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“Feto durante il travaglio è persona”: e prima, allora?

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Il feto inizia a essere considerato persona dall’“inizio del travaglio”, e non già dal successivo momento del “distacco dall’utero materno”.

Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 27539/2019, depositata giovedì sera, sostanzialmente confermando l’orientamento inaugurato nel 2008.

Una decisione storica, un ulteriore tassello nella direzione del riconoscimento giuridico dell’embrione come persona.

Nel contesto attuale “di totale ampliamento della tutela dei diritti della persona e della nozione di soggetto meritevole di tutela, che dal nascituro e al concepito si è poi estesa fino all’embrione”, il feto, “benchè ancora nell’utero”, deve essere considerato un “uomo” durante il travaglio della gestante, nel momento cioè della “transizione dalla vita uterina a quella extrauterina”.

Se giuridicamente il feto viene riconosciuto “uomo” durante la fase del travaglio, che cosa era prima se non ancora un “uomo”?


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Franco #Zeffirelli: un uomo grande

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E’ morto all’età di 96 anni il grande regista italiano Franco Zeffirelli.

Scenografo e sceneggiatore, attore, regista, di film, prosa e lirica, Zeffirelli ha rappresentato un pezzo di storia del mondo dello spettacolo e della cultura per il nostro Paese e in ambito internazionale.

Un genio, senza dubbio. Un uomo grande, soprattutto, con un senso religioso che lo ha portato nella fede dei semplici, autenticamente commossa dal provare sulla propria pelle quella carezza del Nazareno.

Cosa altro sono il suo Gesù e il suo San Francesco, se non la più alta espressione di questo?

Nello scorrere su internet, mi sono imbattuto in un suo scritto del 2002 che mi ha commosso profondamente e che – forse – pennella ottimamente chi è il maestro Zeffirelli.


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Noa Pothoven & Vincent Lambert

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Fondamentalmente, l’impossibile epilogo di questo dramma che è la storia di Vincent Lambert – così come il tragico epilogo della giovane Noa Pothoven – attesta la paura nel fare i conti con la vulnerabilità delle nostre vite.

Di fronte al dolore e alla sofferenza, il nostro cervello ha la necessità di fuggire altrove, dopo avere sperimentato i fallimenti uno dopo l’altro dei nostri tentativi esorcizzanti.

Il problema è che non siamo fatti per fuggire e il nostro cervello non funziona per sottrazione.

Manipolare il cervello per cancellare l’angoscia di un trauma? Impossibile.

Solo la nostra tendenza alla semplificazione ad ogni costo può pensare sia possibile.

La verità è che se vogliamo continuare a restare umani dobbiamo fare rientrare la morte nella vita, come è naturale che sia. Non c’è scienza, non ci sono terapie così efficaci da esorcizzarci la morte e la pretesa prometeica di vivere come se Dio non esistesse.

La vulnerabilità è inscritta nel dna di ciascuno di noi nel momento stesso nel quale veniamo messi al mondo. La promessa di vita non è esente dalla minaccia che l’esistenza stessa venga colpita da traumi interni ed esterni a noi.

Il rimedio non sta nel tentativo di semplificare la vita per accorciare la durata del tempo con il quale dolore e sofferenza ci spaccano in due al punto di essere tentati di farla finita.

Il rimedio sta nell’accogliere la vulnerabilità nel volto dell’altro.


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Mi chiamo Claudia e soffro di fibromialgia

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A che servono il progresso e la scienza se non sono fatti per l”uomo? Claudia, 52 anni, italiana, da 26 anni soffre della sindrome fibromialgica….


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Adozione prenatale. La legge era di SC (ma Salvini la blocca)

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“Rimettere al centro dell’agenda politica di questo Paese il diritto alla vita dei bambini”.

Quante volte ci siamo sentiti ripetere questa frase in campagna elettorale, da questo o quel politico di questo o di quel partito, di questo come di ogni governo che si è succeduto in Italia dal 1978 ad oggi?

“E’ urgente restituire dignità giuridica alla vita nascente e facilitare l’adozione dal concepimento, fornendo informazioni chiare, risposte concrete e sostegno medico, psicologico ed economico alle donne che si trovano in una situazione di vulnerabilità” perchè – almeno – si dia “una corretta applicazione della legge 194”.

Altro refrain di mille campagne elettorali e di promesse che – quando va bene – si traducono in proposte di legge scritte e confezionate, ufficialmente presentate e poi lasciate sole a se stesse in qualche commissione parlamentare.

Eppure, questa volta la politica ha voluto osare di più: un bella proposta di legge tutta nuova di zecca, con il copia ed incolla senza pagarne il copyright.

Il testo dal titolo “Disposizioni in materia di adozione del concepito” – firmato da Alberto Stefani della Lega e sottoscritto da una cinquantina di parlamentari leghisti -, presentato in Parlamento ai primi di ottobre e assegnato in commissione il 15 marzo scorso non è che il gemello diverso di una proposta di legge – ferma in Parlamento dal gennaio del 2017 – dal titolo “Disposizioni in materia di adozione del concepito”. Firmatari: Gian Luigi Gigli e Mario Sberna, deputati nella XVII legislatura, entrambi eletti per “Scelta Civica con Monti”, poi conlfuiti nel movimento e gruppo parlamentare “Democrazia Solidale – Centro Democratico”, con Lorenzo Dellai e Andrea Olivero.

Bastano due click sul web e verificarlo di persona


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Il concepito diventerà soggetto giuridico?

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La Lega propone un piano per diminuire il numero degli aborti in Italia. Come? Puntando sulle adozioni.

Il partito di Matteo Salvini ha presentato alla Camera una proposta di legge (primo firmatario Stefani, deputato vicino al ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana) sottoscritta da una cinquantina di parlamentari “in cui non si chiede di rimuovere la 194, ma di riconoscere ‘soggettività giuridica al concepito’ al fine dell’adozione e di mettere in relazione già al momento della gravidanza famiglia del concepito con quella che potrebbe adottarlo.

In realtà, si sta parlando – ad oggi – di una proposta di legge depositata in data 04 Ottobre 2018 dal titolo “Disposizioni in materia di adozione del concepito” (1238), assegnata alle Commissioni riunite II Giustizia e XII Affari sociali in sede Referente il 15 marzo 2019. Dunque, un testo che è ancora agli inizi del lungo iter previsto prima di potere approdare al voto deliberativo (e non è affatto scontato che giunga fino a tale approdo).

La Lega di Salvini ha ora in mano una formidabile arma per sostenere nei fatti la tutela della vita fin dal concepimento senza ingaggiare un corpo a corpo durissimo contro la Legge 194 e il totem che essa rappresenta. Una formidabile arma rivoluzionaria, perchè – se approvata – significherebbe sancire nero su bianco l’evidenza e cioè riconoscere soggetività giuridica al concepito e quindi riconoscere giuridicamente come persona l’embrione.


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#Intervista con Chiara Colosimo

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L’iniziale quiproquo occorso giorni fa su questa pagina tra un nostro articolista e la consigliera regionale di Fratelli d’Italia per il Lazio è maturato in una conversazione pacata e articolata. Al riconoscimento degli indiscutibili meriti personali e politici della giovane consigliera restano vicine
le distanze su alcuni temi fondamentali. E ammette: «Questo centrodestra va insieme a giorni alterni».

Chiara Colosimo, classe 1986, consigliere regionale del Lazio, eletta per la seconda volta con le votazioni del 4 marzo 2018 nella lista di Fratelli d’Italia: vice presidente della Commissione affari costituzionali e statutari, affari istituzionali e antimafia e componente della VII commissione sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare.

Dai banchi dell’opposizione, la giovane esponente di Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di legge dal titolo inequivocabile: “Riconoscimento e tutela del diritto alla sepoltura dei bambini mai nati”.

“Sono sicura che questa proposta di legge verrà discussa entro l’anno. So bene di essere all’opposizione e che con soli tre consiglieri di Fratelli d’Italia e due di Forza Italia non possiamo immaginare una approvazione da parte di esponenti di sinistra che provengono dai Centri Sociali o da movimenti femministi post sessantottini. Tuttavia, ho alle spalle una positiva esperienza sul tema dell’autismo, per il quale tutto il consiglio regionale ha approvato all’unanimità una proposta di legge che ho presentato. Auspicherei lo stesso percorso. Vede, ci vuole buon senso. Qui non si tratta di attaccare la legge 194, non si tratta di cancellare il diritto di abortire: si tratta di rispettare la dignità della vita in ogni sua forma. Sono due piani distinti. E lo sostengo da cattolica che ha scelto l’impegno in politica”.


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Posted in #Storie #vita

Prometto di esserti fedele sempre

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Nel giorno del matrimonio non hai messo bene a fuoco la promessa che ti stai assumendo e – forse – è proprio una certa dose di sana incoscienza che ci permette di pronunciare quel “sì”.

E’ quando cominci a camminare insieme che ne scopri la libertà. Puoi decidere di rimangiarti tutto e chiudere la porta. Puoi rassegnarti a vivere tutti i giorni della tua vita con una persona che non riesci più a sopportare. Puoi scoprire con stupore e gioia che si può vivere così come hai promesso quel giorno.

Karl Von Schwarz, 85 anni, e sua moglie Donna, 82, hanno il cuore giovane come allora, quando nel 1956 decidono di sposarsi. Si conoscono da sempre, fidanzati alle superiori, da quel giorno del fatidico “sì” si sono trasferiti a Youngstown, nell’Ohio, dove hanno vissuto sempre fianco a fianco, senza spararsi neppure per una giornata.


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