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Categoria: Archivio Attualità

Germania: ok alla terza opzione di genere

La terza opzione di genere si chiamerà “Divers”: questo è ciò che la Grande Coalizione ha concordato. Il disegno di legge sul terzo genere è passato mercoledì scorso, come annunciato, tra gli altri, dal Ministro della famiglia federale Franziska Giffey sulla sua pagina Facebook. In origine, il Ministero federale dell’Interno aveva indicato il termine “Anderes” come il nome per la terza opzione di genere, ma è stata respinta non solo dai gruppi di interesse, ma anche dai ministri SPD Giffey e Katarina Barely (Giustizia) come discriminatorio.

Il nuovo regolamento dà “alle persone che non sentono di avere un genere una dignità e un’identità positiva”, ha dichiarato alla stampa il Ministro della Giustizia, Katarina Barley (SPD). “Nessuno dovrebbe essere discriminato a causa della sua identità sessuale”.

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Ungheria: stop agli “studi di genere” nelle università

Viktor Orbán ha deciso di chiudere le porte delle università ungheresi agli “studi di genere”. Tutte le università ungheresi hanno ricevuto nei giorni scorsi dal Ministero delle Capacità Umane (EMMI) e dal Ministero della Giustizia (IM) una proposta di legge, affinchè nel giro di 24 ore potessero esprimere le proprie osservazioni in merito: succo del testo in oggetto la chiusura fin dal prossimo anno accademico 2018/2019 dei corsi di “studi di genere” nel Paese.

Come notato dal “The Hungary Journal”, in realtà sono solo due le università che offrono questi corsi attualmente nel paese: l’ELTE (Eotvos Lorand Università) di Budapest, pubblica, e la “Central European University”, privata, finanziata dal miliardario George Soros. La mossa è stata annunciata alla stampa in questi giorni. In una dichiarazione, il portavoce del governo ungherese, Zoltan Kovacs, ha affermato che “non esiste una domanda dimostrabile di laureati in studi sociali di genere” nel mercato del lavoro ungherese.

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Basta poco: numero verde 800 813 000

Una giovane donna 27enne di Terni si trova nel carcere di Capanne a Perugia: è accusata di avere ucciso il figlio, abbandonandolo all’interno di una busta dietro una siepe nei pressi del supermercato Eurospin di Borgo Rivo. La busta con il corpicino del piccolo è stata ritrovata il 02 agosto 2018 e – dalle prime ricostruzioni effettuate – sembra fosse ancora vivo quando è stato messo in quel sacchetto. La giovane continua a sostenere che non avrebbe voluto uccidere suo figlio: “Ho lasciato la placenta per protezione”. Pare che nessuno fosse a conoscenza della sua gravidanza, compreso il compagno col quale pare avesse regolarmente rapporti, come entrambi hanno rivelato agli investigatori.

“Perché, per esempio, nessuno ha detto a quella mamma di Terni che in Italia – secondo il DPR 396/2000, art. 30 è possibile partorire in anonimato il proprio bambino in ospedale, garantendogli così una corretta assistenza e la tutela giuridica? E, ancora, come sarebbero andate le cose se la mamma di Terni avesse saputo dell’esistenza di almeno quattro Culle per la Vita (qui una sintesi dei circa cinquanta luoghi in cui sono presenti), dislocate a neanche 100 Km dal luogo dove ha abbandonato il suo bambino?”, una a Perugia e una a Città di Castello.

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La Sinistra fuori dal tempo

“Torneremo presto”: ha il sapore di una minaccia da spedizione punitiva il videomesseggio postato su Facebook da Matteo Renzi nei giorni scorsi. “Il governo si sta occupando più di spot che di sostanza e quindi presto toccherà di nuovo a noi”. Alla ripresa “ci sarà da divertirsi”, dice l’ex segretario dem, secondo il quale l’esecutivo Conte è destinato a non durare oltre l’autunno. Sulla enews Renzi annuncia poi la nuova Leopolda in arrivo: “Prepariamoci alla Stazione Leopolda. ‘Ritorno al Futuro’ dal 19 al 21 ottobre segnerà un passaggio innovativo e importante”.

“Ritorno al futuro”, più che uno slogan di rinnovamento appare come la testardaggine di chi si ostina a non (volere?) capire che cosa sia accaduto alle ultime votazioni del 4 marzo scorso. Nell’editoriale del “Corsera” di ieri, Ernesto Galli della Loggia sembra quasi “rispondere” direttamente a Renzi (“La sinistra fuori dal tempo”, di Ernesto Galli della Loggia, “Corriere della Sera”, 10 agosto 2018).

“Davvero a sinistra si crede che per fare opposizione al governo Salvini-Di Maio e alle novità dei tempi che esso rappresenta, basti mettere in campo ogni volta ragionevoli proposte alternative, basti essere a favore del ‘buonismo’ e contro il ‘cattivismo’, ligi alla Costituzione, rispettosi dei ‘mercati’ e dei ‘conti in ordine’, osservanti delle buone maniere internazionali?” – l’incipit di Galli della Loggia. Se la Sinistra si accontenta di un veloce restyling significa che la lezione non è servita proprio a nulla: la Sinistra ha bisogno “di una nuova identità politica”.

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E’ (vera) rivoluzione?

“La settimana scorsa mi è stato segnalato che sul sito del ministero dell’Interno, sui moduli per la carta d’identità elettronica c’erano ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’. Ho fatto subito modificare il sito ripristinando la definizione ‘madre’ e ‘padre’. È un piccolo segnale ma farò tutto quello che è possibile e che è previsto dalla Costituzione. Difenderemo la famiglia naturale fondata sull’unione tra un uomo e una donna”. Hanno fatto rumore le dichiarazioni di Salvini sul tema “famiglia” (e non solo) rilasciate a Riccardo Cascioli, direttore del quotidiano cattolico online “La Nuova Bussola Quotidiana”.

Come leggere questa mossa del leader della Lega? Siamo (davvero) di fronte ad un chiaro e netto cambio di passo della politica di governo sui temi etici? Non ho l’ostinazione di volere passare per bastian contrario, ma mi si permetta di mantenere più di un dubbio nel merito prima di esultare ed incoronare Salvini defensor familiae naturale.

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