Sinistra iberica ambigua sull'utero in affitto

di Davide Vairani

#LaCroce quotidiano, 09 gennaio 2020

La sinistra-sinistra spagnola - ufficialmente impegnata nel primo governo di coalizione della sua storia post-franchista - vuole vietare l’utero in affitto.

Dopo cinque elezioni in quattro anni, il segretario del partito socialista spagnolo (Psoe), Pedro Sánchez, ha incassato - oggi - il voto favorevole del parlamento per tornare nuovamente primo ministro.

L'alleanza Psoe e Unidos Podemos di Pablo Iglesias consente a Sanchez una risicata e traballante investitura, con 167 voti a favore, 165 contrari e 18 astensioni, dopo varie settimane di trattative, a più di due mesi dalle ultime elezioni e dopo ben nove mesi di governo ad interim dello stesso Sánchez.

"Pedro Sánchez logra la investidura y formará el primer Gobierno de coalición de la democracia", titola il quotidiano El Paìs.

Auguri.

Nell'ambizioso programma di governo, “Coalición progresista. Un nuevo acuerdo para España”, tra i 313 impegni sottoscritti dai due leader, si legge:

"Decimos NO a los vientres de alquiler. La explotación reproductiva está prohibida en nuestra legislación, en coherencia con las recomendaciones del Parlamento Europeo. Los vientres de alquiler socavan los derechos de las mujeres, especialmente de las más vulnerables, mercantilizando sus cuerpos y sus funciones reproductivas. Y por eso, actuaremos frente a las agencias que ofrecen esta práctica a sabiendas de que está prohibida en nuestro país".

Traduzione:

"Diciamo NO alle 'pance in affitto' - traduzione letterale dell'espressione 'los vientres de alquiler', cioè la tecnica di procreazione assistita con cui una donna porta a termine una gravidanza su commissione di altre persone, che diventeranno i genitori -.

Lo sfruttamento riproduttivo è vietato dalla nostra legislazione, in linea con le raccomandazioni del Parlamento europeo.

Le 'pance in affitto' minano i diritti delle donne, specialmente le più vulnerabili, mercificando i loro corpi e le loro funzioni riproduttive.

Per questo, agiremo di fronte alle agenzie che offrono questa pratica sapendo che è proibita nel nostro paese".

Alleluja!, verrebbe da dire: finalmente un sussulto di ragione nel campo della sinistra!

E' vero, "per la prima volta uno schieramento innegabilmente progressista si pronuncia con parole nette sul tema della gestazione per altri";  ha ragione Flavia Perina - oggi su Linkiesta - a sottolineare come "la sinistra europea, ma specialmente quella italiana, si è sempre trovata a disagio sul tema" e che la politica si debba pronunciare "su una della grandi questioni della modernità", senza perdere altro tempo "a dare forma a un pubblico 'No'".

E pur tuttavia - con buona pace delle femministe illuminate contro l'utero in affitto - è pensabile una sinistra farsi alfiere di una moratoria perpetua della gestazione per altri, senza se e senza ma?

E' pensabile una sinistra mobilitata sulla scia di una Sylviane Agacinski e dei movimenti che hanno portato alla sottoscrizione della Carta di Parigi nel 2016, pietra miliare in Europa nella battaglia (non solo femminista né solo femminile) contro l’utero in affitto?

Il programma progressista del nuovo governo spagnolo di sinistra non fa che allargare ancora di più le maglie dell'aborto, della fecondazione artificiale e dell'adozione per le coppie dello stesso sesso e per i single, posizionandosi di fatto in piena lunghezza d'onda con le agende politiche del femminismo più radicale e delle lobby Lgbtq+.

E' nero su bianco. Basta prendersi in mano il capitolo 7, "Polìticas Feministas", al punto .5 : "Garantizar los derechos sexuales y reproductivos para asegurar una maternidad libremente decidida", garantire i diritti sessuali e riproduttivi per assicurare una maternità liberamente determinata.

In quale modo?

"Svilupperemo politiche attive di educazione e prevenzione delle gravidanze indesiderate, attraverso campagne di informazione generalizzate e, in particolare, attraverso programmi educativi specificamente diretti ai giovani, in accordo con le comunidades autónomas;

Allo stesso modo, favoriremo l'accesso agli ultimi metodi contraccettivi, alla contraccezione d'emergenza e alla cessazione volontaria della gravidanza per tutte le donne nel Sistema Nacional de Salud e nel quadro della Ley de Salud sexual y reproductiva y de la interrupción voluntaria del embarazo de 2010;

Allo stesso modo, garantiremo los tratamientos de reproducción asistida per tutte le donne, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e stato civile. Una vezreestablecido este derecho en la cartera de servicios comunes del Sistema Nacional de Salud, cioè la fecondazione assistita deve diventare a tutti gli effetti un diritto per tutte le donne, comprese le donne single e lesbiche, totalmente gratuito;

Garantiremo la privacy delle donne che frequentano le cliniche IVE (interruzione volontaria della gravidanza, ndr), la loro integrità fisica e morale, nonché il loro diritto alla libera circolazione. Para ello se establecerá una zona de seguridad de las clínicas acreditadas para la interrupción voluntaria del embarazo, in sostanza impedire l'attività di qualsiasi gruppo o persona a favore del diritto alla vita che agisca vicino a una clinica per l'aborto".

Come è pensabile con una mano affermare di voler contrastare la pratica dell'utero in affitto e con l'altra mano farla rientrare dalla finestra attraverso un accesso universale di tutte le donne - single e lesbiche - alla fecondazione assistita?

E' il tema sul piatto della politica francese in questi mesi, con il dibattito parlamentare attorno alla riforma della loi bioéthique voluta da Macron che, dopo l'approvazione in prima lettura all’Assemblée Nationale, viene ufficialmente esaminata dalla Commissione Speciale del Senato e arriverà in prima lettura nell'emiciclo per due settimane di discussione che si concluderanno con il voto solenne del disegno di legge il 4 febbraio prossimo.

E' forse più la gauche francese che il partito di Macron a sostenere con forza l'estensione della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) a coppie di donne e donne single. 

Insomma, la realtà è molto più complessa di quanto abbiamo la pretesa di semplificarla.

La verità è che sia le destre che le sinistre in Europa arrancano di fronte alla turbo-globalizzazione della produzione e fabbricazione del post-umano bio-tecnologico: le prime, nel tentativo di restare al passo con i tempi nuovi, per apparire moderne; le seconde, prigioniere di ideologie incapaci di interpretare il presente, ripiegano sulla nostalgia del passato rispolverando l'armamentario del '68.

Se la Procreazione medicalmente assistita (Pma) si rivolge alle coppie non fertili e dunque potenzialmente fertili, che senso ha che possano accedervi donne single, in menopausa o coppie dello stesso sesso?

Si sostiene che lo si fa in nome dell’uguaglianza, creando così un inesistente diritto al figlio.

Ma come garantire la perfetta eguaglianza degli individui di fronte alla procreazione?

In attesa dell’utero artificiale, si può accordare a tutti la libertà di procreare in modo 'autonomo' e volontario, a condizione che ciascuno possa disporre delle risorse biologiche necessarie: seme per le donne, ventre femminile per gli uomini.

"Strana libertà, quella che si esercita al prezzo della disponibilità del corpo degli altri".

Il virgolettato è una frase di Sylviane Agacinski presa dal suo ultimo saggio: "L’Homme désincarné. Du corps charnel au corps fabriqué (L’uomo disincarnato. Dal corpo di carne al corpo fabbricato).

 

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