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Alla Via Crucis: vegliare per Vincent #Lambert

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“Attiro l’attenzione di nuovo su Vincent Lambert e sul piccolo Alfie Evans, e vorrei ribadire e fortemente confermare che l’unico padrone della vita, dall’inizio alla fine naturale, è Dio! E il nostro dovere, il nostro dovere è fare di tutto per custodire la vita.  Pensiamo in silenzio e preghiamo perché sia rispettata la vita di tutte le persone e specialmente di questi due fratelli nostri.  Preghiamo in silenzio”.

Papa Francesco, al termine dell’udienza generale, prima di incontrare il papà di Alfie Evans, 18 aprile 2018

Un’Ora di Guardia: semplicemente salvate #Vincent. Aderisci anche tu a questa iniziativa: vegliamo e preghiamo insieme.


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Vegliare e pregare uniti: salvate Vincent #Lambert

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Domani – venerdì 29 marzo 2019 – il Consiglio di Stato francese inizia la prima udienza in merito al ricorso contro la decisione di lasciare morire di sete e di fame Vincent #Lambert

Come sapete, i genitori di Vincent hanno presentato una richiesta urgente davanti al giudice del Consiglio di Stato per cercare di sospendere la decisione collegiale del CHU di Reims, adottata il 9 aprile 2018 e convalidata alla fine di gennaio dal Tribunale amministrativo (TA) a Châlons-en-Champagne (Marna).

Vegliamo e preghiamo: UN’ORA DI GUARDIA: SALVATE #VINCENT


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Continua la lotta per #Vincent

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Il Consiglio di Stato esaminerà venerdì 29 marzo 2019, alle ore 9:30, la validità della procedura d’arresto delle cure a Vincent Lambert (ove per “cure” s’intendono alimentazione e idratazione), decisa dall’ospedale universitario di Reims dov’è ricoverato Vincent.

Lo scopo del ricorso presentato dai genitori di Vincent è quello di sospendere la decisione collegiale dei medici del 9 aprile 2018.

“Sauver Vincent, tout simplement”: firma anche tu la petizione online. Un piccolo gesto di vicinanza e sostegno a chi si batte per la vita.


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“Dove un uomo soffre ci vorrebbe un uomo” che ama

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“Caro Vincent,

permettimi di chiamarti con il tuo nome.

Ho sentito tanto parlare di te in questi ultimi cinque anni solamente con la locuzione: “l’affare di Vincent Lambert”.

Una dozzina di procedimenti giudiziari, dal Tribunale amministrativo al Consiglio di Stato, attraverso la Corte europea dei diritti dell’uomo … e non è finita.

Innumerevoli decisioni mediche, procedure collegiali, opinioni di esperti. Consigli di famiglia, tentativi di conciliazione … Migliaia di articoli di stampa, interviste, posizioni pubbliche, dai più noti ai più anonimi … Petizioni, lettere pubbliche, appelli al Presidente della Repubblica, libri …

Il 31 gennaio il Tribunale di Chalon ha nuovamente confermato l’arrêt des soins, la cessazione delle “cure”.

Ed ecco tutti prendere la penna o il microfono per esprimere la propria opinione, troppo spesso piena di passione o rabbia.

Un frastuono, che ti fa venir voglia di tacere quando conosci bene tutto il dolore che questo parlare genera all’interno della tua famiglia.

C’è uno che tace e – per una evidente ragione – sei tu, caro Vincent, che continui sorprendentemente la tua strada.

Più di dieci anni fa, un incidente ti ha immerso in questo stato di estrema dipendenza, senza alcun altro trattamento o supporto meccanico che una piccola sonda che ti idrata e ti nutre.

Queste “cure” (idratazione ed alimentazione) sono state interrotte per diciassette giorni nell’intervallo temporale tra due decisioni medico-giuridiche tra loro contrarie …

Diciassette giorni senza bere e mangiare, e tu sei ancora lì, giorno dopo giorno, ora dopo ora, silenzioso, ma lì, lontano da questo borbottio che sembra come attraversarti da una parte all’altra.

Questa perseveranza del tuo corpo parla!

‘Il linguaggio del corpo’, il tuo grande corpo malato urla e ci dice: ‘Si può sussurrare o si può parlare ad alta voce, in ogni caso, ciò che decide questo è il linguaggio del corpo’.

Ed è vero.

Il tuo corpo, Vincent, decide e parla.

Parla ad alta voce!

Tanto che ci interroga: cos’è l’uomo, la sua dignità?

Cosa significa ‘esserci’, che cosa vuol dire che che siamo esseri in relazione con? Qual è il significato della dipendenza?

E tante altre domande, che toccano il mistero insondabile della persona.

Grazie, Vincent, per averci portato su questi terreni, che toccano ciascuno di noi nel modo più intimo …”


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#Alimentare Vincent Lambert è “irragionevole”

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Il tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne (Marne) ha infine dato ragione all’ospedale: l’alimentare e idratare un disabile viene assimilato
a una terapia, e per questo la goccia d’acqua che non si nega a una pianta viene detta “sproporzionata” per un uomo. Incertezza sugli esiti immediati.


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#Lambert: la decisione che non prenderanno mai

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Si è aperta alle 14.30 l’ennesima udienza sul “caso” Vincent #Lambert.

La Corte del tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne – convocata in seduta d’urgenza – è chiamata a pronunciarsi sulla legimittimità della quarta procedura di arresto dell’idratazione e dall’alimentazione deliberata dal collegio dei medici dell’Ospedale di Reims.

In aula sono schierati davanti alla Corte tutti gli avvocati delle parti avverse: i genitori di Vincent, che si battono affinchè venga riconosciuto il fatto che Vincent vive, nonostante si trovi in una condizione di “semi-coscienza”; la moglie (nonchè tutore legale) di Vincent, che chiede da anni di lasciare andare un corpo senza più alcuna vita degna di essere vissuta.

G. Amir-Tahmassebcorrispondente del quotiano locale “L’Union – è l’unico giornalista a raccontare in diretta ciò che sta accadendo.

Dal suo profilo twitter è possibile seguirne gli sviluppi.

Se la procedura di arresto sarà accolta dalla Corte, cosa succederà?

Anche con l’eventuale approvazione del tribunale amministrativo, è più che probabile che gli avvocati dei genitori di Lambert facciano ricorso al Consiglio di Stato.

“L’udienza di lunedì è un passo essenziale nella vicenda di Vincent, ma non definitivo”, ha dichiarato alla stampa francesce negli scorsi giorni Jean Paillot, uno degli avvocati di Pierre e Viviane Lambert, i genitori del paziente tetraplegico.


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Vincent #Lambert deve morire

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“Au mépris du recours annoncé devant le Conseil d’Etat et au mépris du droit au recours effectif, le Tribunal Administratif a fixé en urgence une audience lundi 21 janvier à 14h30 et alors que c’est sa partialité qui est mise en cause!”

Lo annunciano gli amici di Vincent #Lambert via web e social dalle pagine del comitato “Je soutien Vincent” e la notizia viene subito rilanciata dai quotidiani francesi

E adesso?


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Vite come sospese

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Ancora una volta. Ancora un’altra data. Ancora un’altra udienza in tribunale.

L’ultima? A quando?

La storia di Vincent #Lambert non è più una storia da tempo. Da dieci anni.

Intrappolato: 42 anni, ex infermiere,  tetraplegico, ricoverato all’Ospedale universitario di Reims dal 2008. Non parla e non si muove.

Intrappolato dentro una gabbia giudiziaria di corsi e ricorsi, udienze, avvocati, decisioni prese e poi rimandate, fermate, sospese.

Ecco il termine corretto: una storia sospesa.

L’udienza che avrebbe dovuto decidere delle sorti di #Lambert era stata calendarizzata per il giorno 19 dicembre 2018: la Corte del Tribunale amministrativo di  Chalons-en-Champagne (Marne) avrebbe dovuto decidere se convalidare o meno la procedura di sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione attraverso una sonda.

Decidere vita o morte.

E invece no: rinvio a data da destinarsi.

Motivo?

Gli avvocati dei genitori, Paillot e Triomphe, il 06 dicembre hanno presentato istanza di ricusazione presso la Corte amministrativa di appello di Nancy. Chiedono di trasferire la trattazione dell’‘affaire Lambert’ in un altro tribunale per “causa di legittimo sospetto”. Mettono in discussione la validità del Tribunale amministrativo di Chalons-en-Champagne nel decidere imparzialmente: denunciano – in particolare – “vizi procedurali gravi da parte del Presidente del tribunale amministrativo, Jean-Paul Wyss, il quale ha mostrato più volte di non essere imparziale e di avere una idea pregiudiziale in merito”.

Decisione presa dopo la presentazione di una relazione clinica – datata 18 novembre 2018 -, fatta da tre esperti incaricati dal tribunale, che ha concluso con uno “stato vegetativo irreversibile cronico” di questo padre di famiglia vittima di un incidente stradale. La sua salute si riflette nella “estrema o totale limitando il suo accesso al sensibilizzazione, comunicazione, capacità motorie, l’espressione della sua personalità, il deterioramento irreversibile della sua immagine“.

E pur tuttavia, hanno concluso che “non si può ravvisare una situazione di ostinazione irragionevole” (accanimento terapeutico).

E adesso che succederà? Secondo il quotidiano locale “L’Union”, la richiesta dei genitori di Vincent “sarà esaminata martedì 15 gennaio prossimo dal Tribunale amministrativo di Nancy”.

E poi?


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