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“Easter Worshippers”, adoratori della Pasqua

“Easter Worshippers”. Letteralmente “adoratori della Pasqua”, come ci dice il Cambrige Dictionary, suggerendone l’utilizzo per indicare nella sostanza “fedeli che si recano in Chiesa per le celebrazioni pasquali”, insomma “cristiani”.

In realtà, a nessuno nel mondo anglosassone passarebbe per la testa di ricorrere ad un tale bizzarro ed ambiguo accostamento di termini: “Christians”, molto più semplice e chiaro.

Non staremmo qui a discettare di semantica, se non fosse per il bailamme che ha scatenato sui social la scelta di utilizzare tale locuzione  da parte di Barack Obama e Hillary Clinton – in due tweet a breve distanza temporale l’uno dall’altro – per commentare l’atroce strage di matrice islamista compiuta in Sri Lanka.

“Easterworshippers”adoratori della Pasqua, suona un po’ come “adoratori” di un culto primitivo, esotico, eccentrico, minoritario, come un insieme di persone da guardare con distacco misto a curiosità.

Perchè – dunque – l’ex presidente degli Stati Uniti, Obama, e la quasi presidente USA, Illary Clinton, hanno scelto proprio questa locuzione, in una occasione oltrettutto tragica e in un contesto temporale così importante per i cristiani quale è la Pasqua?

Non lasciamoci trascinare dalle spiegazioni (apparentemente) più semplici, perchè la realtà è più complessa della nostra esigenza di rendere tutto smart.

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Utero in affitto, dalla CEDU un’operazione mirata

Il parere emesso dalla Corte europea dei diritti umani (Cedu) in data 10 aprile 2019 – per quanto formalmente di natura consultiva – ha il sapore di una operazione mirata a costringere gli Stati membri – nei quali giuridicamente la pratica dell’utero in affitto è vietata ed è un reato – a legittimarla.

Un’operazione squisitamente politica, che non compete affatto alla Corte di Strasburgo.

Operazione molto pericolosa, perchè capace di innescare effetti a catena in molti stati europei laddove potenti lobby e partiti politici spingono per legittimare una pratica abominevole quale l’utero in affitto.

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Il triplete de La7 sull’utero in affitto

Non erano bastate – evidentemente – due interviste a Nichi Vendola: l’emittente “La7” fa il triplete, con lo show di Monica Cirinnà a stretto giro di boa.

Occorre aprire, anzi spalancare, la finestra di Overton, affinchè ciò che era impensabile solo fino a qualche decennio si tramuti in normalità di pensiero comune.

Non si tratta di complottismo: non esiste una regia unica e occulta che tiri i fili dietro le quinte. Non siamo in un film di fantascienza e nemmeno in un romanzo distopico (anche se le atmosfere anguste ci sono tutte).

Se così fosse, per paradosso potremmo nutrire la speranza di tornare ad essere umani: se il nemico fosse un unico Grande Fratello, scoperchiato l’inganno, sarebbe molto più semplice abbatterlo e sostituirlo con una Grande Regia del Bene.

Ci troviamo – al contrario – in una sorta di “guerra mondiale a pezzi” condotta sul piano antropologico ed etico, nella quale i meccanismi comunicativi giocano un ruolo decisivo.

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Nichi Vendola: mente sapendo di mentire

Nichi Vendola, giacca e cravatta, non brandisce cartelli e non incita con slogan, parla con pacatezza.

Sotto i riflettori degli studi di La7, rilascia due interviste, a breve distanza l’una dall’altra e tra loro collegate: da Corrado Formigli – una ventina di minuti – per “Piazza Pulita”, puntata del 28 marzo 2019: da Myrta Merlino, poco più di sei minuti, “Aria che Tira”, puntata del 03 aprile 2019.

Le date non sono scelte a caso. Il 28 marzo si stava per girare il ciak di “quell’adunanza di spettri, pomposi come i restauratori dell’ancien regime del Congresso di Vienna del 1815” – come affettuosamente definito il Congresso mondiale delle famiglie di Verona da Michele Santoro.

Da un punto di vista mediatico, Vendola buca molto di più delle contro-manifestazioni veronesi del “love is love” pensiero.

Le piazze non hanno l’obiettivo di convincere qualche dubbioso, ma di confermare una identità per chi i dubbi non se li pone. Sia per chi vi partecipa che per chi le osserva da spettatore non rappresentano altro che occupare uno spazio pubblico, sul piano fisico e culturale. Un po’ come per i cani – mi si perdoni il paragone – che per affermare il proprio dominio territoriale urinano attorno al perimetro che ritengono di loro proprietà.

Nichi Vendola – giacca e cravatta – non ha ospiti a fargli da contro altare e la sua narrazione di fronte a giornalisti più o meno compiacenti si fa persuasiva. E – dunque – per questo più efficace.

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Adozione prenatale. La legge era di SC (ma Salvini la blocca)

“Rimettere al centro dell’agenda politica di questo Paese il diritto alla vita dei bambini”.

Quante volte ci siamo sentiti ripetere questa frase in campagna elettorale, da questo o quel politico di questo o di quel partito, di questo come di ogni governo che si è succeduto in Italia dal 1978 ad oggi?

“E’ urgente restituire dignità giuridica alla vita nascente e facilitare l’adozione dal concepimento, fornendo informazioni chiare, risposte concrete e sostegno medico, psicologico ed economico alle donne che si trovano in una situazione di vulnerabilità” perchè – almeno – si dia “una corretta applicazione della legge 194”.

Altro refrain di mille campagne elettorali e di promesse che – quando va bene – si traducono in proposte di legge scritte e confezionate, ufficialmente presentate e poi lasciate sole a se stesse in qualche commissione parlamentare.

Eppure, questa volta la politica ha voluto osare di più: un bella proposta di legge tutta nuova di zecca, con il copia ed incolla senza pagarne il copyright.

Il testo dal titolo “Disposizioni in materia di adozione del concepito” – firmato da Alberto Stefani della Lega e sottoscritto da una cinquantina di parlamentari leghisti -, presentato in Parlamento ai primi di ottobre e assegnato in commissione il 15 marzo scorso non è che il gemello diverso di una proposta di legge – ferma in Parlamento dal gennaio del 2017 – dal titolo “Disposizioni in materia di adozione del concepito”. Firmatari: Gian Luigi Gigli e Mario Sberna, deputati nella XVII legislatura, entrambi eletti per “Scelta Civica con Monti”, poi conlfuiti nel movimento e gruppo parlamentare “Democrazia Solidale – Centro Democratico”, con Lorenzo Dellai e Andrea Olivero.

Bastano due click sul web e verificarlo di persona

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Il concepito diventerà soggetto giuridico?

La Lega propone un piano per diminuire il numero degli aborti in Italia. Come? Puntando sulle adozioni.

Il partito di Matteo Salvini ha presentato alla Camera una proposta di legge (primo firmatario Stefani, deputato vicino al ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana) sottoscritta da una cinquantina di parlamentari “in cui non si chiede di rimuovere la 194, ma di riconoscere ‘soggettività giuridica al concepito’ al fine dell’adozione e di mettere in relazione già al momento della gravidanza famiglia del concepito con quella che potrebbe adottarlo.

In realtà, si sta parlando – ad oggi – di una proposta di legge depositata in data 04 Ottobre 2018 dal titolo “Disposizioni in materia di adozione del concepito” (1238), assegnata alle Commissioni riunite II Giustizia e XII Affari sociali in sede Referente il 15 marzo 2019. Dunque, un testo che è ancora agli inizi del lungo iter previsto prima di potere approdare al voto deliberativo (e non è affatto scontato che giunga fino a tale approdo).

La Lega di Salvini ha ora in mano una formidabile arma per sostenere nei fatti la tutela della vita fin dal concepimento senza ingaggiare un corpo a corpo durissimo contro la Legge 194 e il totem che essa rappresenta. Una formidabile arma rivoluzionaria, perchè – se approvata – significherebbe sancire nero su bianco l’evidenza e cioè riconoscere soggetività giuridica al concepito e quindi riconoscere giuridicamente come persona l’embrione.

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#Intervista con Chiara Colosimo

L’iniziale quiproquo occorso giorni fa su questa pagina tra un nostro articolista e la consigliera regionale di Fratelli d’Italia per il Lazio è maturato in una conversazione pacata e articolata. Al riconoscimento degli indiscutibili meriti personali e politici della giovane consigliera restano vicine
le distanze su alcuni temi fondamentali. E ammette: «Questo centrodestra va insieme a giorni alterni».

Chiara Colosimo, classe 1986, consigliere regionale del Lazio, eletta per la seconda volta con le votazioni del 4 marzo 2018 nella lista di Fratelli d’Italia: vice presidente della Commissione affari costituzionali e statutari, affari istituzionali e antimafia e componente della VII commissione sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare.

Dai banchi dell’opposizione, la giovane esponente di Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di legge dal titolo inequivocabile: “Riconoscimento e tutela del diritto alla sepoltura dei bambini mai nati”.

“Sono sicura che questa proposta di legge verrà discussa entro l’anno. So bene di essere all’opposizione e che con soli tre consiglieri di Fratelli d’Italia e due di Forza Italia non possiamo immaginare una approvazione da parte di esponenti di sinistra che provengono dai Centri Sociali o da movimenti femministi post sessantottini. Tuttavia, ho alle spalle una positiva esperienza sul tema dell’autismo, per il quale tutto il consiglio regionale ha approvato all’unanimità una proposta di legge che ho presentato. Auspicherei lo stesso percorso. Vede, ci vuole buon senso. Qui non si tratta di attaccare la legge 194, non si tratta di cancellare il diritto di abortire: si tratta di rispettare la dignità della vita in ogni sua forma. Sono due piani distinti. E lo sostengo da cattolica che ha scelto l’impegno in politica”.

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Hastag | Fontana, adesso anche basta

Attilio Fontana, candidato dalla Lega come successore di Maroni, ha vinto le elezioni nel marzo 2018 e si è insediato alla guida della giunta regionale lombarda nell’aprile 2018, dieci mesi fa.

In dieci mesi, scelte pesanti che sui temi etico-antropologici sembrano delineare una agenda politica improntata ai falsi miti di progresso.

A livello nazionale, i silenzi della Lega su temi quali eutanasia ed utero in affitto non fanno che rafforzare la domanda: dove sta andando il centro-destra?

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