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Sul tema della sepoltura dei feti

In Italia, i “prodotti abortivi” vengono smaltiti come rifiuti speciali ospedalieri e avviati alla termodistruzione: niente sepoltura.

Unica eccezione – fino a ieri – la Lombardia, nella quale tutti i prodotti del concepimento (anche quelli di età inferiore alle 20 settimane) venivano avviati all’interramento, indipendentemente dalla settimana di gestazione o dal fatto che la madre lo richiedesse o meno. Normativa abbattuta in Consiglio Regionale da una proposta di legge di riordino in materia funeraria, fortemente voluta dal consigliere Simona Tironi (Forza Italia). In Regione Lazio, il consigliere Colosimo di Fratelli d’Italia presenta una proposta di legge per introdurre esattamente ciò che in Lombardia hanno deciso di abolire.

Curioso il quadro che ne esce.

Dove governa da vent’anni – in Lombardia -, il centro-destra torna indietro; in Regione Lazio – governata dal futuro segretario nazionale del Pd, Zingaretti – Fratelli d’Italia vuole realizzare esattamente ciò che gli stessi colleghi lombardi hanno abrogato all’unanimità, pur sapendo che ciò non accadrà mai.

Dov’erano i consiglieri regionali della Meloni (e del centro-destra) quando stavano in maggioranza con il governatore Renata Polverini (IX legislatura, 2010-2013, PdL-UdC-La Destra)?

Esattamente come non accadrà mai a livello nazionale, almeno fino a quando continuerà ad esistere questo governo giallo-verde, che sui temi etico-antropologici sta facendo passi indietro grazie al silenzio di Salvini e della sua Lega.

Insomma, scene alle quali ci stiamo abituando in quel del centro-destra (o di ciò che ne rimane).

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“Ogni giorno che passa è un quadro che appendo”

“Addio allo ‘stonato’ di Sanremo”.

E’ il 15 maggio del 1994 e il “Corsera” titola una notizia nelle brevi. 

“I funerali si terranno oggi alle 14.45 a Milano, partendo dall’abitazione di via Montepulciano”, chiude il pezzo Mario Luzzato Fegiz.

Non aveva nemmeno trent’anni. Era stato ricoverato negli ultimi due mesi in una clinica di Pavia, perché affetto da Aids.

“È la prima volta nella storia della canzone italiana che un cantante muore di Aids”.

Ma la notizia – quella vera – non è questa …

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Dammi ancora la mano

Vola, Camilla, mia piccola e dolce Camilla. Vola “dove io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare …”

“Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti
e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti,
ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare
e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare…

dammi ancora la mano, anche se quello stringerla è solo un pretesto
per sentire quella tua fiducia totale che nessuno mi ha dato o mi ha mai chiesto;
vola, vola tu, dove io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare
e dove è ancora tutto, o quasi tutto…
vola, vola tu, dove io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare
e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare …”

Francesco Guccini, “Signora Bovary”, 1987

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Come vuoi morire?

“Quando sarebbe arrivato il momento, non sarebbe stato meglio per il mio paziente morire improvvisamente, piuttosto che lottare dolorosamente invano per respirare, mentre l’insufficienza cardiaca riempie piano piano i suoi polmoni di liquido?”

Tema difficile da affrontare con il mio paziente – come avrebbe voluto morire -, in parte perché la sua morte non era imminente. Ma con l’avvento di tecnologie come i defibrillatori impiantabili, questo è un argomento con cui medici e pazienti dovranno sempre più cimentarsi: non l’inevitabilità della morte, ma il modo in cui morire.

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