbiamo anche combattere questa pratica scandalosa in tutto il mondo", sottolinea Ludovine de La Rochère, presidente de La Manif Pour Tous.

Oltre al ritiro della legge sulla bioetica e della PMA sans père - che porterebbe anche alla creazione della filiation fondée sur l’intention - l'opposizione al GPA sarà al centro delle richieste della manifestazione nazionale a Parigi il prossimo 19 gennaio "Marchons Enfants!".

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