Tagged: #educazione

Ecco come distruggiamo la mente dei nostri figli

Condividi

Troppo spesso i genitori mi portano i loro figli emotivamente avviliti, psicologicamente affranti, demotivati e senza più la minima autostima di se stessi. Arrivano da me dicendomi che il loro bambino o la loro bambina ha difficoltà nello studio; che piange perché non vuole studiare; che non vuole andare a scuola. Me li portano dicendomi che l’insegnante gli ha detto che sicuramente ha qualche problema cognitivo, e quando arrivano da me hanno già fatto percorsi con il logopedista e il più delle volte, il medico, gli ha certificato un ritardo nell’apprendimento.
Ma sapete una cosa? Nel 99% dei casi, il bambino o la bambina non ha niente, recuperando nel giro di un anno scolastico tutte le carenze! Mi sono chiesta più volte se voi vi foste mai domandati come reagiscono i vostri figli a tutte queste chiacchiere non vere sulla loro capacità di apprendimento.

Condividi

Emergenza educativa

Condividi

Ci troviamo di fronte a una popolazione giovanile e non, che pensa e agisce sotto l’effetto di una sostanza stupefacente che modifica la relazione, le emozioni, le attese, i sentimenti. Spesso siamo di fronte a una persona ‘rifatta psicologicamente’ che può illuderti, deluderti, aggredirti improvvisamente, compromettere i risultati familiari, aziendali, lavorativi, professionali ottenuti attraverso il tempo, i sacrifici. Incappi in una persona a cui hai affidato le tue cure mediche, la tua difesa legale, i tuoi risparmi, ma soprattutto la tua fiducia che ti tradisce, ti manda in rovina. L’uso di questa sostanza eccitante che compromette l’equilibrio ti mette in condizione di non sapere con chi passi la serata e scambi alcune effusioni affettive. Non solo. Imbocchi l’autostrada per recarti al mare o in montagna con la tua famiglia e rimani travolto in un incidente da un imbecille che ha fatto il ‘pieno’ di cocaina prima di partire. Se per questo tossico qualcuno finisce al cimitero invece che in una stazione balneare, c’è poco da tollerare, da banalizzare il problema.

Abbiamo forse smesso di far pensare i nostri ragazzi e giovani sul bene della loro salute, sul senso del vivere?

Condividi