Nenhuma vida vale menos

Nenhuma vida vale mais do que outra. Nenhuma vida vale menos.

di Davide Vairani

Nessuna vita vale più di un'altra. Nessuna vita vale meno. La vita dei deboli vale tanto quanto quella dei forti. Le vite dei malati hanno un valore identico alla vita dei sani.

La vita ha - dal suo inizio fino alla sua fine naturale - la stessa dignità assoluta, che deve essere salvaguardata e protetta.

I grandi testi civili e sacri, medici e filosofici, che sono la matrice delle nostre società e che formano la nostra coscienza morale, ce lo ricordano incessantemente.

Andare contro il primato della vita significa attaccare l'umanità di tutti gli esseri umani.

Non è il primato della vita che deve essere soggetto alle circostanze occasionali (economiche, politiche, culturali, ecc.), ma sono le circostanze che devono essere al servizio del primato della vita, incondizionatamente.

La vera missione che appartiene alla politica è il supporto instancabile della vita.

10 RAZÕES CIVIS CONTRA A EUTANÁSIA

di José Tolentino Mendonça, "Espresso", 08 febbraio 2020

"Nenhuma vida vale mais do que outra.

Nenhuma vida vale menos.

A vida dos fracos vale tanto como a dos fortes.

A vida dos doentes tem um valor idêntico à vida dos saudáveis".

José Tolentino Mendonça
José Tolentino Mendonça

1- La vita - dal suo inizio fino alla sua fine naturale - ha la stessa dignità assoluta, che deve essere salvaguardata e protetta.

I grandi testi civili e sacri, medici e filosofici, che sono la matrice delle nostre società e che formano la nostra coscienza morale, ce lo ricordano incessantemente.

Andare contro il primato della vita significa attaccare l'umanità di tutti gli esseri umani.

2- Non è il primato della vita che deve essere soggetto alle circostanze occasionali (economiche, politiche, culturali, ecc.), ma piuttosto sono le circostanze che devono essere al servizio incondizionato del primato della vita.

La vera missione che appartiene alla politica è il supporto instancabile della vita.

3- Nessuna vita vale più di un'altra. Nessuna vita vale meno. La vita dei deboli vale tanto quanto quella dei forti. Le vite dei poveri valgono le stesse di quelle dei potenti.

Le vite dei malati hanno un valore identico a quelle dei sani.

Trasmettere l'idea che esistano vite che, in certe situazioni, possono valere meno di altre, è un principio in conflitto con i valori universali che ci governano.

4 - La sofferenza umana è una realtà del viaggio personale, che può raggiungere forme devastanti, è vero.

Ma il rispetto dovuto alla sofferenza altrui e nostra deve farci considerare due cose:

  • che dobbiamo ricorrere a strumenti medici e palliativi alla nostra portata per alleviare il dolore;
  • che dobbiamo riconoscere che la sofferenza è vissuta diversamente quando è accompagnata dall'amore e peggiora quando è abbandonata alla solitudine.

È essenziale dire, con parole e gesti, che "nessun uomo è un'isola".

5 - Ricordo quello che un volontario che ha lavorato per anni in un'unità di oncologia mi ha detto una volta: "Ciò che mi rende più colpito è il numero di persone che muoiono completamente da sole".

Dovremmo essere tutti colpiti dalla mancanza di protezione familiare e sociale che così tanti dei nostri contemporanei sperimentano proprio quando dovrebbero sentirsi supportati dalla presenza e dall'amore del loro.

La soluzione non è quella di spostarsi verso misure estreme come l'eutanasia, ma di ispirare modelli di maggiore coesione, favorendo le pratiche di solidarietà invece di lasciar andare l'indifferenza e lo scarto.

Le nostre società devono chiedersi se hanno già fatto tutto il possibile per promuovere e sostenere la vita, in particolare quella di coloro che sono più fragili.

6 - Dietro la volontà di morire c'è sempre una volontà di vivere ancora più grande, che non possiamo non sentire.

Certo, la vita richiede lavoro.

Che il servizio alla vita fragile, alla vita nella sua nudità implica molti sacrifici e una dedizione che sembra maggiore dei nostri punti di forza.

Ma niente è più alto di quello.

Forse invece degli eroi che festeggiamo assonnati, le nostre società dovrebbero mettere gli occhi sul vero eroismo: l'eroismo di coloro che affrontano la via della sofferenza, l'eroismo di coloro che si prendono cura degli altri come testimoni dell'amore incondizionato.

7 - Le nostre società devono chiedersi se hanno già fatto tutto il possibile per promuovere e sostenere la vita, in particolare quella di coloro che sono più fragili.

8 - I paradigmi della felicità nella società dei consumi sono paradisi artificiali su misura per l'individuo, che inizia a preoccuparsi solo per se stesso e si presenta come l'inizio e la fine.

In nome di questa felicità, il trionfo dell'egoismo è facilmente visibile.

Tuttavia, la domanda ancestrale "dov'è tuo fratello?" sarà sempre una soglia ingiustificabile nella costruzione della felicità autentica.

9 - A coloro che, commossi dai migliori sentimenti, vedono nell'eutanasia un passo di fronte alla nostra civiltà, consiglio di leggere il racconto di James Salter intitolato “L'ultima notte” .

Chiunque abbia scritto che la letteratura è una lente per guardare l'umano, ha ragione.

10 - Qualunque cosa tu possa dire, la vita è la cosa più bella.

Leggi il racconto: "Last Niht", di James Salter

José Tolentino de Mendonça (Machico, 15 dicembre 1965), teologo e poeta, voce tra le più influenti del Portogallo, José Tolentino de Mendonça è stato ordinato sacerdote per la diocesi natale il 28 luglio 1990, nello stesso anno si è iscritto al Pontificio istituto biblico a Roma, ottenendo nel 1992 la licenza in Scienze bibliche.

Nel 2004, di nuovo presso l’Ucp di Lisbona, ha completato la formazione con il dottorato summa cum laude in Teologia biblica su un testo del vangelo di Luca (7, 36-50, la scena dell’incontro tra Gesù e la peccatrice in casa di Simone, il fariseo), relatore l'esegeta gesuita Jean-Noël Aletti. Successivamente (2011-2012) ha anche svolto attività di ricerca allo Straus Institute for the Advanced Study of Law & Justice di New York.

Nel 2001 è stato inviato a Roma come rettore, per due anni, del Pontificio collegio portoghese e dopo il dottorato è divenuto professore di Nuovo testamento ed Estetica teologica nella facoltà di Teologia dell’Ucp a Lisbona (2004-2018). Nel frattempo ha diretto la rivista di studi teologici “Didaskalia” (2005-2012) e il Centro per studi di religioni e culture (2012-2017) dell'ateneo, ed è stato rettore della cappella di Nossa Senhora da Bonança (2010-2018).

Nominato nel 2011 consultore del Pontificio consiglio della cultura, l'anno successivo è divenuto vicerettore dell'Ucp, svolgendo anche attività di docente invitato in Brasile presso le università cattoliche di Pernambuco e Rio de Janeiro e presso la facoltà di Filosofia e Teologia dei gesuiti a Belo Horizonte.

Intellettuale raffinato, ha pubblicato numerosi volumi e articoli in ambito teologico ed esegetico, oltre a varie opere poetiche, attingendo anche al linguaggio letterario e filosofico.

Esperto del rapporto tra letteratura e teologia, nel 2014 ha rappresentato il Portogallo nella Giornata mondiale della Poesia e sul giornale “Expresso” cura da anni una rubrica settimanale dal titolo “Che cosa sono le nuvole”.

Nel 2018 Papa Francesco dapprima lo ha scelto per predicare, dal 18 al 23 febbraio, gli esercizi spirituali per la Curia romana ad Ariccia sul tema «Elogio della sete»; e poi, il 26 giugno, lo ha nominato archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, elevandolo in pari tempo alla Sede titolare di Suava, con dignità di arcivescovo.

Ricevuta il 28 luglio l'ordinazione episcopale a Lisbona, nello splendido monastero cinquecentesco dos Jerónimos, per le mani del cardinale patriarca Manuel Clemente – conconsacranti il cardinale António Augusto dos Santos Marto, ordinario di Leiria-Fátima, e il vescovo emerito di Funchal, Teodoro de Faría – ha scelto come motto Considerate lilia agri, “Osservate i gigli del campo”, tratto dal discorso della montagna (Matteo 6, 28).

Il 1° settembre ha iniziato il nuovo incarico e il 4 dicembre ha accolto il Pontefice in visita alla Biblioteca apostolica e all’Archivio segreto vaticani.

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