#Lambert: via da questo ospedale

 

“Il Dr. Sanchez non può più prendersi cura di Vincent Lambert”.

Lo ha dichiarato Jean Paillot il 21 maggio 2019 a “France Info”.

Secondo Paillot, uno degli avvocati dei genitori di Vincent, il medico di Lambert “voleva scavalcare” le misure provvisorie “ordinate dal Comitato delle Nazioni Unite”.

Jean Paillot evidenzia lo “sconcertante sconforto” opposto alla Corte d’Appello.

“State chiedendo il trasferimento di Vincent Lambert in un altro ospedale?”, chiede il giornalista.

“Questo è ciò sul quale ci stiamo preparando.

Il Dottor Sanchez non può più prendersi cura di Vincent Lambert. Ha iniziato a mettere fine alla vita di Vincent Lambert senza autorizzazione legale.

Gli è stato detto per tutto il tempo che la sua decisione non corrispondeva ai termini di legge, in base alle misure provvisorie ordinate dal Comitato delle Nazioni Unite.

Voleva ignorarlo, pensando di avere il sostegno del Ministero della Salute.

La Corte d’Appello di Parigi si è opposta a un pungente disconoscimento di questo modo di fare le cose.

Oggi la legge è rispettata. Le misure provvisorie richieste dalle Nazioni Unite sono state prese ora in seria considerazione”.

“Che cosa farete se la moglie di Vincent Lambert si opporrà al trasferimento che state reclamando?”, chiede il giornalista.

“Non si rende conto che se Vincent fosse trasferito in un istituto specializzato nel prendersi cura di persone con la sua stessa disabilità, Vincent sarebbe trattato molto meglio di quanto non sia ora in una unità di cure palliative – aggiunge Paillot -.

Noi ci si sta occupando di Vincent Lambert come si dovrebbe fare.

Questo è un problema che non risale ad oggi, ma al momento nel quale Lambert ha messo piede in questo reparto dell’Ospedale universitario di Reims.

Questo reparto non è adatto.

L’assistenza prestata a Vincent Lambert è solo l’assistenza infermieristica, mentre dovrebbe avere diritto ad un numero di trattamenti elencati in una circolare del 2002 che si applicano a tali pazienti”.

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Author: Davide Vairani

Sono nato il 16 maggio del 1971 a Soresina, un paesino della bassa cremonese.
Peccatore da sempre, cattolico per Grazia.
Se oggi sono cattolico lo devo ad un incontro fondamentale con don Luigi Giussani che mi ha educato a vivere.

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