#2minutiXpregare: 19 Ottobre 2018

“Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati”

Mantenere la coscienza di sé come rapporto con l’Infinito è arduo, impossibile per i più. Il potere tende a soffocare la libertà.

Ma non è tutto: c’è anche una strana rinuncia propria dell’io, quasi volesse poter fare a meno di se stesso, della sua libertà.

Che cosa può far ritrovare se stessi?

Solo un amore incontrato, una presenza in cui ci si imbatte e che afferma il tuo essere.

Il cristianesimo è questo invito inaspettato che ti cambia la vita, è l’incontro con uno che ti guarda e ti dice “anche i capelli del tuo capo sono contati”.

Uno incomincia a essere protagonista quando si imbatte in qualcuno, in una presenza, per cui si accorge di essere guardato, voluto, considerato, chiamato per nome.

Questo ti fa dire “io” con una tenerezza e una dignità inconcepibili.

L’unica vera condizione per essere veramente protagonisti allora è, paradossalmente, la semplicità, l’umiltà.

Perché siamo dei poveretti, mancanti, bisognosi.

Anzi “siamo bisogno”: l’uomo è questo grido nell’universo.

E siamo capaci di tradimento, di viltà. Desideriamo vivere, ma siamo tentati di rinunciare a vivere, come tutti. Per questo non abbiamo altra risorsa, in fondo, che la mendicanza di Lui, come ha detto don Giussani:

“Il vero protagonista della storia è il mendicante: Cristo mendicante del cuore dell’uomo e il cuore dell’uomo mendicante di Cristo”.

(Luca 12, 1-7)
#2minutiXpregare

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Un milione di bambini recita il Rosario anche per Asia #Bibi

Oggi, 18 ottobre, Aiuto alla Chiesa che Soffre invita, come ogni anno dal 2005, i bambini di tutto il mondo a recitare il rosario per la pace e l’unità.

Quest’anno, tuttavia, la Fondazione pontificia decide di estendere l’intenzione di preghiera anche in favore di Asia #Bibi, la donna cattolica condannata a morte per blasfemia, la cui vita è tuttora in pericolo giacché la Corte Suprema del Pakistan non ha reso noto se sarà o meno assolta.

Nei giorni scorsi il marito di Asia, Ashiq, e la figlia minore Eisham sono stati ospiti di Acs nel Regno Unito, dove la ragazza ha lanciato un accorato appello:

“Vi prego, pregate per mia madre! Ora ha bisogno di tutte le vostre preghiere”.

La Fondazione pontificia non ha potuto, né voluto, rimanere insensibile ad un simile appello, peraltro rivolto proprio alla comunità dei benefattori di Acs da una ragazza di 19 anni che da quasi 10 anni non vede sua madre.

Informata dell’iniziativa, la famiglia di Asia ha espresso la propria gratitudine e assicurato che si unirà in preghiera.

“Un milione di bambini recita il rosario per la pace e l’unità” – che coinvolge ogni anno bambini in 80 Paesi al mondo – estenderà le proprie preghiere ad una martire cristiana dei nostri giorni come Asia Bibi, che pur di non rinnegare la propria fede cristiana – come le è più volte stato chiesto – ha preferito rimanere in carcere a rischio della vita.

Già la scorsa domenica Acs ha lanciato attraverso i suoi profili social la campagna #UnaPreghieraPerAsia chiedendo ai cattolici italiani di pregare per Asia Bibi durante la messa domenicale.

Oggi rinnova questo appello a tutti i bambini, ma anche a tutti gli adulti, nella convinzione che le nostre preghiere possano aiutare Asia a tornare finalmente libera.

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Attivisti per i diritti umani chiedono: liberate Asia #Bibi

Attivisti per i diritti umani chiedono: liberate Asia #Bibi

di Davide Vairani

Gli attivisti per i diritti umani di diverse nazioni asiatiche chiedono il rilascio di Asia #Bibi e la fine dell’intolleranza religiosa in Pakistan.

L’appello è stato lanciato durante la prima conferenza dedicata alla memoria di Asma Jahangir, grande pioniera dei diritti umani nel Paese deceduta lo scorso febbraio.

Intitolato “Giustizia, chiave per l’emancipazione”, l’evento ha riunito personalità da Pakistan, India e Sri Lanka a Lahore.

Farooq Salheria, docente presso l’Università Beaconhouse di Lahore, spiega:

“Appare oramai ovvio che l’accusa non è riuscita a provare le accuse di blasfemia mosse contro Asia Bibi. E l’ultima udienza di questo processo, iniziato nel 2009, fa ben sperare per un rilascio. Ma allo stesso tempo i fatti dimostrano che i giudici hanno paura delle reazioni del mondo islamista”.

Khadim Hussain Rizvi, leader del movimento estremista musulmano Tehrik-e-Labaik, ha promesso infatti una “fine orribile” ai giudici che oseranno liberare la Bibi: “L’uso della religione per dividere la popolazione – sottolinea ancora Salheria – ha radici profonde nella nostra società. Il partito TLP, sostenuto da questi radicali, ha presentato il maggior numero di candidati alle elezioni generali di luglio e ora usano la forza per imporre il loro volere”.

In teoria, il verdetto sulla liberazione della donna cristiana è stato emesso lo scorso 8 ottobre.

Tuttavia esso è “riservato”, e i giudici hanno imposto ai giornalisti di non parlarne per timore di scatenare rivolte in tutto il Pakistan.

Il mondo, ha detto una volta Albert Einstein, piu’ che dalle persone che fanno il male e’ minacciato da quelle che lo tollerano.

Qualcosa, per contrastare questa “tolleranza”, si puo’ (e si deve) fare.

Questo “qualcosa” e’ levare la propria voce di dissenso ogni volta che si può; non stancarsi di farlo.

Perchè “qualcosa” si può (e si deve) sempre cercare di fare.

In questo caso, “qualcosa” e’, anche, “incidere” nella nostra memoria i nomi dei perseguitati per le loro opinioni e i loro credo; operare perche’ non se ne smarrisca il ricordo.

Perchè l’indifferenza è la migliore alleata degli oppressori e dei fanatici intolleranti di sempre; la perdita di memoria, l’impedire la “conoscenza”, la loro piu’ fraterna amica.

Asia #Bibi e’ in carcere da anni, in Pakistan; la sua “colpa” e’ quella di essere cristiana. Per questa “colpa” rischia di essere uccisa.

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#2minutiXpregare: 17 Ottobre 2018

“Ma venne Gesù”

“Ma venne Gesù. Egli aveva da fare tre anni. Egli fece i suoi tre anni.

Ma egli non perse affatto i suoi tre anni, egli non li impiegò a gemere ed a interpellare il malore e la disgrazia dei tempi.

Vi era comunque la disgrazia dei tempi, del suo tempo.

Il mondo moderno veniva, era pronto. Egli tagliò (corto). Oh, in un modo semplice.

Facendo il cristianesimo. Intercalando il mondo cristiano.

Egli non incriminò, egli non accusò nessuno.

Egli salvò.

Egli non incriminò il mondo. Egli salvò il mondo.

Questi (altri) essi vituperano, essi raziocinano, essi incriminano.

Ingiuriosi medici, che se la prendono con il malato.

Essi accusano le sabbie del secolo, ma al tempo di Gesù vi era anche il secolo e vi erano anche le sabbie del secolo.

Ma sulla sabbia arida, ma sulla sabbia del secolo una sorgente, una sorgente di grazia, inotturabile colava.

Non il tempo cattivo, ma la negazione del tempo, la negazione del reale, questo è ciò che blocca l’incastro tra l’eterno e il temporale.

Così negare l’una o l’altra parte, è egualmente negare il tutto, smontare il meraviglioso apparecchio.

Un Dio uomo. Un uomo Dio. Ma negare il cielo non è quasi certamente pericoloso.

È un’eresia senza avvenire. È così evidentemente grossolano. Negare la terra al contrario è tentante.

Anzitutto, è una cosa distinta. Ed è il peggio. È dunque questa l’eresia pericolosa, l’eresia con un avvenire”.

Charles Pèguy, da: “Veronica. Dialogo della storia con l’anima carnale”

(Luca 11, 42-46)
#2minutiXpregare

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Gli #errori gravi del ddl Pillon

Gli #errori gravi del ddl Pillon

di Paolo Buonaiuto

#LaCroce quotidiano, 16 ottobre 2018

La proposta del senatore leghista raccoglie una repulsione trasversale a tutto l’arco costituzionale: è stata fortemente sottolineata la totale inapplicabilità della mediazione nei casi di alta conflittualità tra le parti e nei casi di violenza domestica. Aumentano le figure con cui i due coniugi in fase di separazione debbono confrontarsi e di tutto paga le spese il minore, che si vorrebbe tutelare.

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