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Viviane Lambert: “Non ci arrendiamo”

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Vivianne Lambert: “Non ci arrendiamo”

di Marie Christine, #LaCroce quotidiano, 22 novembre 2018

La madre dell’uomo: «Ringrazio calorosamente il sostegno degli italiani». Sulle Dat: «Cessino le derive, si curi fino alla fine».


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Lambert, la #sentenza dei medici

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Lambert, la #sentenza dei medici

di Davide Vairani, #LaCroce quotidiano, 23 novembre 2018

Si è pronunciato il team di medici indipendenti convocati dal tribunale amministrativo di Chalons-en-Champagne: Vincent #Lambert non è migliorato, negli ultimi quattro anni, e anzi è lievemente peggiorato; tuttavia ciò di cui ha bisogno non configura accanimento terapeutico.

Un pronunciamento salomonico che rimanda la palla al giudice.

L’udienza è aggiornata per il 19 dicembre.


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Francia, Vincent #Lambert ancora in sospeso

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Il destino di Vincent #Lambert è appeso – ancora una volta – alla giustizia francese. Il Tribunale di Châlons-en-Champagne è chiamato a pronunciarsi entro la fine di questo mese di ottobre per quella che dovrebbe essere l’ultima e definitiva sentenza. Il collegio di medici esperti nominato appositamente dal collegio dei giudici dovrà fornire a breve una dettagliata relazione sulla situazione clinica di Vincent e – soprattutto – evidenziare se il paziente abbia compiuto o meno “passi in avanti” rispetto all’ultima valutazione ufficiale del Consiglio di Stato, datata 2014. In breve, il Tribunale vuole avere elementi clinici certi per stabilire se Vincent debba morire oppure continuare a vivere. Vincent è ormai solo un “corpo sofferente” – come sostiene il Dr. Sanchez (che ha avviato la quarta procedura collegiale di sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione per “ostinazione irragionevole”) e la moglie (nonchè tutrice legale di Vincent) Rachel – oppure Vincent è un “grave disabile” ma “vivo” – come sostengono i genitori Pierre e Viviane? Trattasi di accanimento terapeutico oppure di eutanasia?

Il fine-vita. Eutanasia (attiva o passiva) e suicidio assistito sono temi quanto mai scottanti oggi in Francia. Il governo Macron – infatti – si appresta a metterci mano con l’inizio del 2019 e le attese sono alte. Il dibattito si fa sempre più duro. Lo si è visto durante i primi quattro mesi del 2018 con la celebrazione degli Stati Generali sulla Bioetica che hanno coinvolto migliaia di cittadini, associazioni e gruppi, imprenditori, politici con centinaia di incontri pubblici, piattaforme online e web, con elaborazioni di proposte e suggerimenti. Non a caso, i temi più dibattuti sono stati di fatto due: il fine-vita e la fecondazione assistita. Il documento finale del Consiglio Nazionale di Etica (CCNN) francese uscito nei giorni scorsi ha riaperto i giochi su molti frontiere della bioetica, ma è indubbio che il fine-vita rappresenti il terreno di maggior scontro.

Seppure sotto traccia, sia il governo che lo stesso CCNN non prevedono uno stravolgimento della Legge Claeys-Leonetti con l’apertura all’eutanasia legale o al suicidio assistito legale. Ma da troppe parti nella società francese si alzano segnali contrari. Troppi interessi e poteri in gioco. E’ stanca Viviane di combattere. Il suo stato d’animo oscilla “tra speranza e disillusione”. Ma non molla la presa. “Se fosse stato trasferito in un servizio adeguato, sarebbe andato tutto meglio – aggiunge -. Con mio marito, affittiamo un piccolo appartamento a Reims per vedere Vincent il più spesso possibile, perché la nostra casa si trova nella Drôme. È una prova per Vincent, ma anche per tutta la famiglia”.

E quasi per raccogliere tutte le sue forze, continua a ripetere ciò che va dicendo a tutti da anni, ai medici, giudici, alla gente e persino agli due due presidenti della repubblica, Hollande e Macron: “Ero una nonna felice e un giorno tutto si è sgretolato. Ciò che conta per me, oggi, è difendere la vita di mio figlio che non è in una situazione di accanimento terapeutico. Non è un vegetale, come ho sentito dire da più parti. Queste formule mi fanno molto male. Vincent è semplicemente nutrito e idratato con un tubo. Nel suo attuale stato di salute, non vedo alcun motivo per smettere di dargli cibo e bevande”.

Quali sono le tue speranze per Vincent oggi? “Speriamo che gli esperti riconoscano che Vincent non è in una condizione di accanimento terapeutico e, come ho detto prima, stiamo aspettando che Vincent venga trasferito in un’istituzione specializzata dove potrebbe fare progressi”.

L’obiettivo del maistreaming francese è tuttavia schierato unilateralmente in direzione opposta. Tranne la Chiesa francese e qualche gruppo cattolico pro life, l’humus che si respira in questi ultimi mesi cavalca a spron battuto l’idea della libertà e dell’autodeterminazione di ogni singolo individuo. E dentro questo tritacarne mediatico, Vincent Lambert viene tirato per la giacca.


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Vincent #Lambert: 10 anni senza fine

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29 settembre 2008: l’auto del 32 enne, Vincent Lambert, sposato e padre di famiglia, si schianta contro un albero. Questo incidente, avvenuto su una piccola strada nei pressi di Châlons-en-Champagne, ha lasciato cerebroleso e tetraplegico il giovane infermiere francese.

Cinque anni dopo, l’inizio della battaglia legale intorno alla sua vita lo spinge sul fronte della scena mediatica: la sua situazione diventa un “caso”.

“Da dieci anni, l’ospedale è il purgatorio di Vincent Lambert, intrappolato in questo ‘corpo sofferente’, secondo il suo medico dell’ospedale, il dott. Vincent Sanchez. Al termine di una nuova procedura collegiale (la quarta in cinque anni) il 9 aprile 2018 il dott. Sanchez aveva deciso la cessazione delle cure, come previsto dalla legge Claeys-Leonetti, giudicando una “ostinazione irragionevole” proseguirle. Tuttavia, una nuova valutazione clinica è stata richiesta dal Tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne, sequestrato dai genitori. Gli esperti di valzer (nomina, ritiro, riconferma) hanno rinviato la presentazione del rapporto, prevista per fine ottobre 2018″.

Non mi interessa essere etichettato. Mi interessa Vincent. Mi interessano i 1.500 Vincent che come lui si ritrovano in stato di semi-coscienza in vari reparti ospedalieri della Francia.

Persone in attesa di un verdetto. Persone che non possono decidere nulla. Persone gravemente disabili. Persone.


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Perchè?

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16 luglio 2018. Viviane Lambert sale le scale: due consiglieri del Presidente Macron la attendono per un colloquio. Lo aveva chiesto espressamente in due lettere al Presidente della Repubblica, pubblicate sui media francesi. “Mio figlio è stato condannato a morte. Il suo nome è Vincent Lambert, è il padre di una bambina, vive e non ha commesso alcun crimine” – scriveva il 12 aprile 2018 Viviane Lambert nella prima lettera a Macron. 


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Vincent #Lambert: per lui nessuna maglietta rossa

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Sono monotematico ultimamente, me ne rendo conto, e metto le mani avanti. Sarà che nessun indignados ha indossato per lui una maglietta rossa in segno di protesta, sarà che ai media di lui importa nulla, sarà che lui non è un piccolo cucciolo e la sua storia è complessa e “non buca”, sì, lo avete capito: attendevo aggiornamenti circa l’evoluzione dell’affaire Vincent Lambert.

Per fermare l’emorragia di umanità. Nel mio piccolo. Perchè – comunque andrà a finire e comunque la si pensi – la storia di Vincent non vada persa nei trafiletti dell’informazione globalizzata prima che possa almeno farci riflettere due minuti (una vita vale almeno due minuti?) sul senso del rispetto e della cura per la vita e per la morte.


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