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Un caffè in #compagnia: 21 Febbraio 2019

«Ma voi, chi dite che io sia?».
Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo».

La professione di fede gli esce dal cuore.

Gli esce come di getto.

Pietro non può che constatare stupito che ciò che gli sta accadendo è qualcosa di inedito e grande.

L’incontro con Gesù il Nazareno gli cambia la vita.

“Tu sei il Cristo”.

La fede non è qualcosa di astratto o di spiritualistico: è carne viva, è vita.

Perchè credo? Perchè ho fiducia in ciò che sperimento ogni giorno nella mia vita.

Pietro aveva capito tutto? No. Tant’è che poco dopo questa sua professione di fede viene rimproverato duramente da Gesù: “Vattene Satana!”.

La fiducia non è un atto che compi una volta per sempre. La fiducia va rinnovata, rimessa ogni giorno in gioco.

Nella fiducia cresce la ragionevolezza di una scelta. E’ la stessa dinamica della fede.

Più Pietro sta insieme a Gesù e più piano piano comprende ciò che gli sta accadendo.

Mette a verifica ogni giorno la sua fede in Gesù. E come lo fa? Seguendolo, stando con lui.

Pietro tradisce Gesù tre volte. Eppure Gesù vuole lui a custodire la Sua Chiesa. Pietro è la roccia, perchè si è fidato di Gesù.

La compagnia di Cristo che è la Sua Chiesa oggi inizia quattro giornate delicate ed importanti.

Preghiamo insieme lo Spirito Santo e affidiamogli il Papa e tutti i Presidenti delle Conferenze Episcopali della cattolicità riuiniti in Vaticano.

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Posted in #Actuality #Gender&company

Gli #aborti? Potete non seppellirli

Il Consiglio Regionale della Lombardia ha votato all’unanimità un emendamento presentato dal Partito Democratico per vincolare la sepoltura degli embrioni “esclusivamente alla esplicita richiesta della donna o di chi è titolato alla decisione” (in caso di persone con disabilità mentale o di donne minori.

In sostanza, spiega la consigliera regionale Simona Tironi di Forza Italia, che è anche relatrice di tutta la riforma di riforma dei servizi funerari, “abbiamo deciso di togliere l’obbligo per i comuni di seppellire i prodotti del concepimento in casi di interruzione volontaria di gravidanza – come invece è oggi in Lombardia – perché riteniamo sia una scelta che la donna deve poter fare liberamente e, in secondo ordine, anche perché abbiamo verificato che oggi questa normativa è spesso disattesa”.

Sui temi etico-antropologici – come a livello nazionale – il centrodestra lombardo sta facendo quattro passi indietro: a che gioco si vuole giocare?

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Un caffè in #compagnia: 20 Febbraio 2019

“Vedi qualcosa?”. 

Il cieco , alzando gli occhi, diceva: “Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano”.

La Carezza del Nazareno al villaggio di Betsaida.

Vediamo – oggi – quella Carezza del Nazareno? Il problema è se viviamo la fede, se la fede è realmente qualcosa per noi non teoricamente, non come titolo che esige un certo suo contenuto in particolari momenti della nostra giornata, ma se la fede è vita nostra, quando apriamo gli occhi e quando ci alziamo e guardiamo in faccia la giornata e quando mangiamo e quando usciamo di casa e quando siamo in rapporto tra di noi o in rapporto con gli altri o in rapporto con le cose. Se la fede è vita.

Questa è e deve essere sempre la preoccupazione principale della cristianità, della Chiesa di Cristo: non una commemorazione la nostra, ma la presenza di Cristo, nostra vita, da riconoscere. Non è una commemorazione, ma è una Presenza che dobbiamo riconoscere. Questa è la fede: riconoscere una Presenza, e basta; riconoscere una Presenza che è il significato del sangue che circola, del bambino che si fa nascere, del marito o della moglie che si ha.

Fede è riconoscere un avvenimento che riaccade di nuovo ogni volta che ci pensiamo.

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Un caffè in #compagnia: 19 Febbraio 2019

Agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, Luigi Giussani diceva a Giovanni Paolo II:

“No, Santità. Non l’agnosticismo, ma lo gnosticismo è il pericolo per la fede cristiana”.

La fede in Cristo salvatore, frutto nell’uomo della sua grazia, è gnosi, ossia conoscenza.

C’è anche però una falsa gnosi che oggi rivive come neo-gnosi ed è definita una volta per sempre da un testo dell’evangelista Giovanni: “Chiunque va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo non ha Dio; chi invece rimane nella dottrina ha il Padre e il Figlio” (2Gv 9). La neognosi, come l’antica falsa gnosi, costituisce un pericolo per la fede cristiana perché lavora ad andare oltre la dottrina di Cristo, oltre la fede apostolica.

La gnosi, come riduzione interna al cristianesimo, è il risultato di un processo di idealizzazione del fatto cristiano per il quale esso non può più riverberarsi in una presenza fisica nel mondo. Il suo prodotto è un cristianesimo eterno che non ha più né spazio né tempo. È un cristianesimo senza grazia, cioè senza il miracolo di un cambiamento che, storicamente, accade nell’incontro gratuito con il “Corpo di Cristo”, cioè con la Chiesa.

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