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“Mary Most Powerful Woman in the World”

Chi è la donna più potente nel mondo?

La rivista "Forbes" tra le 100 donne più potenti ed influenti del 2018 inserisce ai primi posti i nomi di: Angela Merkel, la premier britannica Theresa May, seguita dal numero uno del Fondo monetario, Christine Lagarde; al quarto posto la Ceo di General Motors, Mary Barra, al quinto Abigail Johnson, amministratore delegato del gigante della finanza Usa Fidelity, a sua volta seguita da Melinda Gates, moglie di Bill Gates e copresidente della Bill e Melinda Gates Foundation.

Vi sorprenderà sapere che c'è una donna molto più potente: "Mary Most Powerful Woman in the World”, 'Maria, la donna più potente nel mondo'.

A sostenerlo è la rivista scientifica - e di solito laicista - "National Geographic" ad incoronare la Madonna come la donna più potente del mondo nell'edizione dicembre 2015 con la seguente motivazione:

"Come la Vergine Maria è diventata la donna più potente del mondo: Maria parla a malapena nel Nuovo Testamento, ma la sua immagine e la sua eredità sono state trovate e celebrate in tutto il mondo".

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#Francesco si prepara a tornare dal Sultano

Il prossimo viaggio apostolico di Papa Francesco in terra marocchina, il 30 e 31 marzo prossimi, su invito del Re Mohammed VI e dei vescovi del Paese non sarà uno dei tanti.

Papa Francesco incontrerà anche il capo dei musulmani del Marocco: 800 anni dopo l'incontro di Francesco d'Assisi con il sultano al-Malik al-Kāmil a Damietta, a pochi chilometri di distanza dal Cairo. Settembre 1219.

Croce e Mezzaluna. Ieri come oggi. La guerra santa, invasioni e scorribande, scontri violenti. Il leone di Venezia con la spada in mano alla conquista dell'Asia; i velieri saraceni all'assalto dei cani infedeli occidentali.

Cambiano i nomi e i contesti, eppure sembra che la storia ci abbia come condannato ad un eterno scontro, i cui esiti sono sempre appesi ad un filo.

Nel 1219, la guerra divampava tra i crociati e l’Islam. Due secoli prima, il sepolcro di Cristo era stato ridotto in macerie dalle truppe del sultano. Sulla piana egiziana di Damietta, nel delta del Nilo, le due armate si stavano fronteggiando. La vittoria dei crociati e la conquista di Damietta durò il soffio di due anni.

Sappiamo come è finita la storia delle crociate. Così come ben sappiamo che la guerra e lo scontro non siano mai cessati. Oggi è in atto la stessa guerra, condotta con armi e modi totalmente differenti: si chiama demografia. Non ci sarà bisogno di armi e conquiste di terre. Basterà attendere che il tempo passi e ci conduca per mano in un'Europa guidata dai figli dei figli dei popoli islamici.

Se così è, che ci va a fare quell'uomo vestito di bianco in bocca agli infedeli?

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Sul passatempo di manomettere le parole del Papa

Negli ultimi giorni del 2018, Papa Francesco ha fatto tre affermazioni che hanno suscitato più di un fiorire di mal di pancia: dapprima ha detto che Maria non è nata santa ma lo è diventata - perché santi non si nasce ma si diventa -; poi che il cristianesimo è rivoluzionario ed infine ha affermato che è meglio essere atei piuttosto che andare in Chiesa e poi comportarsi male.

Copia e incolla dai titoloni di giornale, sia chiaro. Così come le hanno riportate effettivamente non possono che condurre in una direzione: vi sarebbero indizi sufficienti per dubitare dell'eterodossia del Vicario di Pietro. In un colpo solo, Papa Francesco smonta il cuore del cattolicesimo: via tutta la traditio mariologica (abrogate le “quattro parole” su Maria, la Theotókos, “Madre di Dio”; la Kecharitoméne, “colmata (da Dio) di grazia”; la Aeipárthenos, “sempre vergine” e la Kóimesis, la dormitio, assunta direttamente in cielo); via la Resurrezione di Cristo e la Salvezza eterna, perchè se Gesù è venuto per far rivoluzione, allora davvero ha vinto la modernità con il suo "Dio è morto", la progressiva ateizzazione della società dall'illuminismo ad oggi, il suo razionalismo, nichilismo e relativismo, con il conseguente "suicidio della rivoluzione" di delnociana memoria. La fede, così, diventa un’etichetta inutile, della quale alla fine sbarazzarsi o tenerne qualche valore, non la lampada per illuminare il reale e ciò che da sotto, spesso nascostamente, lo muove.

Che cosa ha - dunque - affermato davvero Papa Francesco?

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Uccisi per il nome di Gesù

Se scandisco il nome di Thérèse Deshade Kapangala, vi dice qualcosa?

Probabilmente no, come lo è stato per me fino a prima di scorrere uno ad uno l'elenco dei missionari uccisi nell'anno 2018 redatto dall'Agenzia Fides.

Una ragazza di 24 anni che aveva deciso di iniziare la strada della vita religiosa nella Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia di Bergamo. Invece è morta il 21 gennaio 2018, crivellata dai proiettili sparati delle forze di polizia fuori dalla chiesa di San Francesco di Sales a Kintambo, un comune a Nord Est di Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo.

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“Il mistero della donna” è un libro per tutti

“Il mistero della donna”: il titolo del dodicesimo volume sfornato da “Berica Editrice” nella collana “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio”. E varrebbe la pena acquistarlo solo per questo, in fiducia. 

“È il libro più audace, rivoluzionario e coraggioso che abbia mai letto dopo il Vangelo”, afferma Costanza Miriano nella prefazione, felice – ora – di “potere ricominciare a lanciare giubbotti di salvataggio a tante donne che stanno per affogare”. Felice, perché l’originale “La Femme sacerdotale ou le sacerdoce du cœur” di Jo Croissant (un membro della Comunità delle Beatitudini fin dalla fondazione), tradotto in Italia da Ancora Edizoni, è finito esaurito e nessuno ha più voluto ristamparlo.

Il perché, resta un mistero, visto che questo testo – datato 1992 – ha da sprigionare un’urgenza forse ancora più attuale oggi.

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