Posted in #Actuality #VincentLambert

CEDU: nessuna pietà per #Vincent

Il 30 aprile 2019 la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) respinge la richiesta dei genitori di Vincent #Lambert.

“La Corte europea dei diritti dell’uomo ha appena rigettato la richiesta di provvedimenti provvisori presentata dai genitori di Vincent Lambert – si legge sul sito del Comitato “Je soutien Vincent” , sulla base del fatto che una decisione in merito è già stata emessa dalla medesima Corte in data 5 giugno 2015, nonostante la natura delle rimostranze oggi siano radicalmente differenti”.

La questione è politica e l’unica speranza per Vincent si gioca sullo scacchiere internazionale.

Ci sarà qualche stato che avrà il coraggio di battere i pugni sui tavoli della politica europea, prima che l’eutanasia di persone disabili diventi di fatto legalizzata in Francia?

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Posted in #Gender&company #LaCroce

Utero in affitto, dalla CEDU un’operazione mirata

Il parere emesso dalla Corte europea dei diritti umani (Cedu) in data 10 aprile 2019 – per quanto formalmente di natura consultiva – ha il sapore di una operazione mirata a costringere gli Stati membri – nei quali giuridicamente la pratica dell’utero in affitto è vietata ed è un reato – a legittimarla.

Un’operazione squisitamente politica, che non compete affatto alla Corte di Strasburgo.

Operazione molto pericolosa, perchè capace di innescare effetti a catena in molti stati europei laddove potenti lobby e partiti politici spingono per legittimare una pratica abominevole quale l’utero in affitto.

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Posted in #AsiaBibi #Catholicon

E l’Europa “consegna” Asia #Bibi ai fondamentalisti

Corte dei Diritti Umani di Strasburgo: va bene utilizzare Gesù e Maria ad uso pubblicitario, mentre è vietato criticare Maometto.

Ha ragione Giulio Meotti quando su “Il Foglio” commenta:

“In pratica, i giudici di Strasburgo hanno incorporato le norme sulla ‘blasfemia’ in vigore nell’islam, la stessa accusa per cui Asia Bibi è in carcere e gli islamisti vorrebbero spedirla al patibolo (anche Asia era stata accusata da alcune donne di aver ‘offeso Maometto’). La stessa Corte europea dei diritti dell’uomo aveva difeso l’uso dei simboli religiosi cristiani nelle pubblicità e aveva condannato la Lituania perché aveva multato un’azienda che si era servita di Gesù e Maria per vendere vestiti. In quella sentenza di Strasburgo si legge che la Corte ritiene che ‘la libertà di espressione costituisce uno dei fondamenti essenziali di una società democratica’. Essa, inoltre, ‘si estende a idee che scioccano, offendono o disturbano'”.

Per la Corte dei diritti umani farsi beffe dei simboli cristiani è parte di una sana vita democratica, mentre i simboli dell’islam sono intoccabili.

Pare che vada bene così, dato che ad oggi non si registrano prese di posizione significative ne da parte dei maitre a penser  ne da parte delle istituzioni e nemmeno da parte di esponenti della Chiesa cattolica.

A confronto, la querelle della pubblicità dei jeans con l’immagine di Gesù e Maria appare una bagatella.

Capisco il politically correct, la prudenza e la geo-politica.

Ma a tutto c’è un limite.

Questa volta, non si può stare in silenzio e non gridare la verità.

Stride il fatto che con la mano destra ci si stracci le vesti per la sorte di Asia #Bibi e con la sinistra si faccia come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia per non vedere la realtà.

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