Falsi miti di #progresso

#Lambert: cronaca di una uccisione annunciata

#Lambert: cronaca di una uccisione annunciata

Ci sono vite che per misteriose ragioni lasciano un solco ben piantato nell'ethos di una società. A Vincent Lambert è toccato di diventare - suo malgrado - uno spartiacque nei sistemi legislativi e giuridici europei per quanto riguarda il tema del "fine vita".

La sua vita terrena è stata soppressa il giorno 11 luglio 2019, quale esito finale di un lunga battaglia giudiziaria, che ha visto scendere in campo non solo i tribunali di ogni ordine e grado di Francia, ma anche la Commissione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e il Comitato per i diritti delle persone disabili (CRPD) dell'Onu.

Indipendentemente dalle vicende familiari che hanno innescato questo percorso, è importante non dimenticare e - al contrario - tornare a riflettere su quanto è accaduto negli ultimi sei anni, per comprenderne i possibili sviluppi e le minacce che si addensano come nubi gravide di pioggia per il destino terreno delle tante persone gravemente disabili e più in generale fortemente vulnerabili.

La cronografia puntigliosa che intendiamo offrire può essere un utile strumento iniziale per ripercorrere tappa dopo tappa quanto è accaduto da quel 2008, da quando il giovane infermiere psichiatrico francese si è trovato ad essere gravemente disabile a seguito di un incidente stradale.

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“A che serve loro l’organo della maternità?”

“A che serve loro l’organo della maternità?”

Curioso gioco di date. Oggi la Cgil si intrattiene amabilmente con quanti propongono di rendere legale la mercificazione del corpo femminile.

Esattamente cento anni prima, Antonio Gramsci tuonava esattamente all'opposto.

Per l'edizione torinese dell'“Avanti!”, lo storico leader della sinistra italiana, curò una rubrica di commenti intitolata "Sotto la mole".

In uno di questi, intitolato "Merce", così scriveva in data 06 giugno 1918.

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Adozione prenatale. La legge era di SC (ma Salvini la blocca)

Adozione prenatale. La legge era di SC (ma Salvini la blocca)

"Rimettere al centro dell'agenda politica di questo Paese il diritto alla vita dei bambini".

Quante volte ci siamo sentiti ripetere questa frase in campagna elettorale, da questo o quel politico di questo o di quel partito, di questo come di ogni governo che si è succeduto in Italia dal 1978 ad oggi?

"E' urgente restituire dignità giuridica alla vita nascente e facilitare l’adozione dal concepimento, fornendo informazioni chiare, risposte concrete e sostegno medico, psicologico ed economico alle donne che si trovano in una situazione di vulnerabilità" perchè - almeno - si dia "una corretta applicazione della legge 194".

Altro refrain di mille campagne elettorali e di promesse che - quando va bene - si traducono in proposte di legge scritte e confezionate, ufficialmente presentate e poi lasciate sole a se stesse in qualche commissione parlamentare.

Eppure, questa volta la politica ha voluto osare di più: un bella proposta di legge tutta nuova di zecca, con il copia ed incolla senza pagarne il copyright.

Il testo dal titolo "Disposizioni in materia di adozione del concepito" - firmato da Alberto Stefani della Lega e sottoscritto da una cinquantina di parlamentari leghisti -, presentato in Parlamento ai primi di ottobre e assegnato in commissione il 15 marzo scorso non è che il gemello diverso di una proposta di legge - ferma in Parlamento dal gennaio del 2017 - dal titolo “Disposizioni in materia di adozione del concepito”. Firmatari: Gian Luigi Gigli e Mario Sberna, deputati nella XVII legislatura, entrambi eletti per "Scelta Civica con Monti", poi conlfuiti nel movimento e gruppo parlamentare "Democrazia Solidale - Centro Democratico", con Lorenzo Dellai e Andrea Olivero.

Bastano due click sul web e verificarlo di persona

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Fine-vita: che si fa?

Fine-vita: che si fa?

Mancano 61 giorni alla mannaia del 24 settembre ed in tutta onestà assisto incredulo ad un silenzio assordante da parte dei partiti.

Ed in particolare penso - per ovvie ragioni - alla Lega di Salvini e a ruota Fratelli d'Italia e se vogliamo pure a Forza Italia (o quel che ne resta).

In generale, non c'è alcun dibattito pubblico in Italia in questo momento, tranne qualche rara voce che non smette (per fortuna) di farsi sentire fuori dall'agone partitico sia di maggioranza che di opposizione, come quella di Assuntina Morresi (componente del Comitato di Bioetica).

C'è anche - per dovere di cronaca - la voce del Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi a tuonare, ma come sappiamo nelle aule parlamentari non ha alcun deputato o onorevole.

Il sospetto che viene è che l'intenzione della Lega sia quello di traccheggiare e lasciare che la responsabilità se la prenda tutta la Corte, i giudici.

Una roba mostruosa, me ne rendo conto. Sarebbe un precedente molto pericoloso - se così fosse - che il potere giudiziario fagociti quello legislativo che spetta solo ed esclusivamente al Parlamento.

Non voglio fare il processo alle intenzioni, ma - detta fuori dai denti - fatico a capire come se ne esce fuori.

Le vie non sono molte, ce ne sono due, forse tre.

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