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Quella fascia da capitano dai colori arcobaleno

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Ecco allora che il calcio giocato si tinge dei colori dell’arcobaleno, combinandone la stravaganza dei colori con connotazioni politiche. Accade nella Bundesliga tedesca (l’equivalente della serie A per il calcio italiano) con la squadra del Wolfsburg. Il club tedesco ha deciso che in questa stagione calcistica userà una fascia con i colori dell’arcobaleno. L’idea è quella di creare un simbolo contro l’omofobia e mandare un segnale contro il razzismo. “Il nostro club – ha spiegato l’amministratore delegato Jörg Schmadtke – lotta affinché ci sia una maggiore tolleranza. Il nostro messaggio è che a noi la diversità piace”– come riportato dalla “Gazzetta dello Sport”. Dall’under 10 fino alla prima squadra, i capitani dei “Lupi” (il soprannome della squadra è “Die Wölfe”, in italiano i Lupi) giocheranno quindi tutti con la stessa fascia arcobaleno. Eppure al Wolfsburg c’è chi non condivide del tutto l’iniziativa. Si tratta del 20enne croato Josip Brekalo. Ed è subito polemica. “Il talento, quotatissimo in Germania, ha perfino messo like ad alcuni commenti di tifosi che si dicevano contrari alla decisione del Wolfsburg” – si legge sempre sulla “Gazzetta dello Sport”. Se qualcuno vuole vivere la sua vita in maniera diversa non è un problema, perché sono fatti suoi e io non sono nessuno per giudicare. Detto questo però non mi va di indossare un simbolo che difenda l’impostazione di vita di altre persone. Non penso di dover indossare la fascia.

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Croazia-Francia: lasciamo che sia solo una partita di fùubal

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In attesa della finalissima di domenica, sui social è un tripudio di fans scatenati pro-Croazia. Questa finalissima di calcio pare si stia trasformando in una sorta di derby tra “sovranisti e conservatori che tiferanno Croazia, squadra etnicamente compatta (con qualche eccezione serbo-croata) animata da forte patriottismo” e “immigrazionisti e solidaristi che tiferanno Francia, simbolo dell’Europa multiculturale e multirazziale. Nazionalisti contro inclusivisti”, come scrive Rodolfo Casadei. Dopo la notizia diffusa sui media circa la cattolicità dell’allenatore croato che porta con sè ad ogni partita un rosario in tasca, poi, il derby si connota di un’aurea persino mistico-escatoligica. Onestamente, lo confesso, mi appassiona assai poco un tale modo di interpretare il calcio … 

Anche perchè, se dovessi tifare usando le categorie interpretative sopra evidenziate, avrei seri problemi.  Ma – e forse troppi hanno la memoria corta – anche tifare Croazia non mi entusiasmerebbe troppo. Sarà perchè ricordo troppo bene che cosa accadde in quei territori solo una trentina di anni fa’.

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