Portogallo e Spagna verso l'eutanasia legalizzata

di Davide Vairani

#LaCroce quotidiano, 14 febbraio 2020

Portogallo e Spagna si apprestano ad entrare nel club dei paesi dove l'eutanasia è legale: Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Canada e Colombia.

Le sinistre al governo in entrambi i Paesi muovono le pedine nelle sedi deliberative.

Il 20 febbraio prossimo, il Portogallo del socialista António Costa inizierà la discussione parlamentare di cinque proposte di legge che mirano a depenalizzare l'eutanasia.

Il Congreso spagnolo ha dato il via libera martedì scorso alla proposta di legge presentata dal Partito Socialista (PSOE): 203 voti a favore, 140 contrari e 2 astensioni. Solo il Partido Popular e Vox hanno votato contro.

Questa è la terza volta dal 2018 che i socialisti presentano un disegno di legge sulla legalizzazione dell'eutanasia.

Il testo prevede che"una persona che soffre di una malattia grave, invalidante o incurabile può essere aiutata a morire se lo richiede, per evitare sofferenze intollerabili". Deve "essere scritto e ripetuto quindici giorni dopo", "essere accettato successivamente da due medici e poi esaminato da un comitato etico".

"Sono anni che lavoriamo attorno ad una proposta di legge sull'eutanasia", ha twittato il premier spagnolo Pedro Sánchez, "e oggi iniziamo nel Congreso la procedura per l'approvazione.

Sappiamo che ci sono molte persone in attesa e che non c'è tempo da perdere. La Spagna deve fare questo passo.

Riconosciamo il diritto ad una morte dignitosa".

Per comprendere il tono del dibattito in Spagna sul tema dell'eutanasia e del suicidio assistito, aiuta l'immagine plastica delle dichiarazioni di voto nel Congreso.

Da una parte, María Luisa Carcedo Roces, esponente di punta del Partido Socialista Obrero Español (PSOE), medico e già Ministro de Sanidad, Consumo y Bienestar Social dal 2018 al 2020 e attualmente secretaria de Sanidad de la Comisión Ejecutiva Federal del PSOE.

Dai banchi dell'opposizione, José Ignacio Echániz Salgado del Partido Popular (PP), anch'esso medico e con una lunga esperienza politica all'interno del partito, ex consejero de Sanidad y Asuntos Sociales de la Junta de Comunidades de Castilla-La Mancha.

A sinistra, il diritto a morir dignamente, perchè "el dolor y el sufrimiento humano no tienen distingos de ideología, y no es su ideología la que va a contar".

Tocca i sentimenti, María Luisa Carcedo Roces, e lo fa portando nell'Aula del Congreso tre storie, tre situazioni al limite, tutte accomunate dall'idea che non ci potesse altra strada se non la morte per una esistenza non più degna di essere vissuta.

Dall'altra, José Ignacio Echániz Salgado, utilizza la linea giuridico-burocratica: vuole mostrare ai cittadini spagnoli il metodo dei socialisti, tutto interno al parlamento, senza ascoltare il popolo, le associazioni ed i gruppi che si occupano tutti i giorni di cure palliative, le stesse persone che vivono condizioni di non auto sufficienza psichica e fisica. Richiama il valore assoluto della persona e della vita, cerca di convincere che l'eutanasia non può essere la via da imboccare in una società civile degna di questo aggettivo.

"Señorías, por todos estos motivos y por muchos más el Partido Popular va a defender lo que ha hecho siempre con coherencia y con responsabilidad: ayudar al máximo a las personas en el trance final de la vida sin pretender nunca su muerte. En definitiva, acabar con el dolor y con sufrimiento, pero nunca acabar con la persona que padece dolor y sufrimiento"

"Onorevoli colleghi, per tutti questi motivi e per molti altri, il Partito Popolare difenderà ciò che ha sempre fatto con coerenza e responsabilità: aiutare le persone al massimo nel tratto finale della vita, senza mai pretese sulla loro morte. In breve, porre fine al dolore e alla sofferenza, ma non porre fine alla persona che vive dolore e sofferenza".

XIV Legislatura

Proposición de ley de Grupos Parlamentarios del Congreso.

Proposición de Ley Orgánica de regulación de la eutanasia.

Intervención en el Pleno el 11/02/2020

Orador: Carcedo Roces, María Luisa

María Luisa Carcedo Roces

María Luisa Carcedo Roces

'Quien quiera vivir, que viva, pero que nos dejen a los demás morir dignamente. La eutanasia no es una obligación.

Yo pediría a los políticos que piensen de una vez en los ciudadanos, y sobre todo en los ciudadanos que están en estas condiciones'

‘Chiunque desideri e voglia ancora vivere, que viva, ma lasciate che gli altri muoiano con dignità. L'eutanasia non è un obbligo.

Vorrei chiedere ai nostri politici di pensare ai cittadini, una volta per tutte, e in particolare ai cittadini che si trovano in queste condizioni'.

Queste parole sono state pronunciate da Fernando Cuesta.

Fernando con queste sue frasi riassume meglio di chiunque altro l'oggetto di questa proposta di legge e in maniera migliore di qualsiasi altro discorso che noi possiamo fare in quest’Aula.

Fernando era malato di SLA, non c’erano cure che potessero guarirlo e vedeva con i suoi occhi che si stava progressivamente deteriorando di giorno in giorno.

Alla fine, ha deciso di andare in Svizzera, ha deciso di non morire nel suo paese e di pagarsi - perché poteva - i servizi corrispondenti per ottenere quella morte dignitosa che lui voleva.

'Devi farmi una promessa: il giorno in cui non ricorderò uno dei vostri nomi, in quel primo giorno nel quale ti accorgerai che ti confondo, che non so come ti chiami, per favore, non aspettare che ti dimentichi del tutto, non aspettare il momento nel quale non sarò più in grado di riconoscerti.

Quel giorno devi aiutarmi ad andarmene'.

Queste parole sono di Maribel Tellaetxe, come ben sapete. Era consapevole del deterioramento cognitivo che presto l’avrebbe raggiunta e che non avrebbe più riconosciuto l'ambiente circostante, che si sarebbe disconnessa dal mondo e che in quel momento, incapace di decidere, non valeva più la pena vivere.

I parenti vivono con angoscia l'impossibilità di rispondere a questa richiesta, di soddisfare la loro domanda e chiedono: abbiamo politici ignoranti, chi non conosce la sofferenza di migliaia di pazienti con malattie terminali e con malattie degenerative che non si possono curare?

Sfortunatamente, suo figlio non ha potuto mantenere la sua promessa, perché sua madre ha finito per morire.

'L'ho fatto perché ora sono sereno: lei ha smesso di soffrire'.

È così che Angel Hernández - dopo trent'anni di cure a sua moglie - ha lasciato andare María José Carrasco, che lo ha supplicato e implorato di aiutarla a morire. La sua decisione gli è costata la paradossale accusa di violenza di genere e Angel ha anche subito la prigione, per un breve periodo, e ha sofferto.

Questa è la realtà, questo è ciò che sta accadendo ai nostri cittadini.

(Applausi)

Sono tre casi dolorosi che, con tutto il rispetto, mi permetto di citare qui, oggi, perché sono più illustrativi di qualsiasi cosa io possa dirvi, anche se insisto che lo faccio con tutto il dovuto rispetto per la loro memoria e anche per il dolore delle loro famiglie.

Ma queste persone, queste famiglie colpite, una volta avvenuta la fine dei loro parenti, non hanno voluto incrociare le braccia, ma continuare a lottare e combattere, perchè questo potesse diventare un diritto per tante altre persone che si trovavano nelle loro stesse circostanze.

Queste situazioni ci sfidano tutti, indipendentemente dalla poltrona nella quale sediamo.

Il dolore umano non ha ideologia, il dolore umano e la sofferenza sono di tutte le persone.

(Applausi)

Il dolore umano è quello ed è legato alla condizione umana.

Oggi discuteremo della presentazione di questo disegno di legge, per la terza volta nella storia recente del nostro paese.

Speriamo che non vengano trovati altri trucchi legali per impedire che questa proposta non si trasformi in legge e che venga pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dello Stato al più presto.

Questa legge ha semplicemente lo scopo di regolare un nuovo diritto e - come ha affermato Fernando Cuesta - chi non vuole esercitarlo o chi non lo desidera non ha alcun obbligo di esercitarlo.

È una legge il cui regolamento va oltre la depenalizzazione nel codice penale degli aiuti a morire con dignità.

È una legge che regola una procedura in base alla quale viene stabilito un nuovo diritto in modo che le persone che si trovano in questa situazione possano decidere di chiedere aiuto per morire quando soffrono di una malattia incurabile, una malattia che non porta ad una morte immediata, che genera  una sofferenza ed un dolore che essi trovano insopportabili per la loro dignità, per la loro integrità fisica o morale.

Pertanto, questa è una legge che regola un nuovo diritto.

Un nuovo diritto che deve essere stabilito in modo ordinato, con tutte le garanzie legali e sanitarie.

Questo nuovo diritto si basa su tre grandi pilastri del nostro paese.

Il primo è la Costituzione spagnola, che regola i diritti fondamentali, come la dignità della persona, il valore supremo della libertà, il diritto alla vita e l'integrità fisica e morale, la libertà di pensiero e di coscienza, e soprattutto la libertà in se stessa, che avvolge tutta la nostra Magna Carta.

Il secondo è la legge 41/2002 del 14 novembre, che regola l'autonomia del paziente, che afferma che è la libertà della persona che deve decidere i propri trattamenti, ovviamente essendo precedentemente informata.

Infine, il nostro codice penale, che finora penalizza gli aiuti che possono essere forniti alle persone in queste circostanze, sebbene con fattori attenuanti.

Ma una legislazione compassionevole deve tenere conto di queste situazioni.

Questa proposta di legge regola le condizioni nelle quali le persone possono esercitare questo diritto, quali circostanze devono esserci per qualificare questo nuovo diritto che viene regolato: devono soffrire di una malattia invalidante, una malattia grave, una malattia che non ha un trattamento efficace, che sa come si evolve ma non può essere curata, non può essere alleviata e non comporta la morte immediata; non si può sapere se ci vorrà un mese, dieci mesi, tre anni e durante quel periodo le persone continuano a soffrire.

Fino a quando non avremo questa legge, ci saranno molte persone, molte più di quanto possiamo immaginare, che soffriranno per queste situazioni e noi possiamo evitarlo. Molte più di quanto immaginiamo e, soprattutto, molte di più di quanto vorremmo.

Questa decisione, l'esercizio di questo diritto, è presa liberamente dalla persona. Non vi è alcuna delega a terzi, non è la responsabilità della persona che la assiste, che la aiuta, che se ne prende cura; no, è il libero arbitrio della persona stessa che decide solo ed esclusivamente in modo personale, consapevole, informato, meditato, mantenuto nel tempo, ratificato e libero da qualsiasi pressione sociale, economica o familiare.

In questa proposta di legge si intende anche che questo processo di assistenza alle persone che soddisfano queste circostanze e che ritengono che questa sofferenza debba finire ora si verifichi nelle condizioni del massimo comfort possibile, qualità, professionalità.

Pertanto, si decide che le comunità autonome, attraverso i loro servizi sanitari, siano incorporate nel portafoglio comune di servizi del nostro sistema sanitario nazionale, che stabiliscono le procedure e i servizi affinché ciò possa essere realizzato.

Ed è fatto con molte garanzie. Non esiste solo il medico responsabile. Ci deve essere una seconda opinione del medico consulente e, infine, della commissione di valutazione e controllo, che effettua un controllo ex ante ed ex post dell'atto di finalizzare la vita di queste persone.

Ovviamente, ci sono professionisti che intervengono in questo processo e coloro che non vogliono intervenire in esso possono - la legge lo regola anche così, istituisce un registro - avvalersi dell'obiezione di coscienza.

Onorevoli colleghi, questa è una legge molto richiesta da alcuni gruppi e colgo l'occasione per ringraziarvi per la vostra perseveranza nella lotta per raggiungere questa nuova legge e la vostra dedizione, in particolare per il dottor Montes.

(Applausi)

Ho detto che è una legge per lo più supportata da cittadini spagnoli e un sondaggio lo dimostra. Come novità, sappiamo che i professionisti medici sono anche per lo più sostenitori di questa nuova legislazione, di questo nuovo regolamento.

Ringrazio le associazioni professionali di Madrid, Vizcaya, Tarragona e Las Palmas, che hanno preso l'iniziativa di consultare direttamente i professionisti per scoprire qual è la loro opinione, professionisti che vivono continuamente con il dolore e non sono insensibili al dolore di molte persone e, quindi, neppure a tale  esigenza.

(Applausi)

Termino rivolgendomi a tutti voi, chiedendo il vostro sostegno a questo disegno di legge.

Per favore, consentite ad un nuovo diritto di emergere nella cittadinanza spagnola.

(Applausi delle onorevoli colleghi del gruppo parlamentare socialista e del gruppo parlamentare confederale di Podemos e dei membri del governo presenti, in piedi)

María Luisa Carcedo Roces

Partido Socialista Obrero Español (PSOE)

XIV Legislatura

Proposición de ley de Grupos Parlamentarios del Congreso.

Proposición de Ley Orgánica de regulación de la eutanasia.

Intervención en el Pleno el 11/02/2020

Orador: Echániz Salgado, José Ignacio 

José Ignacio Echániz Salgado

José Ignacio Echániz Salgado

Onorevoli colleghi, quest'Aula ci richiama ad un dibattito sul quale il proponente, il Partito Socialista, vuole legiferare sottraendo alla società spagnola tutte le garanzie legali e procedurali che tale norma dovrebbe avere.

Oggi il gruppo socialista non presenta un proyecto de ley, ma una proposición de ley e la differenza non è banale.

Mentre un disegno di legge, ai sensi dell'articolo 88 della Costituzione e 26 della Legge governativa, deve essere preceduto da studi e consultazioni necessarie a garantire la correttezza e la legalità della norma, la proposta di legge da parte di un gruppo parlamentare no.

Mentre un disegno di legge deve comprovare la consultazione pubblica del parere di tutti i soggetti potenzialmente interessati dalla futura norma e anche delle organizzazioni più rappresentative sui problemi, esigenze, opportunità, obiettivi della norma o delle possibili alternative, regolamentari e non regolamentari, la proposición de ley tutto questo non lo prevede come necessario.

Neppure richiede una relazione sull'analisi d'impatto normativo sulla legge nazionale e dell'Unione europea.

Una proposición de ley non permette di presentarla alla Commissione generale dei segretari e sottosegretari di Stato, né al Consiglio dei ministri per decidere sulle procedure successive e qualcosa di molto importante: consultazioni, pareri e opinioni e rapporti che sono obbligatori per garantirne successo e legalità.

Un disegno di legge, onorevoli colleghi, a differenza di una proposta come questa, deve obbligatoriamente dare la parola pubblica ai cittadini interessati, ottenere tutti i contributi che possono essere forniti da individui, organizzazioni ed associazioni riconosciute dalla legge che rappresentano gli interessi delle persone i cui diritti o i cui interessi legittimi siano interessati dalla norma che si intende approvare.

Onorevoli colleghi, il Partito Socialista ha deliberatamente e volontariamente eluso in maniera intenzionale tutte le informazioni pertinenti, indispensabili, etiche obbligatorie, direi.

(Applausi)

Onorevoli colleghi, la società spagnola deve sapere che il Partito Socialista ha deliberatamente cercato di rubare questo dibattito alla società, a tutti gli spagnoli, e intende introdurre di soppiatto dalla porta di servizio.

Onorevoli colleghi, la società spagnola si trova davanti a questo testo elaborato in questo modo oscurantista e senza garanzie, di dubbia costituzionalità per i diritti fondamentali in questione: il diritto alla vita, il diritto all'integrità fisica e morale, i diritti ai principi di dignità umana e al libero sviluppo della persona e al valore della libertà.

Onorevoli colleghi, con questo testo intendono gettare nella società spagnola una regola che la metà della popolazione respinge, che l'altra metà dubita o almeno ha precauzioni intelligenti e prudenti e la necessità - direi il diritto - di sapere.

Signori del Partito Socialista, avete impedito alla società spagnola di essere informata e avete optato per impedire che la popolazione anziana di questo paese si faccia prendere dal panico ascoltando istituzioni, giuristi o medici in quest'Aula che analizzino con dati rigorosi ciò che è già accaduto nei tre o quattro paesi del mondo in cui è stata approvata una legge come questa.

Onorevoli colleghi, di fronte a questa legge oscura, respinta dagli operatori sanitari nel loro insieme - l'Organizzazione medica collegiale, il Consiglio generale delle Associazioni mediche spagnole e tutte le sue organizzazioni collegiali e bioetiche sono assolutamente contrarie - e dalla maggior parte della società spagnola, il Partito popolare difende per gli spagnoli un'alternativa socialmente giusta che permetta la morte senza sofferenza e senza spingere o forzare le persone al suicidio.

Il gruppo parlamentare popolare ha presentato in quest'Aula una proposta per un'alternativa all'eutanasia, una legge che estenda universalmente l'accesso di tutti i pazienti - insisto, di tutti i pazienti - alle cure palliative che garantiscono le condizioni per un decesso degno dei malati terminali.

Onorevoli colleghi, tra dolore ed eutanasia sono le cure palliative alla fine della vita.

(Applausi)

Non si può parlare di eutanasia, se le cure palliative non vengono risolte. Nel nostro paese, oltre la metà di questi pazienti non ha accesso alle cure palliative e il 70% delle unità di dolore in Spagna non dispone di risorse di cure palliative avanzate, secondo la Spanish Pain Society.

Come funzionari pubblici abbiamo l'obbligo di eliminare il dolore e la sofferenza, ma non la persona con dolore e sofferenza.

Pertanto, vogliamo incorporare una nuova legge sociale, una nuova legge sulla salute, nell'intero sistema sanitario nazionale, in tutte le parti del paese, in tutti gli ospedali del paese, in tutti i centri sanitari del paese e anche a casa, nei centri pubblici e privati, un diritto per tutti.

Una risposta adeguata, onorevoli colleghi, una soluzione umanizzata e avanzata per le oltre 200.000 persone e le loro famiglie in Spagna.

Onorevoli colleghi, le cure palliative sono la soluzione del progresso e anche della scienza per eliminare o alleviare il dolore, servire la persona e la sua famiglia, aiutare le persone più vulnerabili e costruire una società più umanizzata e più giusta, perché nobilitano la vita umana e nobilitano la vita dei cittadini e perché generano fiducia, tranquillità e forza nel tratto finale della vita per i malati e le loro famiglie, e tutto ciò con un'assistenza completa e di qualità.

Le cure palliative sono una soluzione etica che rispetta il valore unico di ogni vita umana, il fine della medicina ed i criteri deontologici. Stimolano la ricerca, perché niente di peggio dell'eutanasia per scoraggiare la ricerca di nuovi farmaci e nuovi mezzi diagnostici e terapeutici.

Sono una soluzione molto apprezzata dai familiari e dai caregiver che hanno avuto un'esperienza di cure palliative per i propri cari.

A tutti questi elementi positivi, onorevoli colleghi, il gruppo parlamentare popolare ha voluto accompagnarli con misure che migliorino ulteriormente l'assistenza e la compagnia per i malati terminali, come i permessi di lavoro per le persone che devono prendersi cura di queste persone nel tratto finale della loro vita, come la creazione di un'area di formazione specifica per migliorare la qualità dei professionisti che devono affrontare questi problemi o la creazione di un accesso espresso per le persone che devono saltare la lista di attesa di centinaia di migliaia delle persone che si trovano in una situazione di dipendenza per avere accesso a tali servizi.

Onorevoli colleghi, per tutti questi motivi e per molti altri, il Partito Popolare difenderà ciò che ha sempre fatto con coerenza e responsabilità: porre fine al dolore e alla sofferenza, ma non porre fine alla persona che soffre di dolore e sofferenza.

José Ignacio Echániz Salgado

Partido Popular (PP)

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