Posted in #VincentLambert politica

I congiurati della ‘dolce morte’ uccidono solo d’estate

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Rimane come un mistero che – incrociando le date – solo d’estate si compiano le sentenze dei congiurati della “dolce morte”.

Di giovedì del 21 giugno nell’Anno del Signore 2017 Inés Afiri, 14 anni, fu condannata a morte nell’ospedale di Nancy, nell’Est francese.

Da allora abbiamo imparato presto a conoscere a memoria il protocollo medico-giudiziario che, come un libro scritto male, avrebbe ripetuto stancamente un finale già scritto fin dalle prime righe: Isaiah Haastrup, Charles Matthew William, Gard Alfie Evans

Domani sarà probabilmente il turno di Vincent Lambert. I congiurati della “dolce morte” questa volta hanno deciso che dovesse essere la volta di un uomo adulto, 43 anni, francese, per cambiare strategia. I bimbi fanno sempre tenerezza e si crea con molta facilità empatia con le loro storie di dolore.

E allora tutto diventa più complicato, perchè l’opinione pubblica si mobilita in ogni dove e così i protocolli di morte rallentano la loro inesorabile marcia, si sfarinano nel tempo, con il rischio che possano anche saltare.

Con Vincent tutto questo non può succedere. Chi vuoi che si mobiliti per difenderne il diritto alla vita?

Domani, lunedì 25 giugno, la Corte di Cassazione francese – in seduta plenaria – dovrà decidere.

Domani sarà l’ennesima farsa, molto probabilmente l’ultima di questa assurda contesa medico-giudiziaria. Hanno già deciso che Vincent Lambert deve morire. E sarà solo questione di tempo.

I congiurati della “dolce morte” uccidono solo d’estate.


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Posted in #VincentLambert media

Per #Lambert lunedì una tragica farsa

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Quantomeno singolare il fatto che colui che lunedì avrà un notevole peso nel condizionare l’ago della bilancia decida – quattro giorni prima – di fare sapere pubblicamente i contenuti della tesi che il medesimo andrà a sostenere in un dibattimento delicato nel quale si giocherà la vita o la morte di una persona.

E’ come se in una finale del campionato del mondo l’arbitro designato a dirigere la partita dichiari pubblicamente che farà vincere una delle due squadre contendenti.

Verrebbe deferito e squalificato immediatamente e sostituito da un altro arbitro per garantire la massima imparzialità.

Tutto abbiamo visto in questi sei anni di battaglie legali tranne che imparzialità.

Lunedì assisteremo all’ennesima e forse ultima farsa di un giudizio già preso e scritto da tempo: Vincent deve morire.

Il resto è chiacchiera da azzeccagarbugli.


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Posted in #LaCroce #VincentLambert

L’affaire #Lambert e il piano inclinato

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Il progetto di legge sulla bioetica dovrebbe essere presentato ufficialmente il prossimo 26 luglio, data dell’ultimo incontro di gabinetto del governo francese dell’anno scolastico. Il progetto di legge sarebbe stato calendarizzato congiuntamente dal Ministro della giustizia e dal Ministro della salute francesi, secondo quanto riportato dal quotidiano “La Croix”.

Il caso Lambert viene utilizzato in Francia come cavallo di Troia per dimostrare che la legge attuale debba essere cambiata proprio nel nome della dignità della persona e della qualità della sua vita.

Vincent Lambert è il simbolo di una palese ingiustizia, non per il fatto che un uomo gravemente disabile venga condannato a morire di fame e sete, ma per il motivo che nulla di scritto esista in merito alle sue reali volontà di scelta.

Il fatto che sia disabile, cerebroleso, depresso o realmente in fine vita oppure trattasi di una persona che per mille motivi sia giunto alla conclusione ponderata che non valga più la pena vivere non appare elemento sostanziale e dirimente.

Il fattore essenziale è il diritto alla libertà di scelta palesemente violato.


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E’ la politica, bellezza, e tu non puoi farci niente

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Il governo francese mostra i muscoli: si oppone alla decisione della Corte d’appello di Parigi del 20 maggio scorso relativa alla ripresa dei trattamenti di Vincent Lambert.

Obiettivo: la Corte Costituzionale francese “stabilisca definitivamente” le questioni di diritto sollevate dalla Corte d’appello di Parigi, per “porre fine all’incertezza giuridica”.

L’ultima mossa dell’esecutivo francese sembra volere politicizzare il caso come mai prima, suscitando pure il sospetto che certi ambienti della maggioranza macroniana non considerino il destino di Lambert come una vicenda totalmente disgiunta rispetto all’agenda governativa sul fronte bioetico, che prevede in particolare, a luglio, la presentazione in Consiglio dei ministri di una nuova bozza di legge estremamente controversa.

Lo sostiene Bertrand Vergely, scrittore e teologo francese, in una intervista ad “Atlantico”.

“Quando ci si misura con l’affaire Vincent Lambert, emergono essenzialmente due livelli di giudizio e di valutazione – scrive -. Il primo riguarda la sostanza, il secondo il sentire della società francese”.


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Posted in #Catholicon #VincentLambert

Alimentazione e idratazione

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Questa impostazione ha, dal punto di vista filosofico, un grande rilievo perché, al di là dell’autorevolezza della fonte, mette in campo argomenti che non richiedono alcuna pre-comprensione religiosa.

Il riferimento non è al concetto di ‘sacralità’ della vita, ma a quello di dignità della persona umana e quindi si pone nel contesto di una categoria particolarmente cara all’etica cosiddetta ‘laica’ del Novecento.

L’attuale Nota introduce due ulteriori elementi di riflessione: il rischio che prevalgano il criterio della cosiddetta qualità della vita – che è solitamente pensato in termini di soggettiva valutazione del valore dell’esistenza – e quello, politico – sociale, legato alla “cultura dello scarto”.

In una società della prestazione, dove il valore dell’umano è posto nell’efficienza, risulta difficile apprezzare, valorizzare e tutelare coloro che, per malattia, età, condizioni sociali rischiano di essere considerati un “peso”, un “fardello” ma, anche, un monito profetico nei confronti dei sani.

In questo momento storico, la drammatica vicenda umana di Vincent Lambert, ci richiama non soltanto a un supplemento di riflessione, ad una passione umana attenta, ma anche alla concreta traduzione del riferimento ai valori e ai principi etici in concrete politiche di sostegno, economico, culturale e sociale di coloro che, famigliari, amici, operatori sanitari e medici, si prodigano nel garantire un’assistenza che sia sempre all’altezza dell’intrinseco valore della persona umana, specialmente in tutte le condizioni in cui rischia di essere abbandonata alla sua fragilità.


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L’affaire #Lambert e la macchina del fango

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Li abbiamo lasciati così dieci giorni fa, tirando tutti noi un sospiro di sollievo, come se fosse stata vinta la lunga battaglia per la vita di Vincent Lambert.

L’Ospedale di Reims ha eseguito la decisione del tribunale, ha sospeso la procedura di sedazione profonda e continuativa e – oggi – Vincent Lambert ritorna ad essere prigioniero di una struttura sanitaria, che da sei anni non gli fornisce alcuna fisioterapia e si rifiuta persino di lasciarlo uscire nel cortile accompagnato dai suoi genitori.

Sono passati soltanto dieci giorni da quel lunedì, eppure non sono permesse tregue: il tink tank mediatico sta sferrando un attacco concentrico, con una sequenza di fuoco inquietante e preoccupante.

Il bersaglio è la fede e la religiosità, sia dei genitori di Vincent che dei loro due avvocati, per mostrare ai francesi quanto il “cattolicesimo” sia sostanzialmente incompatibile con i valori di una società moderna, civile ed avanzata.


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Posted in #LaCroce #VincentLambert

Vincent Lambert, prospettive e rischi

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In Francia il caso del 42enne tetraplegico fa esplodere con virulenza le tensioni accumulate fra quanti intendevano strumentalizzarne l’epilogo per legiferare in materia di eutanasia e quanti difendono l’integrità della vita.

I video diffusi dalla madre sono stati attaccati, screditati, diffamati.


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“On a gagnè: #Vincent va vivre

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La Corte d’appello di Parigi “ordina allo Stato francese (…) di adottare tutte le misure per applicare le misure provvisorie richieste dal Comitato internazionale sui diritti delle persone con disabilità il 3 maggio 2019 al fine di mantenere nutrizione ed idratazione” per Vincent Lambert.

Nella manifestazione di Parigi che ha raccolto lunedì diverse centinaia di persone che rivendicavano “la vita per Vincent”, un clamore enorme è emerso quando uno degli avvocati dei suoi genitori, Jérôme Triomphe, ha annunciato la vittoria alla folla: “Abbiamo vinto, Vincent deve vivere, Vincent vivrà!”.


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