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“On a gagnè: #Vincent va vivre

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La Corte d’appello di Parigi “ordina allo Stato francese (…) di adottare tutte le misure per applicare le misure provvisorie richieste dal Comitato internazionale sui diritti delle persone con disabilità il 3 maggio 2019 al fine di mantenere nutrizione ed idratazione” per Vincent Lambert.

Nella manifestazione di Parigi che ha raccolto lunedì diverse centinaia di persone che rivendicavano “la vita per Vincent”, un clamore enorme è emerso quando uno degli avvocati dei suoi genitori, Jérôme Triomphe, ha annunciato la vittoria alla folla: “Abbiamo vinto, Vincent deve vivere, Vincent vivrà!”.


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“Ne pleure pas, #Vincent”

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La settima sentenza di morte per Vincent Lambert riguarda ciascuno di noi. Hanno parlato, hanno parlato tutti. Medici, giudici, legislatori, ministri, media.

Parlavano tutti, anche quando non sapevano cosa stavano dicendo, anche quando disinformavano, anche quando non erano a proprio agio con la verità.

Vincent non è un mostro, Vincent non è un vegetale, Vincent non è alla “fine della vita”.

Vincent è vivo. Vincent, handicappato, rimane comunque, e forse ancor più a causa della sua debolezza e della sua miseria, uno di noi.

Spetta a noi, in ultima analisi, dire se accettiamo o meno l’inenarrabile tradimento di tutti i nostri valori e della nostra intera civiltà.

Domani sarà troppo tardi. Non solo per Vincent, ma per ciascuno di noi, perché questa scelta fatale è una di quelle dalle quali indietro non si torna.


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Inizia una durissima settimana per #Vincent

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Inizia una durissima settimana questo lunedì. “Nous allons a battre”, continuiamo a combattere, dichiarano i genitori di Vincent durante la manifestazione di domenica davanti all’ospedale di Reims.

“Tre nuovi ricorsi” contro l’interruzione prevista delle cure, senza specificare in quale giurisdizione, annunciano gli avvocati di Pierre e Viviane.

“I genitori di Vincent Lambert vogliono denunciare le autorità competenti e le corti interessate con un reclamo disciplinare allo scopo di colpire il dott. Sanchez e di avviare un procedimento penale contro di lui”, hanno aggiunto gli avvocati Jean Paillot e Jérôme Triomphe in una dichiarazione, in merito al medico che dirige il dipartimento di cure palliative e l’unità per cerebrolesi dell’ospedale Sevastopol di Reims dove Vincent Lambert è ricoverato.

Inizia una durissima settimana questo lunedì.


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Chiesa di Francia a testuggine: salvare #Vincent

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La Chiesa di Francia non si tira indietro e scende in campo apertamente a difesa delle persone più fragili e vulnerabili della società: schierata come a testuggine per salvare la vita di Vincent Lambert.

Oltre al Presidente della Conferenza Episcopale francese, numerosi Vescovi non hanno esitato ad esporre pubblicamente le proprie valutazioni.

Scende in campo anche il Gruppo di bioetica della Conferenza Episcopale francese con un documento intitolato “Une ambition: la protection des plus fragiles”, pubblicato il 18 maggio sul sito web della CEF.

“Perché questa fretta di portarlo a morire?”, scrive Mons. Pierre d’Ornellas, Arcivescovo di Rennes e responsabile del Gruppo di Bioetica della CEF, deplorando il fatto che il governo voglia ignorare l’opinione del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CIDPH) che raccomanda che la decisione di interrompere il trattamento venga temporaneamente sospesa.

Nel documento viene messa in discussione la base giuridica ed etica alla base di questa decisione.


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“Monsieur le Président de la République”: salvate #Lambert

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Viviane e Pierre scrivono per la terza volta al Presidente della Repubblica francese:

“Signor Presidente, Vincent Lambert morirà senza idratazione nella settimana del 20 maggio se lei non fa nulla e lei è l’unico e l’ultimo ad avere il potere di intervenire.

Nel tempo maledetto della pena di morte, era consuetudine che il Presidente della Repubblica ricevesse gli avvocati per consentire loro un ultimo appello. Non le chiediamo la grazia per un uomo condannato a morte.

Veniamo a chiederle di fare rispettare dal Ministero della Salute gli obblighi della Francia a favore di una persona disabile

Lei ha in mano oggi il diritto alla vita e alla morte su Vincent Lambert.

Che magnifico esempio dareste alla Francia, all’Europa e al mondo intero: quello di un Presidente arbitro, al di sopra della mischia, per prima cosa attento a proteggere nell’emergenza le persone più vulnerabili e garante della parola data dalla Francia sul piano internazionale”.


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Ultimi giorni per salvare #Vincent prima che scorrano i titoli di coda

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Se si scorrono i titoli dei media francesi con qualsiasi motore di ricerca troverete ai primi posti titoli come questi: “Vincent Lambert, symbole du débat sur la fin de vie”; Vincent si trova in “situation d’obstination déraisonnable”; “arrêt des traitements”, sospensione dei trattamenti; “en état végétatif irréversible”, in stato vegetativo irreversibile, e anche – parole testuali del Ministro della Solidarietà e della Sanità francese -: “Vincent Lambert n’est pas en situation de handicap”, Vincent Lambert non è disabile.

E’ la verità?


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Lambert: respinto ennesimo ricorso

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La Francia sputa in faccia a Vincent Lambert fino alla fine: mercoledì 15 maggio il tribunale amministrativo di Parigi ha respinto per l’ennesima volta un ricorso d’urgenza presentato dagli avvocati dei genitori di Vincent.

Dopo aver formalmente chiesto l’intervento del Difensore dei diritti francese, hanno di nuovo tentato la via giuridica del ricorso d’urgenza, in attesa che la Francia risponda alla richiesta presentata dal Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CIDPH).

Hanno invocato nelle motivazioni “l’ingerenza grave e manifestamente illegittima del diritto del rispetto della vita e del diritto ad ottenere un ricorso effettivo, diritti che costituiscono libertà fondamentali”. Il giudice delle misure provvisorie ha rigettato la loro richiesta: “la corte ha valutato di ritenere il diritto a un rimedio effettivo fuori luogo, dal momento che il Comitato dei diritti degli handicappati, che non è un’autorità nazionale, non costituisce una giurisdizione”, secondo una dichiarazione della corte virgolettata riportata dal quotidiano online “Sud Ouest”.

“Dobbiamo mantenere la speranza fino alla fine e spiegare a tutti che Vincent non è alla fine della sua vita, è disabile!”, non smette di denunciare Viviane Lambert.

E chiama a raccolta i francesi domenica 19 maggio per un presidio davanti all’ingresso dell’Ospedale di Rèims: “Nulla è perso, il Comitato delle Nazioni Unite dei disabili ha chiesto alla Francia per continuare ad idratare e nutrire Vincent, la Francia deve rispettare la convenzione che ha firmato, deve farlo per Vincent, ma anche per tutte le altre persone disabili come Vincent”.

Scenderanno in campo i francesi a difesa della vita?

In queste ultime settimane nelle quali l’affaire Lambert ha subito una durissima accelerazione verso l’impietosa fine della sua vita si ha come una sensazione di resa.

Sia sui social che nel dibattito mediatico francese si contano su di una mano le pubbliche prese di posizioni a difesa di Lambert.


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Siamo pronti a batterci

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“Nous allons nous battre”, siamo pronti a batterci. Una lettera, con una data e un indirizzo: domenica 19 maggio, Rue de Sébastopol 48, Rèims.

“Questa domenica sarò alle 15.00 davanti all’ingresso dell’ Hôpital Sébastopol di Rèims”.

Viviane Lambert non smette di combattere per suo figlio Vincent: “In Francia, nel 2019, nessuno dovrebbe morire di fame e sete”, scrive sul sito del Comitato “Je soutien Vincent”, disposta ad “implorarli di continuare a idratare e nutrire Vincent”.

Cinque giorni. Restano 120 ore di vita per Vincent: il Centre Hospitalier Universitaire di Reims ha deciso di rendere esecutivo il protocollo di sospensione dei trattamenti “a decorrere nella settimana del 20 maggio 2019”, il giorno e l’orario preciso non vengono diffusi per ragioni di ordine pubblico.

Se la decisione venisse davvero eseguita, Vincent morirebbe in pochi giorni, circondato probabilmente da un gran numero di forze dell’ordine e “in spregio alle misure cautelari ordinate dall’Onu il 3 maggio scorso a favore di una persona disabile, vulnerabile e indifesa, da anni rinchiusa a chiave in un braccio della morte”, sottolineano gli avvocati dei genitori di Vincent.

“Dobbiamo mantenere la speranza fino alla fine e spiegare a tutti che Vincent non è in condizioni di fine vita, è disabile!”, continua la madre di Lambert.

Viviane e Pierre Lambert, i genitori di Vincent, insieme ai loro avvocati, Jean Paillot e Jérôme Triomphe, si aggrappano al Comitato per i diritti delle persone con disabilità (CRPD) dell’Onu che ha invitato la Francia a sospendere ogni decisione di interrompere i trattamenti, al fine di esaminare l’appelle presentato.


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