Category: #Actuality

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Padre #Maccalli: in mezzo alle politiche migratorie internazionali

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“Vi confesso che la sorte di padre Pierluigi Maccalli è stato un tema affrontato nei colloqui col presidente nigerino Issoufou.

Mi sono raccomandato perché sia prestata la massima attenzione a raccogliere elementi perché abbiamo sempre la speranza di restituire ai suoi cari padre Maccalli.

Confidiamo di poter avere quanto prima notizie confortanti e che siano utili anche a intervenire.

Ho le rassicurazioni di Issoufou che farà tutto il possibile per dare soddisfazione a questa legittima istanza”.

Frasi che tengono accesa la speranza, quelle pronunciate direttamente dal premier Giuseppe Conte di ritorno dalla visita a Niamey e pubblicate dal quotidiano locale “La Provincia di Cremona”?

Padre Gigi – come viene da tutti affettuosamente chiamato –  è stato rapito in Niger il 17 settembre scorso, da un gruppo di uomini armati in sella a motociclette, nella sua missione di Bomoanga, al confine con il Burkina Faso.

La vita del missionario di origini cremonesi si gioca all’interno dello scacchiere internazionale della politica.

In gioco c’è il prossimo futuro di una Unione Europea sempre più opaca.

In mezzo il complesso ed enorme tema delle migrazioni.

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18 obiezioni al #RDM e relative risposte

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18 obiezioni sulla proposta”Reddito di Famiglia” e altrettante obiezioni nel merito. L’Italia che venera il Reddito di Cittadinanza è pure quella che attacca il Reddito di Maternità: sono proposte antitetiche.

Il Reddito di Maternità (RdM) è una proposta politica del Popolo della Famiglia contenuta nel programma presentato per le elezioni del 4 marzo 2018, deliberata poi con la formula del disegno di legge di iniziativa popolare nel documento politico conclusivo della festa nazionale de La Croce di Camaldoli del 23 settembre 2018 e ratificata dall’assemblea nazionale del PdF del 17 ottobre 2018.

La proposta di legge è stata presentata presso la Corte suprema di Cassazione a Roma il 9 novembre 2018 e pubblicata sulla numero 262 della serie generale della Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2018.

Per essere presentata alle Camere la legge deve essere sottoscritta da almeno cinquantamila cittadini con firma autenticata su moduli vidimati. La vidimazione dei moduli è in corso e consentirà di partire con la raccolta firme in tutta Italia il 28 novembre 2018 per concludersi il 9 aprile 2019, data in cui il Popolo della Famiglia consegnerà anche le centocinquantamila firme per la presentazione delle sue liste alle elezioni europee del 26 maggio 2019.

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Qualcuno obietta. Altri violano.

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Sulla scelta di Orlando di fare “obiezione di coscienza”, mi limito a due considerazioni.

La prima. Prendo a prestito le parole usate da Mons. Luigi Negri in una intervista per “Vatican Insider”.

Domanda: Eccellenza, che cosa ne pensa dell’obiezione di coscienza evocata dai sindaci contro il decreto sicurezza?

Risposta: “La Costituzione italiana e una prassi consolidata fanno sì che non si possa tirare fuori l’obiezione di coscienza di fronte a tutto in chiave politica, soprattutto in particolare di fronte a disposizioni amministrative di un governo e magari dagli stessi che l’hanno finora negata proprio lì dove era invece legittima e doverosa.

Il diritto all’obiezione va difeso quando sono messi in crisi principi fondamentali.

Quei sindaci che usano dell’obiezione di coscienza – volutamente come strumento politico – nei confronti di legittimi interventi di autorità superiori o pari, abusano del concetto”.

La seconda. Il criterio spiegato bene da Mons. Negri vale – a mio avviso – anche per l’atteggiamento contrario e opposto: decidere di violare una legge.

Se è sbagliato – come credo – che un sindaco si appelli all’obiezione di coscienza di fronte a disposizioni amministrative di un governo, è altretto sbagliato che un sindaco decida di intervenire direttamente di fronte a disposizioni amministrative che indicano il contrario.

Faccio riferimento alla scelta da parte di numerosi sindaci di autorizzare la registrazione anagrafica di bambini di coppie dello sesso (molti dei quali – guarda caso – appartenenti alla stessa area politica di Orlando).

Per inciso. Stiamo ancora attendendo lumi in merito dal Ministro dell’Interno, dal Ministro della Famiglia e dal Sen. Pillon.

09 agosto 2018. Sulla questione della trascrizione dei matrimoni gay, Salvini ricorda nell’intervista a “La Bussola” di Cascioli” di  “di avere chiesto un parere all’avvocatura di Stato e ho dato indicazione ai prefetti di ricorrere. La mia posizione è fermamente contraria”.

“Quella tra Lega e 5 Stelle è un’alleanza nata in maniera particolare: movimenti diversi, storie diverse, culture diverse – aggiunge Salvini riferendosi in particolare ai temi etici, anzi “antropologici” come li chiama il direttore della Nuova Bussola – È un’alleanza di cui sono pienamente soddisfatto, che rifarei domattina, con un contratto di governo che su alcuni temi sensibili non ha scritto nulla perché abbiamo posizioni diverse”.

Amen. Attendiamo ancora.

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Più di 500 imam schierati contro il fanatismo: fanno il tifo per Asia #Bibi

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Quando meno te lo aspetti, i miracoli accadono. Lo scrivo con una certa prudenza, ma mi piace pensare che sia il frutto misterioso del dolore silenzioso ed orante di Asia Bibi. Per Grazia. Più di 500 predicatori islamici pakistani hanno firmato la “Dichiarazione di Islamabad” contro il terrorismo islamico, le violenze compiute in nome della religione e le “fatwa” (editti) emanate in maniera indiscriminata dagli ulema radicali.

La dichiarazione è stata siglata domenica nella capitale del Pakistan, nel corso della “Seerat-e-Rehmat-ul-Alameen (SAW) Conference”, riunita sotto l’egida del Consiglio pakistano degli ulema (Puc).

La notizia – appena rilanciata in Italia da “AsiaNews”“rappresenta una svolta storica per la repubblica islamica del Pakistan, segnata di continuo da attentati contro le minoranze: non solo cristiani, ma anche membri di sette considerate ‘infedeli’, come gli ahmadi e gli sciiti”.

Ne è convinto anche Saif ul-Malook, l’avvocato musulmano che ha difeso Asia Bibi e che è stato costretto ad abbandonare il Pakistan direzione Olanda per evitare di essere ammazzato nel clima infuocato del post-sentenza della Corte pakistana che ha giudicato Asia innocente.

“Certamente le cose stanno cambiando in Pakistan” – ha dichiarato proprio oggi in lungo articolo pubblicato sul “DailyTimes” nel quale ripercorre le tappe della vicenda Bibi.

Sempre da Malook, apprendiamo che Asia Bibi sta bene e “ha trascorso il Natale in una cella sicura a Islamabad”.

Il governo del primo ministro Imran Khan – ha poi aggiunto – sembra determinato a garantire la sicurezza di Asia e di suo marito, Ashiq Masih, e delle due figlie, finché un altro Paese non accetterà di accoglierli. Il Canada è la loro destinazione più probabile”.

Se questo non è un miracolo …

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In bocca al lupo, Mentana

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In bocca al lupo, Mentana di Davide Vairani La nascita di un nuovo giornale è sempre da accogliere con entusiastica approvazione ed è quasi una sorta di dovere civico seguirne – almeno – i primi...

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