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Sul tema della sepoltura dei feti

In Italia, i “prodotti abortivi” vengono smaltiti come rifiuti speciali ospedalieri e avviati alla termodistruzione: niente sepoltura.

Unica eccezione – fino a ieri – la Lombardia, nella quale tutti i prodotti del concepimento (anche quelli di età inferiore alle 20 settimane) venivano avviati all’interramento, indipendentemente dalla settimana di gestazione o dal fatto che la madre lo richiedesse o meno. Normativa abbattuta in Consiglio Regionale da una proposta di legge di riordino in materia funeraria, fortemente voluta dal consigliere Simona Tironi (Forza Italia). In Regione Lazio, il consigliere Colosimo di Fratelli d’Italia presenta una proposta di legge per introdurre esattamente ciò che in Lombardia hanno deciso di abolire.

Curioso il quadro che ne esce.

Dove governa da vent’anni – in Lombardia -, il centro-destra torna indietro; in Regione Lazio – governata dal futuro segretario nazionale del Pd, Zingaretti – Fratelli d’Italia vuole realizzare esattamente ciò che gli stessi colleghi lombardi hanno abrogato all’unanimità, pur sapendo che ciò non accadrà mai.

Dov’erano i consiglieri regionali della Meloni (e del centro-destra) quando stavano in maggioranza con il governatore Renata Polverini (IX legislatura, 2010-2013, PdL-UdC-La Destra)?

Esattamente come non accadrà mai a livello nazionale, almeno fino a quando continuerà ad esistere questo governo giallo-verde, che sui temi etico-antropologici sta facendo passi indietro grazie al silenzio di Salvini e della sua Lega.

Insomma, scene alle quali ci stiamo abituando in quel del centro-destra (o di ciò che ne rimane).

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Arriverà il momento per riaprire un nuovo dibattito sull’aborto?

All’interno del cimitero del Laurentino c’è il “Giardino degli angeli” – voluto dal Comune di Roma e inaugurato nel 2012 -, unʼarea dedicata ai bambini non nati per un aborto volontario oppure naturale.

Papa Francesco ha voluto andarci, dopo avere celebrato al Laurentino la Santa Messa per la commemorazione dei defunti. Bergoglio è il primo Papa in visita al Cimitero Laurentino.

Il Pontefice passeggia per alcuni minuti tra le piccole tombe dei “piccoli angeli”, in silenzioso raccoglimento, deponendo anche un diversi mazzi di fiori sulle lapidi.

Poi, il saluto ad alcune famiglie in un momento di forte commozione.

E’ lo stesso Pontefice che poco più di venti giorni prima aveva detto: “Io vi domando: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema?”.

E ancora, le parole più dure: “È come affittare un sicario”.

“Tutto il male operato nel mondo si riassume in questo: il disprezzo per la vita. La vita è aggredita dalle guerre, dalle organizzazioni che sfruttano l’uomo, leggiamo sui giornali o vediamo sui telegiornali tante cose, dalle speculazioni sul creato e dalla cultura dello scarto, e da tutti i sistemi che sottomettono l’esistenza umana a calcoli di opportunità, mentre un numero scandaloso di persone vive in uno stato indegno dell’uomo. Questo è disprezzare la vita, è uccidere”.

In quella occasione, Papa Francesco si è soffermato a lungo sull’aborto, parlando del comandamento “Non uccidere”.

Ha parlato in particolare dell’aborto terapeutico, e ha affermato: “Ogni bambino malato è un dono”. “La violenza e il rifiuto della vita – ha osservato – nascono in fondo dalla paura. L’accoglienza dell’altro, infatti, è una sfida all’individualismo”.

“Pensiamo – ha continuato il Papa – a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave.  

I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza”.

“Un bimbo malato – ha insistito Bergoglio – è come ogni bisognoso della terra, come un anziano che necessita di assistenza, come tanti poveri che stentano a tirare avanti: colui, colei che si presenta come un problema, in realtà è un dono di Dio che può tirarmi fuori dall’egocentrismo e farmi crescere nell’amore”.

“La vita vulnerabile – ha poi concluso – ci indica la via di uscita, la via per salvarci da un’esistenza ripiegata su sè stessa e scoprire la gioia dell’amore”.

Toni e contenuti che aveva usato nel giugno scorso incontrando il Forum delle Famiglie:

“Il secolo scorso – disse – tutto il mondo era scandalizzato per quello che facevano i nazisti per curare la purezza della razza. Oggi facciamo lo stesso ma con i guanti bianchi: è di moda, abituale, quando in gravidanza si vede che forse il bambino non sta bene o viene con qualche cosa: la prima offerta è `lo mandiamo via?´ L’omicidio dei bambini. Per risolvere una vita tranquilla si fa fuori un innocente”.

In Italia ci sono circa 21 cimiteri di questo tipo, ad ogni nuova apertura si solleva la polemica, perché i bambini non nati non sono solo quelli morti nel grembo spontaneamente, ma anche quelli abortiti volontariamente.

Non hanno un nome, né un volto, ultimi fra gli ultimi, dimenticati nell’abisso della storia.

Chi rivendica il diritto all’aborto vede in questi cimiteri una mancanza di rispetto nei confronti delle donne che hanno dovuto o voluto abortire, ma come la mettiamo per quel bambino che, di fatto, ha pagato il prezzo più alto? Se gli è stato tolto il diritto di nascere ha almeno il diritto di essere sepolto e di ricevere un ricordo in questo giorno di silenzio?

Mi ricordo quando, il 7 maggio 2010, ci fu il primo corteo funebre di un “piccolo angelo” nella mia Cremona. I viali del cimitero finirono sotto i riflettori e furono sommersi dalle polemiche.

Dal maggio 2010 è stata piantata una lapide per ogni mese con la stessa scritta: “O Maria, di tutti i viventi, noi ci affidiamo a te”.

Segno che il bisogno di avere un luogo fisico dove venire esiste.

Dietro l’aborto esiste sempre un dramma nascosto, dramma che non solo va sempre rispettato, ma soprattutto accolto. Così come vanno accolti i “bimbi non nati”.

Non si può fronteggiare e convivere con il dolore, se non affrontando la realtà, senza pre-giudizi o ideologia.

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Sgreccia: “Necessaria una campagna internazionale per l’abolizione dell’#aborto”

Cardinale Elio Sgreccia, Presidente Emerito della Pontificia Accademia per la Vita.

“Condivido pienamente quanto ha detto. Non possiamo mai dimenticare che la soppressione di un embrione è già un omicidio. La vita umana, infatti, comincia dal momento della fecondazione. Da quell’ istante si assume la dignità di essere umano e dunque persona e allora che si venga fatti fuori da embrione, a dieci anni, o cinquanta non cambia niente, è sempre un oltraggio alla vita e alla sua sacralità, un omicidio”.

Il Papa ha invocato il no alla scelta abortiva anche nel caso di bambini malformati o con gravi disabilità accertate…

“La malformazione non deve incidere sul rispetto alla vita. Anzi, in questi casi, che pur sono dolorosi, la vita ha bisogno di maggior sostegno e misericordia. Chi invece frettolosamente incoraggia ad abortire non rende un buon servizio. La donna e la famiglia, invece, dovrebbero essere sorrette in questi momenti e sostenute a non compiere tali scelte. In caso contrario, ricadiamo nella strage degli innocenti o quella infausta di regimi del passato”.

Sottoscrive dunque, le parole del Papa?

“Le condivido pienamente e le approvo. In un certo senso, la vera notizia è che queste affermazioni, scontate e chiare in ottica cattolica, siano diventate la notizia del giorno su alcuni media”.

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Verona: mozione “contro l’aborto”?

Titoloni ad effetto: il Consiglio comunale di Verona approva a maggioranza, 21 voti, la mozione “contro l’aborto”, cioè contro la legge 194/1978.

Ed è subito bufera. Il “caso” Verona diventa un “caso nazionale”.

Guai anche solo a nominare il totem dell’autodeterminazione della donna, la legge del “corpo è mio e me lo gestisco come voglio”. E poi doppia tragedia: tra quei 21 che hanno approvato la mozione di Alberto Zelger, della Lega Nord, c’è anche quello di Carla Padovani, capogruppo del Pd.

La mozione 434 impegna – davvero –  il Comune di Verona “contro l’aborto”? Falso.

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