Category: #Gender&company

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Gender neutral language per il Parlamento UE

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Per promuovere l’uguaglianza di genere (“gender equality”) è necessario l’utilizzo di un linguaggio “non-sexist and gender inclusive”.

Il Parlamento dell’Unione europea prosegue la linea inaugurata nel 2008 per imporre un “Gender neutral language in the European Parliament”: è il titolo delle nuove linee guida approvate negli scorsi giorni, in occasione del decimo anniversario dei primi indirizzi in materia dell’UE.

Il meccanismo purtroppo lo conosciamo bene: occorre manipolare il linguaggio comune, distorcerne grammatica e significato, per giungere alla creazione di una neo-lingua.

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Triptorelina e ideologia gender

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“Si confonde globalmente l’architettonica complessità della sessualità che per ciascun essere umano è totalizzante, rispondente a quanto può esprimere dell’invisibile che incarna (a dimostrazione di ciò si vedano i numerosi casi in letteratura di scontentezza fallimentare provata dal paziente a seguito degli interventi di riassegnazione del sesso gonadico, condotti per ripristinare uno status agevole e armonico, che non riesci a decretarsi a causa del forte contrasto con quello psichico).

Occorre domandarsi, allora, se questo contatto socio-culturale predominante con la sessualità, il medesimo che va cavalcando retoriche politiche sull’uguaglianza fondata anzitutto nell’emarginazione della diversità, abbracci un pieno senso di libertà o, viceversa, agisca con fare dispotico sul corpo poiché letto come scisso dalla persona e, perciò, manipolabile?”

Giulia Bovassi

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“Odiatore seriale” sarà chi affitta gli uteri

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Uno dei più noti politici italiani ad essersi avvalso della barbara pratica dell’utero in affitto è recentemente intervenuto a parlare (e a far parlare di sé) dichiarando che le polemiche circa i suoi crimini sarebbero state «frutto di ignoranza, di superficialità, di volgarità».

Qualunque forma di maternità surrogata, invece, suppone sempre, necessariamente, la riduzione degli esseri umani a cose e i bambini a oggetti di transazioni finanziarie

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Giulia #Bovassi: una millennial speciale

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Giulia #Bovassi – classe 1991 – è una “millennial” che sfugge alle facili categorizzazioni. Studi e analisi ci mostrano lo spaesamento, le ansie e le paure del domani che annichiliscono intere generazioni nate e cresciute a cavallo tra il Novecento e il nuovo secolo, per questo definite “millennials”. Generazioni senza miti e senza ideali.

Giulia è diversa. Lo si capisce fin dalle prime parole con cui si scorrono le pagine del suo primo libro intitolato “L’eco della solidità. La nostalgia del richiamo tra antropologia liquida e postumanesimo”, IF PRESS 2017.

Un libro che vede la luce al termine del Master di primo livello in Consulenza Filosofica e Antropologia Esistenziale presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

La vedi in foto così minuta e quasi timida. Le apparenze ingannano: si nasconde una ragazza capace di scelte difficili e in contro-tendenza.

Una ragazza che possiede – tra le tante – una dote sempre più rara oggi: l’umiltà di porsi le domande esistenziali dell’umano e al tempo stesso la tenacia e la competenza per avventurarsi nella ricerca di risposte convincenti.

“L’eco della solidità” non è una passeggiata. Non si può leggere come un romanzo per capire come va a finire. Occorre la pazienza e il lusso di ritagliarsi tempo per ruminare i capitoli. Si può anche saltare da una parte all’altra, leggerlo dalla fine all’inizio, anche solo un capitolo. Ci troverete una miniera”. 

Era l’incipit della recensione che avevo scritto per #LaCroce quotidiano (vedi: “I Millennials non si perdono tutti dietro alle sirene”  )

Vi propongo un articolo che Giulia ha recentemente scritto per il Blog “Il Pensiero Forte”, dal titolo:“Fare o agire? Il caso dei gemelli nati modificati geneticamente”

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Enrica #Perucchietti: in direzione ostinata e contraria

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Vi è mai capitato di sorprendervi e commentare: “Non avrei potuto esprimerlo meglio!”.

Forse poco conosciuta al grande pubblico, per me un vero talento.

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor.

Si occupa di temi scomodi per il mainstream mediatico (e già solo per questo motivo mi piace).

Enrica fa’ un sacco di cose e vi assicuro che vale la pena “frequentarla”.

Ha un suo Blog e un profilo facebook veramente ricchi di notizie e di informazioni.

Vorrei proporre alla vostra lettura, l’ultimo post da lei pubblicato, dal titolo:

“L’identità ‘migrante’ e la colonizzazione delle coscienze”

Che ne dite? Non vale forse la pena “frequentarla”?

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