Zitti, state zitti, pubblicamente: bisogna essere neutri

di Davide Vairani

Tre ritratti su sfondo nero - una donna, un uomo e un giovane disabile - e un breve testo per ciascuno: "La società progredirà ... a condizione che maternità/paternità/differenza sia rispettata".

Circa 400 poster sono stati affissi nelle strade di Parigi e nelle stazioni ferroviarie dell'Ile-de-France il 31 dicembre.

Prima di essere censurati e rimossi rapidamente. Per essere successivamente riammessi per via legale. Invano.

I poster facevano parte di una campagna pubblica, “La société progressera“, lanciata dall'associazione Alliance Vita contro la legge sulla bioetica che i senatori di Francia si preparano ad approvare in queste settimane.

Le parole chiave del dibattito, "PMA" o "ricerca sull'embrione", non compaiono. "Abbiamo scelto tre parametri di riferimento cari ai francesi: maternità, paternità e differenza", spiegava il delegato generale, Tugdual Derville

Vietato esprimere dubbi pubblicamente in Francia, lesa maestà al pensiero dominante. I tre poster restano affissi due giorni.

"Sono profondamente scioccata e indignata da questa campagna anti-aborto e anti-PMA alla Gare du Nord e in molti altri luoghi della capitale", ha twittato il sindaco di Parigi, chiedendo il loro ritiro immediato.

In nome del "principio di neutralità" che devono avere le affissioni pubbliche francesi, le agenzie Médiatransports ed Exterion Média provvedono a toglierli immediatamente. Resta solo il poster sull'accettazione della differenza, che raffigura una persona su una sedia a rotelle.

Due giorni dopo, a seguito di un esposto presentato da Alliance Vita, il tribunale giudiziario di Parigi si pronuncia: i poster incriminati devono essere affissi di nuovo.

Invano.

"La nostra campagna si è conclusa l'8 gennaio. Nonostante la sentenza dell'ufficiale giudiziario, notiamo che i manifesti su maternità e paternità non sono mai stati ripristinati", commenta Tugdual Derville. "Ora è troppo tardi e la decisione del giudice non è stata rispettata".

Anche Antoine Beauquier, avvocato dell'associazione, denuncia una manovra intesa a  "mettere la museruola" alla libertà di espressione dell'associazione.

"Ci mettono davanti al fatto compiuto", riassume. 

Non è la prima volta che Mediatransport ritira i manifesti pubblicitari nel rispetto della "neutralità del servizio pubblico".

Nel 2012, pochi giorni prima del lancio di una campagna pubblicitaria nella metropolitana di Parigi, l'autorità di trasporto autonoma parigina (RATP) si era rifiutata di pubblicare alcuni manifesti del Collectif contre l'islamophobie en France (CCIF), a causa del loro carattere politico e religioso.

Nel 2015, dopo le proteste per la censura dei manifesti affissi da «les Prêtres», il gruppo RATP aveva successivamente accettato di ripristinare la dicitura "chrétiens d’Orient" in una successiva campagna pubblica.

Ancora una volta, Mediatransport aveva giustificato la propria azione in nome del "principio di neutralità del servizio pubblico". L'intera classe politica aveva denunciato un'interpretazione offensiva del concetto di secolarismo.

Ma cosa significa esattamente questo principio di "neutralità del servizio pubblico" ?

Il principio di neutralità del servizio pubblico richiede che l'amministrazione pubblica e i suoi funzionari siano completamente imparziali nell'attuazione dell'azione amministrativa, al fine di garantire il principio di uguaglianza, in particolare a riguardo agli utenti del servizio pubblico.

L'articolo 25 della legge n. 83-634 del 13 luglio 1983 prevede che "il funzionario pubblico svolga le sue funzioni con dignità, imparzialità, integrità e probità".

Secondo il dizionario Larousse, neutralità si riferisce allo stato di una persona che rimane neutrale, che evita di schierarsi, che si astiene o non viene coinvolto. Legalmente, la neutralità è sinonimo di imparzialità, è neutrale la persona che non si schiera dall'una piuttosto che dall'altra, chi non favorisce l'uno a spese dell'altro.

L'obbligo di neutralità dei funzionari pubblici in Francia è stato sancito dal legislatore con la legge del 20 aprile 2016 in materia di etica e diritti e doveri dei dipendenti pubblici.

Pertanto, nell'esercizio delle funzioni, il pubblico ufficiale è tenuto all'obbligo di neutralità. Svolge le sue funzioni secondo il principio del secolarismo.

Come tale, si astiene in particolare dal manifestare le sue opinioni religiose nell'esercizio delle sue funzioni.

L'obbligo di neutralità va oltre le manifestazioni religiose, implica anche una neutralità politica legata all’obligation de réserve, cioè al divieto di eprimere pubblicamente le proprie idee, in particolare nel campo religioso.

Anche la pubblicità nei luogi pubblici deve sottomettersi in Francia a questa declinazione del principio di neutralità.

Strano e curioso il secolarismo alla francese: alla faccia della libertà di parola.

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