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Papa Francesco: “annunciare il Vangelo ai piccoli e proteggerli dai lupi voraci”

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“Vorrei qui ribadire chiaramente: se nella Chiesa si rilevasse anche un solo caso di abuso – che rappresenta già di per sé una mostruosità – tale caso sarà affrontato con la massima serietà. Fratelli e sorelle: infatti nella rabbia, giustificata, della gente, la Chiesa vede il riflesso dell’ira di Dio, tradito e schiaffeggiato da questi disonesti consacrati. L’eco del grido silenzioso dei piccoli, che invece di trovare in loro paternità e guide spirituali hanno trovato dei carnefici, farà tremare i cuori anestetizzati dall’ipocrisia e dal potere. Noi abbiamo il dovere di ascoltare attentamente questo soffocato grido silenzioso”.

Nella Sala Regia, dopo la Santa Messa, Papa Francesco pronuncia un discorso a conclusione dell’Incontro su “La protezione dei minori nella Chiesa”.

Un nuovo Motu Proprio del Papa “sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili”, per “rafforzare la prevenzione e il contrasto contro gli abusi nella Curia Romana e nello Stato della Città del Vaticano”. Ad annunciarne l’imminente pubblicazione, durante l’ultimo briefing dell’incontro in Vaticano, è stato il moderatore, padre Federico Lombardi.

Il testo completo.


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Clero e abusi su minori: il Rapporto della Chiesa in Belgio

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Clero e abusi su minori: il Rapporto della Chiesa in Belgio di Davide Vairani #LaCroce quotidiano, 16 Febbraio 2019 La Chiesa belga e l’orrore degli…


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Il rischio di sprofondare nel moralismo

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Finalmente qualcuno che ha il coraggio della verità! Merce rara oggigiorno, anche dentro la Chiesa. Lo fa il Prof. Massimo Borghesi con un articolo pubblicato su “Il Foglio”, dal titolo: “Il dossier Viganò indurrà la chiesa a sprofondare nel moralismo” (06 settembre 2018).

Ricattata, l’Istituzione ecclesiastica si clericalizzerà ancora di più. Il vero scandalo è che non si parla più di Cristo. “Tanto le considerazioni di Ferrara quanto quelle di mons. Negri, dimostrano, nella loro preoccupazione, come il documento Viganò, lungi dal favorire la pulizia nella Chiesa, rischi di giocare un ruolo deviante – conclude il suo ragionare il Prof. Boghesi -. Deviante non tanto per la condanna di quanti sono implicati nella pedofilia, un’azione che continuerà con sempre maggior vigore. Quanto per la prospettiva missionaria, di annuncio del Cristo risorto, di speranza cristiana per i popoli nel tempo del nichilismo.

Una Chiesa ripiegata su di sé, concentrata nel leccarsi le ferite, timorosa a causa dei suoi peccati di fronte al mondo, ricattata e costretta ad auto-giustificarsi, non ha più la semplicità di offrirsi al mondo nella consapevolezza di essere una povera sgualdrina che deve tutto a Dio e nulla a sé stessa. Il clericalismo, lungi dall’essere superato, ne uscirà rafforzato”.

Ne pubblichiamo il testo completo, convinti che possa aiutare davvero chi vuole la verità.


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Posted in #Actuality

La cultura del sospetto non è l’anticamera della verità

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Amesso e non concesso che la narrazione di Mons. Vigano corrisponda alla verità di come si sono svolti i fatti (per altro tutta da dimostrare), è a partire da questa prova provata che viene costruito il teorema: Papa Francesco è rimasto silente troppo a lungo semplicemente perchè lui è il mandante, lui è in realtà il capo dei capi, il tessitore occulto della cupola di pederasti, pedofili, omosessuali che vuole occupare il potere per sovvertire la Chiesa di Cristo. E’ Papa Francesco il dominus che protegge “le reti di omosessuali, ormai diffuse in molte diocesi, seminari, ordini religiosi, ecc.”.

Di questo si tratta, allora, alla fine dei conti? Questo si vuole – davvero – dimostrare? Si è convinti – davvero – che sia l’omosessualità il cancro e non forse la spia di una endemica malattia? Si è convinti – davvero – che Papa Francesco sia il capo dei capi della cupola mafiosa assoldata dal demonio per sovvertire la Chiesa di Cristo?

“Francesco ha ragione – a mio avviso – nell’accusare il clericalismo e non l’omosessualità, ovvero la malattia e non uno dei sintomi: il problema è che a questa diagnosi ideale deve far seguito una terapia compatibile con la ‘cartella clinica’ del paziente, cioè della Chiesa stessa. E questa cartella clinica dice di una diffusione endemica del male. Il grande pubblico, con tutti i luoghi comuni sulla corruzione ecclesiastica, neppure immagina il grado di marcio che pervade questa Danimarca; gli stessi ‘cattolici impegnati’, quelli che s’informano e cercano di farsi un’opinione sui fatti di Chiesa, mi sembrano avere una percezione sottodimensionata del problema. Il clericalismo che rende i chierici autoreferenziali e pronti a sfuggire a ogni controllo – dalla base e dai vertici, perché così funziona una cordata – è presente nella Chiesa come il sospetto di una malattia venerea in una dark room”.
(“Omosessualità e clericalismo: per Francesco e per la Chiesa è l’ora della verità”, di Giovanni Marcotullio, “Breviarium”, 26 agosto 2018).

E allora di questo parliamo. In una prossima seconda puntata.


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