Comunicazione a senso unico

Una comunicazione a senso unico

di Davide Vairani

È oggi che l'Assemblea della Repubblica portoghese discuterà e voterà sui cinque disegni di legge per depenalizzare la morte assistita.

Tutte e cinque le proposte prevedono che la morte assistita medica possa essere richiesta, tramite un medico, solo da persone di età superiore ai 18 anni che non soffrono di malattie mentali e che si trovano in una situazione di sofferenza e con una malattia incurabile.

La depenalizzazione è anche proposta per coloro che praticano la morte assistita e l'obiezione di coscienza è garantita a medici e infermieri.

Il dibattito parlamentare viene dato per scontato con l'approvazione della depenalizzazione dell'eutanasia in prima lettura, almeno per la proposta presentata dal partito socialista al governo.

Con la spinta che viene dalla sinistra, meno il PCP, e con la confusione tra i banchi socialdemocratici è probabile che il dibattito alla fine si sposterà sulla questione del referendum.

Dai banchi della maggioranza, infatti, un gruppo di deputati del PSD ha deciso di non obbedire ai dikat di partito e ha deciso di proseguire con una richiesta di referendum per depenalizzare l'eutanasia.

Nel frattempo, migliaia di persone - soprattutto giovani - hanno iniziato a manifestare davanti all'Assemblea della Repubblica per protestare contro le proposte di depenalizzazione della morte.

Il dibattito parlamentare è appena iniziato (era previsto per le ore 15:00), ma da alcune ore migliaia di manifestanti erano già riuniti e alcuni giovani stavano raccogliendo firme per un referendum di iniziativa popolare.

Chiesa cattolica, assieme a tutte le confessioni religiose esistenti in Portogallo, Ordine dei Medici e migliaia di cittadini si stanno mobilitando in questi giorni per fermare il pendio scivoloso di morte verso il quale la politica di sinistra vuole condurre il paese, nell'unico modo possibile: raccogliere firme per la presentazione di un referendum di iniziativa popolare.

Con lo slogan della campagna popolare, "Si ma vìda", i promotori hanno già raccolto 40mila firme delle 60mila necessarie per la presentazione formale di un testo referendario in Portogallo.

Le principali testate giornalistiche portoghesi hanno deciso apertamente da che parte stare. "Eutanásia" campeggia in ogni sezione dei quotidiani online di oggi.

L'Expreso schiera i suoi principali opinionisti. E' sufficiente leggere i titoli per farsi un'idea.

Daniel Oliveira firma "La mia angosciante libertà". Quale? Quella di lasciare che ciascun individuo sia libero di decidere quando e come morire. Con tanto di angoscioso turbamento interiore, tuttavia.

"Non insegno a nessuno come vivere la propria religione o le proprie convinzioni più intime" - scrive nell'incipit -. A questo proposito, ho sempre difeso la più grande delle libertà. Ecco perché sono contrario al secolarismo più radicale che ha una visione uniformizzata della Repubblica.

Il ruolo dello Stato rimane, in questa materia, il dovere di difendere i cittadini che sono limitati nelle proprie libertà (un concetto sempre difficile da definire e sempre fonte di controversie politica) dalle scelte di terzi e di trasmettere valori che possono o non possono essere accettati da ogni individuo. Non insegno a nessuno, quindi chiedo la stessa umiltà dagli altri". Amen.

Henrique Raposo scrive "Lasciare morire non equivale a uccidere" (ogni commento è superfluo).  

"Dove c'è vita, la morte è inevitabile", è il titolo dell'articolo dell'opinionista dell'Expreso Cristina Peres (dunque, perchè non permettere a chi non ce la più di poter morire?, questo il nocciolo).

Chiude Henrique Monteiro con: "Eutanasia: ci sono diritti inaccettabili?".

"Aberta a porta da não inviolabilidade da vida, ela não se volta a fechar; a linha que tanto custou a demarcar, e que nem em todo o mundo existe (recordo a pena de morte), foi transposta".

"Una frase usata dal Bloco de Esquerda è stata ampiamente usata per difendere l'eutanasia. Dicono che i diritti non forzano nulla, che la loro assenza ci limita. Proprio ieri la mia connazionale e amica Elza Pais, una deputata del Partido Socialista con la quale raramente sono d'accordo su questi temi, ha usato questa idea come titolo di un articolo per difendere il diritto all'eutanasia".

E abbiamo capito benissimo dove si schieri anche questo opinionista portoghese.

Publico mette in tutta evidenza un articolo di Natália Faria: "Portugueses pagam 10 mil euros na Suíça para terem assistência no suicídio". Sette portoghesi hanno consumato il loro suicidio assistito con la clinica svizzera Dignitas negli ultimi dieci anni. Pegasos, un'altra associazione creata nel mese di agosto a Basilea, ha "tra tre e cinque portoghesi" tra i suoi membri. La tassa è di 100 euro al mese, il suicidio assistito costa 10.000 euro.

Il Jornal de Notícias mette in prima pagina due notizie.

La prima è la storia di Joana Almeida Silva con una video intervista. "O que peço é uma boa morte. Quero uma morte digna": a Joana Silva, 39 anni, è stata diagnosticata nel 2012 la malattia di Huntington, o corea di Huntington, una malattia genetica neurodegenerativa che colpisce la coordinazione muscolare e porta a un declino cognitivo e a problemi psichiatrici.

Entro sei anni perderà la capacità di camminare, parlare e mangiare. Quando ciò avverà, Joanna ha già deciso di voler porre fine alla propria esistenza terrena.

La seconda titola: “Portugueses compram online a droga que permite a eutanásia”. È venduto su dozzine di siti per 500 euro. Semplice come acquistare qualsiasi altro prodotto legale online, l'acquisto di sodio pentobarbital è accessibile a decine di indirizzi e-mail. In compresse o in liquidi, è uno dei farmaci più usati per praticare il suicidio assistito.

Non poteva mancare il sondaggio pro eutanasia: "L'eutanasia va ai voti. Secondo un sondaggio, il 73% dei portoghesi è favorevole". In un sondaggio condotto da multidados.com in collaborazione con Guess What, il 73% dei portoghesi risulta favorevole alla legalizzazione dell'eutanasia. Coloro che hanno votato contro indicano la religione come principale motivazione.

La Finestra di Overton è aperta, anzi spalancata.

Opinion maker, storie al limite (con dovizia di immagini e video) e sondaggi schierati all'unisono per direzionare un solo ed univico messaggio: legalizzare eutanasia e suicidio assistito è una questione di libertà e di civiltà.

E' il progresso, bellezza, e tu non puoi farci niente.

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