Tagged: #bioetica

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Giulia #Bovassi: una millennial speciale

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Giulia #Bovassi – classe 1991 – è una “millennial” che sfugge alle facili categorizzazioni. Studi e analisi ci mostrano lo spaesamento, le ansie e le paure del domani che annichiliscono intere generazioni nate e cresciute a cavallo tra il Novecento e il nuovo secolo, per questo definite “millennials”. Generazioni senza miti e senza ideali.

Giulia è diversa. Lo si capisce fin dalle prime parole con cui si scorrono le pagine del suo primo libro intitolato “L’eco della solidità. La nostalgia del richiamo tra antropologia liquida e postumanesimo”, IF PRESS 2017.

Un libro che vede la luce al termine del Master di primo livello in Consulenza Filosofica e Antropologia Esistenziale presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

La vedi in foto così minuta e quasi timida. Le apparenze ingannano: si nasconde una ragazza capace di scelte difficili e in contro-tendenza.

Una ragazza che possiede – tra le tante – una dote sempre più rara oggi: l’umiltà di porsi le domande esistenziali dell’umano e al tempo stesso la tenacia e la competenza per avventurarsi nella ricerca di risposte convincenti.

“L’eco della solidità” non è una passeggiata. Non si può leggere come un romanzo per capire come va a finire. Occorre la pazienza e il lusso di ritagliarsi tempo per ruminare i capitoli. Si può anche saltare da una parte all’altra, leggerlo dalla fine all’inizio, anche solo un capitolo. Ci troverete una miniera”. 

Era l’incipit della recensione che avevo scritto per #LaCroce quotidiano (vedi: “I Millennials non si perdono tutti dietro alle sirene”  )

Vi propongo un articolo che Giulia ha recentemente scritto per il Blog “Il Pensiero Forte”, dal titolo:“Fare o agire? Il caso dei gemelli nati modificati geneticamente”

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Francia, quadro instabile: la bioetica slitta a giugno

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Francia, quadro instabile: la bioetica slitta a giugno

di Davide Vairani
#LaCroce quotidiano, 17 novembre 2018

Dopo i rituali “stati generali”, previsti dalla stessa “Legge bioetica” con cadenza decennale in vista dell’aggiornamento della stessa, il governo Macron aveva dichiarato di poter procedere alla rivisitazione del testo legale entro la fine dell’anno solare.

In realtà l’ospite dell’Eliseo sta attraversando una crisi politica cui fa da sfondo l’emorragia dei consensi.

Così il Président prende tempo e spinge l’apertura del dibattito parlamentare alla fine della primavera.

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Legge bioetica, la Francia deve decidere

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Gli “Stati generali” hanno avuto luogo, protraendosi per mesi in tutto il Paese. I documenti finali non si sono sbilanciati, restando declinabili in senso estensivo o restrittivo, rispetto all’attuale stato della legislazione francese in merito di inizio- e fine-vita. Entro la fine dell’anno solare, però, l’esecutivo guidato da Emmanuel Macron – che in patria deve fronteggiare una forte crisi di consenso – dovrà comunque pronunciarsi quanto alla riforma dei testi.

Merce rara scovare sulle prime pagine dei quotidiani francesi voci dissonanti. Eppure ci sono. E non sono poche. E non sono solamente nel “perimetro cattolico”.

Più di 175 associazioni di volontariato che si occupano di cure palliative in Francia hanno recentemente messo in piedi un mini-sito multimediale: laviepaslamort.fr

Un invito a promuovere il sostegno alla vita fino alla fine e dire “no” all’eutanasia.

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Stop utero in #affitto, senza se e senza ma

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Lo chiedono alla comunità internazionale 250 organizzazioni senza scopo di lucro – molte di matrice femminista – di 18 Paesi (e il numero delle adesioni sale). Tutte hanno aderito al movimento che ha invitato all’Onu e ai governi di tutto il mondo una petizione di moratoria per proibire la maternità “a pagamento” in ogni sua forma. E’ stato il gruppo spagnolo Recav (Red Estatal contra el Alquiler de Vientres – Rete statale contro l’affitto di uteri) a convogliare su di sè questa rete globale contro l’utero in affitto. Poche le associazioni italiane, tutte di matrice femminista e “di sinistra”.

Non sarebbe male se per una volta – una sola volta – cattolici e laici avessero la sapiente umiltà di andare oltre i reciproci steccati e veti incrociati che impediscono di vedere quando una cosa è buona e giusta. A noi cattolici verrà chiesto conto non solo di ciò che abbiamo fatto, ma anche di ciò che avremmo potuto fare e non abbiamo voluto fare.

Lo chiedo a “La Croce” quotidiano, al “Popolo della Famiglia”, al “Forum Nazionale delle Associazioni Famigliari”, a “Generazione Famiglia”, al “Comitato Nazionale Difendiamo i Nostri Figli”, passando per le “ACLI” e la “Caritas”, lo chiedo a tutte le realtà del grande mondo cattolico impegnate nelle opere, ai parlamentari italiani, a tutte le donne e gli uomini di buona volontà: sostenete e diffondete questa petizione all’Onu.

Sarà la volta buona?

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Tutta questione di strategia politica

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“Ormai l’andazzo è chiaro, purtroppo: sui temi antropologici la Lega tace, per non mettere in pericolo l’alleanza di governo. Non sta facendo una battaglia politica, non vuole farla su questo terreno. Una scelta legittima, politicamente parlando, da parte della Lega, che vuole capitalizzare e consolidare il proprio consenso politico. Ma poi non mi si venga a dire che questo significa fermare le battaglie su questi temi, o avere la ‘pax bioetica’: il silenzio non è neutrale”.

Non posso che concordare sulle valutazioni espresse da Assuntina Morresi. Aggiungo. Non solo la Lega tace “sui temi antropologici”, “per non mettere in pericolo l’alleanza di governo”. Per la medesima ragione, la Lega tace anche sul “Fattore Famiglia”.

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