State buoni, se potete

di Davide Vairani

La frase agostiniana "Non posso restare in silenzio" dovrebbe essere vagliata con la virtù cardinale della prudenza, affinchè non si trasformi in un dogma in nome del quale risulti un impedimento coltivare la forza del silenzio.

"Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno" (Mt 5, 17-37), ammoniva Gesù, certamente per indicarci il coraggio della sequela e la necessità di non essere pavidi ed insapore nella pubblica testimonianza di fede.

Eppure nello stesso brano che ci riporta l'Evangelista Matteo, il Figlio di Dio esordisce dicendo: "Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento".

Prudenza ci vuole, per discernere, in ogni circostanza, il vero bene dal male e scegliere i mezzi adeguati per attuarlo.

Compreso il tacere quando ci viene chiesta la fatica dell'attesa. Per attendere, nell'esercizio dell'umile fiducia, affinchè Deo omnis gloria, a Dio tutta la gloria.

Il libro "Dal profondo del nostro cuore", che esce domani in Francia, ha scatenato le tifoserie, prima ancora di potere (almeno) leggerne il contenuto: il Cardinale Sarah, il Papa emerito, Benedetto XVI, e colui che per tanti cattolici interpreta il ruolo del terzo incomodo, Papa Francesco.

L'oggetto (nella fattispecie): l’ordinazione sacerdotale di uomini sposati proposta dal Sinodo sull’Amazzonia.

Non leggerò questo libro, perché non voglio ingrassare un editore che farà affari con le divisioni che si accentueranno sempre di più con la sua pubblicazione.

Non perderò altro tempo a farmi venire il fegato amaro nel rincorrere gli -anti sui social network e le ricostruzioni da buco della serratura che in queste ore popolano media e blog, laici e laicisti, teocòn o catto-progress.

Ho troppa affezione per la Chiesa di Cristo per cedere alla tentazione di accodarmi al parlatoio dei troppi che godono e si fregano le mani nella cornice dell'ennesimo evento mediatico da circo Barnùm.

Perché l'evento non è il libro, in termini di contenuto, ma le circostanze della sua pubblicazione e promozione. 

Perché Joseph Ratzinger - Benedetto XVI e il Cardinale Sarah non hanno voluto attendere questi ultimi mesi per maturare la propria riflessione sull'argomento, riflessione da entrambi già sviluppata in numerose occasioni in altre opere? Ieri erano ostili all'ordinazione di uomini sposati, oggi ... la stessa cosa, non la vogliono. Quid novi?

Sono sorpreso che le anime belle non abbiano suggerito che i due autori del libro avrebbero potuto attendere la pubblicazione dell'esortazione apostolica di Papa Francesco - con "onestà intellettuale" e senso del servizio alla Chiesa -,  prima di commentare eventuali o possibili conclusioni, per aiutare - quando arriverà il momento - nel ragionare su come attuarle, al servizio dell'Evangelizzazione dell'Amazzonia.

Ma tant'è, la fritatta è fatta, come si suol dire in queste circostanze.

Nutro profonda affezione per tutti e tre i "protagonisti" di questo affaire, conosco l'amore che tutti e tre hanno per la Sposa di Cristo (per le letture che ne ho fatto) e confido nella speranza che tutto ciò che fanno concorra al bene della compagnia di Cristo, cioè la Chiesa, anche quando non capisco e non vedo altro che tenebra.

Lascio - pertanto - sospeso l'interrogativo al soffio dello Spirito Santo, che ci soccorra (me in primis) nella confusa (e convulsa) situazione in cui versa la barca di Pietro.

Esercito il diritto del silenzio anche attorno al contenuto del dibattito - il celibato sacerdotale -, per lo stesso motivo di cui sopra: lascio disquisire chi ne sa molto più di me e, in ogni caso, attendo fiducioso l'esortazione apostolica di Papa Francesco.

Il resto della vicenda fa parte più del gossip che si legge volentieri per ingannare il tempo d'attesa dal barbiere.

Avete presente quella gag di Carlo Verdone in cui uno dei suoi personaggi tirava fuori la pistola esclamando nevroticamente: “Me voi rapinà?" e tirava fuori dalla giacca il porto d'armi "timbrato vidimato e bollato", giustificandosi con la frase: "E io te caccio fuori questa, c’ho il porto d’armi” ?

Conditela con l'immagine di Tafazzi che, mosso da un innato masochismo si autoflagelleva con una bottiglia di plastica nelle parti intime (lo ricordate tutti il  personaggio televisivo interpretato da Giacomo Poretti, del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, comparso per la prima volta nella trasmissione 'Mai dire Gol' nel 1995).

Uguale.

Il gossip fa sussurrare sui media il sospetto che Benedetto XVI non abbia scritto un libro a quattro mani con il Cardinale Sarah.

In Italia, partono CorSera e Repubblica.

Il primo titola "Celibato dei preti, il giallo in Vaticano sulla firma di Ratzinger", a firma Gian Guido Vecchi. Il suo entourage: "Non è autore di quel libro".

Il secondo affida la penna a Paolo Rodari: "La trappola a Ratzinger sui preti sposati". Gli uomini di Benedetto: "Non sapeva del libro a doppia firma con Sarah". Imbarazzo in Vaticano: si discute su come ridefinire il ruolo dell'ex pontefice.

Andando a ritroso, pare che il sussurrandom sia partito dal quotidiano argentino La Nation: "Benedicto XVI negó haber escrito un libro con el cardenal Sarah en el que reivindica el celibato"

"Benedetto XVI non ha scritto un libro a quattro mani con Sarah , non ha mai visto, né autorizzato la copertina, né il fatto che sia stato pubblicato un libro a quattro mani", avrebbe dichiarato a La Nation "una fonte vaticana vicino a Joseph Ratzinger".

"È chiaro che esiste un'operazione editoriale e mediatica, dalla quale Benedetto prende le distanze e si manifesta totalmente ignaro", ha aggiunto la fonte, "che ha richiesto l'anonimato" e che "non ha specificato chi sarebbe stato dietro l'operazione" e avrebbe precisato che il Papa emerito qualche mese fa stava scrivendo alcuni appunti sul sacerdozio, appunti che il Cardinale Sarah avrebbe chiesto di vedere e che gli sono stati inviati.

"Il Papa emerito gli ha reso disponibile il testo, sapendo che stava scrivendo un libro sul sacerdozio", ha spiegato la fonte anonima.

LifeSite taglia il mazzo e pubblica: "Publisher confirms Pope Benedict did co-author new book defending priestly celibacy". Fr. Joseph Fessio, gesuita, caporedattore della casa editrice Ignatius Press, ha dichiarato:"è una notizia totalmente falsa".

"Chi sta affermando tutto questo, pensa davvero che il Cardinale Sarah sia coinvolto in una cospirazione per distorcere la verità?", ha dichiarato alla Catholic News Agency (CNA)

"Se il cardinale Sarah sta dicendo a [Ignatius Press] che i capitoli di Papa Benedetto sono di Papa Benedetto, noi crediamo nella sua parola", ha sottolineato, aggiungendo che l'editore sostiene la sua attribuzione del libro sia a Sarah che a Benedetto.

La risposta ad un tweet di Eva Fernandez, corrispondente vaticana per COPE Radio, una stazione radio di proprietà della conferenza episcopale spagnola, che stava lanciando via etere lo scoop appena scoperto: Una fuente muy cercana a #BenedictoXVI asegura que él no ha escrito el libro “a 4 manos” junto al cardenal Sarah y que no ha dado su autorización a que se publicara. Tan sólo le facilitó un escrito sobre el sacerdocio en el que estaba trabajando. Lo contamos en @linternacope"

Scende poi in campo direttamente il cardinale guineano, con tre tweet.

Il primo postato ieri sera: "Alcuni attacchi – scrive il Cardinale Sarah su Twitter – sembrano implicare una bugia da parte mia. Queste diffamazioni sono di una gravità eccezionale. Fornisco qui le prime prove della mia stretta collaborazione con Benedetto XVI per scrivere questo testo in favore del celibato. Parlerò domani se necessario".

E allega l'immagine di tre lettere, che riportano la data rispettivamente del 20 settembre, 12 ottobre e 25 novembre 2019 (la puntuale e minuziosa descrizione viene dipanata per bene da Cascioli con la sua Bussola Quotidiana per sminare la "gravissima diffamazione lanciata ieri sera" che "fa capire fino a che punto siano disposti a spingersi i 'guardiani della rivoluzione', e possiamo stare tranquilli che siamo solo all’inizio. Ma quanto accaduto fa anche capire quanto siano affidabili i grandi giornaloni e certi vaticanisti". Amen).

"Nella prima lettera, Benedetto XVI ringrazia della lettera ricevuta dal cardinale Sarah il 5 settembre in cui si trova evidentemente la richiesta di un contributo sul sacerdozio ' in questi tempi difficili '.

' Avevo già prima della sua lettera – scrive Ratzinger – cominciato a scrivere qualche riflessione sul sacerdozio. Ma scrivendo ho sentito sempre più che le mie forze non mi permettono più la redazione di un testo teologico. Poi è venuta la sua lettera con la domanda inaspettata di un testo proprio sul sacerdozio con particolare attenzione al celibato. Così ho ripreso il mio lavoro e trasmetterò a Lei il testo, quando sarà tradotto dal tedesco in italiano. Lascio a Lei se queste note, la cui insufficienza sento fortemente, possono avere qualche utilità'.

Molto più stringata la lettera del 12 ottobre: ' Finalmente posso trasmettere i miei Pensieri sul Sacerdozio. Lascio a Lei se trova qualche utilità nei miei poveri pensieri '.

Infine il 25 novembre, a lavoro ultimato:

'Cara Eminenza, di tutto il cuore vorrei dire Grazie per il testo aggiunto al mio contributo e per tutta l’elaborazione che Lei ha fatto. Mi ha toccato profondamente come Lei ha capito le mie ultime intenzioni: Avevo scritto in realtà 7 pagine di chiarimento metodologico del mio testo e sono realmente felice per dire che Lei ha saputo dire l’essenziale in una mezza pagina.

Non vedo quindi la necessità di trasmetterLe le 7 pagine, dato che Lei ha espresso in una mezza pagina l’essenziale. Da parte mia il testo può essere pubblicato nella forma da Lei prevista'".

"I testi sono chiari - sancisce La Nuova Bussola Quotidiana -: non solo il papa emerito e il cardinale Sarah hanno strettamente collaborato, ma risalta evidente la singolare sintonia che c’è fra i due; cosa peraltro che non sorprende visti i ripetuti attestati di stima che negli anni passati Benedetto XVI ha riservato al prefetto per il Culto Divino".

Nella mattinata di oggi, il secondo tweet del Cardinale Sarah:

"Dichiaro solennemente che Benedetto XVI sapeva che il nostro progetto avrebbe preso la forma di un libro. Posso dire che ci siamo scambiati scambiati il materiale per stabilire le correzioni. Stamattina rilascerò una dichiarazione più dettagliata per ristabilire la verità".

Terzo tweet: un comunicato stampa ufficiale, con tanto di carta intestata, timbro e firma, nel quale il Cardinale Sarah riassume quanto abbiamo sopra descritto.

Ultima news: (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN - "Posso confermare che questa mattina su indicazione del Papa emerito ho chiesto al cardinale Robert Sarah di contattare gli editori del libro pregandoli di togliere il nome di Benedetto XVI come coautore del libro stesso e di togliere anche la sua firma dall'introduzione e dalle conclusioni".

Lo afferma all'ANSA Monsignor Gorge Gaenswein.

Avvenire titola: "Gaenswein: 'Ratzinger ritira la firma del libro'"

"Monsignor Georg Ganswein in merito alla pubblicazione del libro a doppia firma con il cardinale Sarah ha dichiarato: 'Posso confermare che questa mattina su indicazione del Papa emerito ho chiesto al cardinale Robert Sarah di contattare gli editori del libro pregandoli di togliere il nome di Benedetto XVI come coautore del libro stesso e di togliere anche la sua firma dall'introduzione e dalle conclusioni'.

Inoltre ha aggiunto che 'il Papa emerito sapeva che il cardinale stava preparando un libro e aveva inviato un suo testo sul sacerdozio autorizzandolo a farne l'uso che voleva. Ma non aveva approvato alcun progetto per un libro a doppia firma né aveva visto e autorizzato la copertina.

Si è trattato di un malinteso senza mettere in dubbio la buona fede del cardinale Sarah. Il testo che Benedetto ha mandato al cardinale è un testo suo che rimane e lui l'autore e non degli altri testi".

Se tutto questo non è tafazzismo, cos'altro è?

Leggi anche:

Benedetto XVI e il Card. Sarah

Il Papa emerito Benedetto XVI e il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, firmano un libro intitolato: “Des Profondeurs de nos Cœurs”, che verrà pubblicato per la prima volta in francese il 15 gennaio da Fayard’s.

Il libro è il risultato di un incontro tra i due uomini e della corrispondenza durante il sinodo sull’Amazzonia, mentre si discuteva della questione dell’ordinazione dei viri probati.

Solo due mesi dopo, il Papa emerito “prende una posizione ferma contro l’ordinazione sacerdotale degli uomini sposati, in un libro co-firmato con il cardinale Sarah”, si legge in un articolo in escluviva su Le Figaro intitolato “Célibat des prêtres: le cri d’alarme de Benoît XVI”, il celibato sacerdotale: il grido di allarme di Benedetto XVI.

Continua

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