Posted in #Catholicon #LaCroce

Liberarsi dal “veleno del cristianismo”

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Anche in Italia sono tornate di moda, dopo la non breve parentesi dell’ateismo devoto, le tesi del “cristianismo”, l’ideologia diffusa in quei circoli politico-intellettuali che pretendono di difendere i “valori cristiani” e la “civiltà cristiana” senza però credere nella divinità di Gesù Cristo.

Meglio difendere i valori cristiani che combatterli! È la risposta stereotipata dei cattolici sedotti dal cristianismo.

Non discuto la loro buona fede. Ma non posso non ricordare loro che una forma di negazione pratica di Dio può ben coesistere con le glorificazioni esteriori e l’esaltazione degli elementi decorativi del sacro. Maritain parla di una forma di ateismo che riconosce l’esistenza di Dio ma che lo trasforma in un idolo. Si accetta la forma, si svuota la sostanza. Dio così diventa l’ornamento della nazione, l’espressione della cultura di un popolo da usare contro altri popoli.

Il cristianismo non è che un regresso alla teologia politica degli imperi pagani come quello di Roma. 


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Posted in #Catholicon identità

La questione del gender nell’ambito educativo

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La Congregazione per l’Educazione Cattolica ha diffuso ieri il documento “Maschio e femmina li creò. Per una via di dialogo sulla questione del gender nell’educazione”.

Il testo parte dalle parole di Papa Francesco contro ogni “colonizzazione ideologica”, riaffermando la radice metafisica della differenza sessuale: «Uomo e donna sono le due modalità in cui si esprime e realizza la realtà ontologica della persona umana».

L’uomo e la donna, si legge nel documento, riconoscono «il significato della sessualità e della genitalità in quell’intrinseca intenzionalità relazionale e comunicativa che attraversa la loro corporeità e li rimanda l’un verso l’altra mutuamente».

Il testo stigmatizza le opzioni più radicali del gender-fluid e spiega che compito della famiglia è educare il bambino a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale, così come la scuola deve aiutare gli alunni a sviluppare «un senso critico davanti a una invasione di proposte, davanti alla pornografia senza controllo e al sovraccarico di stimoli che possono mutilare la sessualità».

#LaCroce quotidiano, Martedì 11 giugno 2019


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Posted in #Catholicon #VincentLambert

Alimentazione e idratazione

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Questa impostazione ha, dal punto di vista filosofico, un grande rilievo perché, al di là dell’autorevolezza della fonte, mette in campo argomenti che non richiedono alcuna pre-comprensione religiosa.

Il riferimento non è al concetto di ‘sacralità’ della vita, ma a quello di dignità della persona umana e quindi si pone nel contesto di una categoria particolarmente cara all’etica cosiddetta ‘laica’ del Novecento.

L’attuale Nota introduce due ulteriori elementi di riflessione: il rischio che prevalgano il criterio della cosiddetta qualità della vita – che è solitamente pensato in termini di soggettiva valutazione del valore dell’esistenza – e quello, politico – sociale, legato alla “cultura dello scarto”.

In una società della prestazione, dove il valore dell’umano è posto nell’efficienza, risulta difficile apprezzare, valorizzare e tutelare coloro che, per malattia, età, condizioni sociali rischiano di essere considerati un “peso”, un “fardello” ma, anche, un monito profetico nei confronti dei sani.

In questo momento storico, la drammatica vicenda umana di Vincent Lambert, ci richiama non soltanto a un supplemento di riflessione, ad una passione umana attenta, ma anche alla concreta traduzione del riferimento ai valori e ai principi etici in concrete politiche di sostegno, economico, culturale e sociale di coloro che, famigliari, amici, operatori sanitari e medici, si prodigano nel garantire un’assistenza che sia sempre all’altezza dell’intrinseco valore della persona umana, specialmente in tutte le condizioni in cui rischia di essere abbandonata alla sua fragilità.


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Posted in #Catholicon #VincentLambert

L’affaire #Lambert e la macchina del fango

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Li abbiamo lasciati così dieci giorni fa, tirando tutti noi un sospiro di sollievo, come se fosse stata vinta la lunga battaglia per la vita di Vincent Lambert.

L’Ospedale di Reims ha eseguito la decisione del tribunale, ha sospeso la procedura di sedazione profonda e continuativa e – oggi – Vincent Lambert ritorna ad essere prigioniero di una struttura sanitaria, che da sei anni non gli fornisce alcuna fisioterapia e si rifiuta persino di lasciarlo uscire nel cortile accompagnato dai suoi genitori.

Sono passati soltanto dieci giorni da quel lunedì, eppure non sono permesse tregue: il tink tank mediatico sta sferrando un attacco concentrico, con una sequenza di fuoco inquietante e preoccupante.

Il bersaglio è la fede e la religiosità, sia dei genitori di Vincent che dei loro due avvocati, per mostrare ai francesi quanto il “cattolicesimo” sia sostanzialmente incompatibile con i valori di una società moderna, civile ed avanzata.


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Posted in #Catholicon #LaCroce #VincentLambert

Chiesa di Francia a testuggine: salvare #Vincent

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La Chiesa di Francia non si tira indietro e scende in campo apertamente a difesa delle persone più fragili e vulnerabili della società: schierata come a testuggine per salvare la vita di Vincent Lambert.

Oltre al Presidente della Conferenza Episcopale francese, numerosi Vescovi non hanno esitato ad esporre pubblicamente le proprie valutazioni.

Scende in campo anche il Gruppo di bioetica della Conferenza Episcopale francese con un documento intitolato “Une ambition: la protection des plus fragiles”, pubblicato il 18 maggio sul sito web della CEF.

“Perché questa fretta di portarlo a morire?”, scrive Mons. Pierre d’Ornellas, Arcivescovo di Rennes e responsabile del Gruppo di Bioetica della CEF, deplorando il fatto che il governo voglia ignorare l’opinione del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CIDPH) che raccomanda che la decisione di interrompere il trattamento venga temporaneamente sospesa.

Nel documento viene messa in discussione la base giuridica ed etica alla base di questa decisione.


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Posted in #Catholicon #LaCroce #VincentLambert

Appello al Papa per #Vincent

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Tutto è ormai deciso: è giunta l’ora di morire per Vincent Lambert.

Unica voce in direzione ostinata e contraria è quella della Chiesa di Francia. Eric de Moulins-Beaufort, Arcivescovo di Reims e prossimo Presidente della Conferenza Episcopale francese, esce con un comunicato, insieme a Bruno Feillet, vescovo ausiliare di Reims.

“La morte di Lambert è stata dunque definitivamente ed ultimativamente avviata, indipendente dai ricorsi intentati dai suoi genitori” – si legge sul sito della Diocesi di Rèims -. Molti sono preoccupati per la conclusione che così viene data a quello che è stato ‘l’affaire Lambert’.

“Una società deve saper confidare nella professione medica e rispettare una decisione collegiale di medici che mettono in gioco la propria responsabilità professionale ed umana; i medici, da parte loro, devono accettare di prendere in considerazione le opinioni dei parenti e alimentare le loro decisioni con una riflessione etica sulla responsabilità degli esseri umani l’uno verso l’altro.

Gli specialisti sembrano essere d’accordo, tuttavia, che Vincent Lambert, pur nella sua condizione di totale dipendenza a seguito del suo incidente, non sia alla fine della vita. Pur rispettando profondamente l’impegno dell’équipe dell’ospedale universitario di Reims, lascia sorpresi che il signor Lambert non sia stato trasferito in un’unità specializzata nel supporto di pazienti in stato vegetativo o pauci-relazionale”.

“Appartiene alla condizione dell’uomo e alla sua grandezza il dover morire un giorno. È bene ricordarlo in un momento in cui alcune persone rivendicano il diritto di morire quando e come vogliono, mentre i profeti del transumanesimo annunciano la fine della morte.

Ma fa parte dell’onore di una società umana non lasciare che uno dei suoi membri muoia di fame o di sete e fare tutto il possibile per assicurargli le cure appropriate.

Permettersi di rinunciare perché una tale presa in carico ha un costo e perché sarebbe inutile lasciar vivere la persona umana interessata rovinerebbe lo sforzo della nostra civiltà. La grandezza dell’umanità consiste nel considerare come inalienabile e inviolabile la dignità dei suoi membri, specialmente i più fragili.

Preghiamo ancora e invitiamo a pregare affinché la nostra società francese non si incammini sulla via dell’eutanasia.

Rendiamo grazie a Dio per coloro che sono testimoni quotidiani della grandezza di ogni essere umano che conduce alla fine della sua vita”.


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Posted in #AsiaBibi #Catholicon cristianofobia

Asia #Bibi ora è libera

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“Asia Bibi: Christian woman acquitted of blasphemy finally leaves Pakistan for Canada”: Asia Bibi ha (finalmente) lasciato il Pakistan.

La notizia viene battuta dalla “Reuters” e subito rimbalzata sui media online internazionali, in particolare da quelli in lingua inglese – come la “BBC”, l’“Indipendent” e il “Daylimail” – e soprattutto da quelli più letti in Pakistan, come il “The News International” e il “Dawn”.

Proprio il “Down” (quotidiano sia in lingua inglese che araba) titola: “Aasia Bibi has left Pakistan: FO source”

“Aasia Bibi, la donna cristiana che è stata assolta dalla Corte Suprema in un caso di blasfemia lo scorso anno, ha lasciato il Pakistan mercoledì, secondo una fonte attendibile del Foreign Office (FO)”, si legge in prima pagina online.

“Aasia Bibi ha lasciato il paese, è una persona libera e ha viaggiato per la sua volontà indipendente”, ha detto la fonte.


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Posted in #Catholicon media politica

“Easter Worshippers”, adoratori della Pasqua

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“Easter Worshippers”. Letteralmente “adoratori della Pasqua”, come ci dice il Cambrige Dictionary, suggerendone l’utilizzo per indicare nella sostanza “fedeli che si recano in Chiesa per le celebrazioni pasquali”, insomma “cristiani”.

In realtà, a nessuno nel mondo anglosassone passarebbe per la testa di ricorrere ad un tale bizzarro ed ambiguo accostamento di termini: “Christians”, molto più semplice e chiaro.

Non staremmo qui a discettare di semantica, se non fosse per il bailamme che ha scatenato sui social la scelta di utilizzare tale locuzione  da parte di Barack Obama e Hillary Clinton – in due tweet a breve distanza temporale l’uno dall’altro – per commentare l’atroce strage di matrice islamista compiuta in Sri Lanka.

“Easterworshippers”adoratori della Pasqua, suona un po’ come “adoratori” di un culto primitivo, esotico, eccentrico, minoritario, come un insieme di persone da guardare con distacco misto a curiosità.

Perchè – dunque – l’ex presidente degli Stati Uniti, Obama, e la quasi presidente USA, Illary Clinton, hanno scelto proprio questa locuzione, in una occasione oltrettutto tragica e in un contesto temporale così importante per i cristiani quale è la Pasqua?

Non lasciamoci trascinare dalle spiegazioni (apparentemente) più semplici, perchè la realtà è più complessa della nostra esigenza di rendere tutto smart.


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