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270 giorni senza Padre#Maccalli

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“Cerchiamo la risposta leggendo i segni che abbiamo davanti: la sua foto è collocata, a Genova, nella cappella della comunità, sull’altare africano e lo ritrae mentre alza il calice, in una Eucaristia concelebrata a questo altare una dozzina di anni fa con suo fratello, padre Walter. Immagine fissata proprio in mezzo al gruppo scolpito dell’Ultima Cena”.

Lo racconta all’Agenzia Fides padre Lorenzo Rapetti, archivista provinciale della società per le Missioni Africane (SMA), confratello di padre Gigi Maccalli rapito in Niger il 18 settembre 2018.

270 giorni senza Padre Gigi #Maccalli.

“Il 18 giugno saranno nove mesi dal quel tragico giorno. Padre Gigi è sempre nei miei pensieri come in quelli di tante persone che gli sono vicine, che lo conoscono, apprezzano la sua scelta missionaria, il suo desiderio di stare e aiutare i più poveri, quelli del Niger, tra i paesi più poveri del mondo”.


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Franco #Zeffirelli: un uomo grande

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E’ morto all’età di 96 anni il grande regista italiano Franco Zeffirelli.

Scenografo e sceneggiatore, attore, regista, di film, prosa e lirica, Zeffirelli ha rappresentato un pezzo di storia del mondo dello spettacolo e della cultura per il nostro Paese e in ambito internazionale.

Un genio, senza dubbio. Un uomo grande, soprattutto, con un senso religioso che lo ha portato nella fede dei semplici, autenticamente commossa dal provare sulla propria pelle quella carezza del Nazareno.

Cosa altro sono il suo Gesù e il suo San Francesco, se non la più alta espressione di questo?

Nello scorrere su internet, mi sono imbattuto in un suo scritto del 2002 che mi ha commosso profondamente e che – forse – pennella ottimamente chi è il maestro Zeffirelli.


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“World Watch List 2019”: è strage di cristiani nel mondo 

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Porte Aperte ha pubblicato la WORLD WATCH LIST 2019 (WWL – periodo di riferimento ricerche 1 novembre 2017 – 31 ottobre 2018), la nuova lista dei primi 50 paesi dove più si perseguitano i cristiani al mondo.

Primo dato degno di nota: cresce ancora la persecuzione anti-cristiana nel mondo in termini assoluti, così come cresce il numero di paesi dove essa si verifica. Oggi salgono ad oltre 245 milioni i cristiani perseguitati, sostanzialmente 1 cristiano ogni 9 subisce una forma di persecuzione a causa della propria fede.

Sui 150 paesi monitorati:

  • 73 hanno mostrato un livello di persecuzione definibile alta, molto alta o estrema (punteggio superiore a 41), mentre l’anno scorso erano 58;
  • il numero di cristiani uccisi per ragioni legate alla fede sale da 3.066 dello scorso anno a 4.305 del 2018, con la Nigeria ancora terra di massacri per mano soprattutto degli allevatori islamici Fulani, oltre che dei terroristi Boko Haram. Si contano infatti 3.731 cristiani uccisi in questa nazione, con villaggi completamente abbandonati dai cristiani, che alimentano il fenomeno degli sfollati interni e dei profughi;
  • 11 le nazioni che rivelano una persecuzione definibile estrema.

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“Mary Most Powerful Woman in the World”

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Chi è la donna più potente nel mondo?

La rivista “Forbes” tra le 100 donne più potenti ed influenti del 2018 inserisce ai primi posti i nomi di: Angela Merkel, la premier britannica Theresa May, seguita dal numero uno del Fondo monetario, Christine Lagarde; al quarto posto la Ceo di General Motors, Mary Barra, al quinto Abigail Johnson, amministratore delegato del gigante della finanza Usa Fidelity, a sua volta seguita da Melinda Gates, moglie di Bill Gates e copresidente della Bill e Melinda Gates Foundation.

Vi sorprenderà sapere che c’è una donna molto più potente: “Mary Most Powerful Woman in the World”, ‘Maria, la donna più potente nel mondo’.

A sostenerlo è la rivista scientifica – e di solito laicista – “National Geographic” ad incoronare la Madonna come la donna più potente del mondo nell’edizione dicembre 2015 con la seguente motivazione:

“Come la Vergine Maria è diventata la donna più potente del mondo: Maria parla a malapena nel Nuovo Testamento, ma la sua immagine e la sua eredità sono state trovate e celebrate in tutto il mondo”.


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Sul passatempo di manomettere le parole del Papa

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Negli ultimi giorni del 2018, Papa Francesco ha fatto tre affermazioni che hanno suscitato più di un fiorire di mal di pancia: dapprima ha detto che Maria non è nata santa ma lo è diventata – perché santi non si nasce ma si diventa -; poi che il cristianesimo è rivoluzionario ed infine ha affermato che è meglio essere atei piuttosto che andare in Chiesa e poi comportarsi male.

Copia e incolla dai titoloni di giornale, sia chiaro. Così come le hanno riportate effettivamente non possono che condurre in una direzione: vi sarebbero indizi sufficienti per dubitare dell’eterodossia del Vicario di Pietro. In un colpo solo, Papa Francesco smonta il cuore del cattolicesimo: via tutta la traditio mariologica (abrogate le “quattro parole” su Maria, la Theotókos, “Madre di Dio”; la Kecharitoméne, “colmata (da Dio) di grazia”; la Aeipárthenos, “sempre vergine” e la Kóimesis, la dormitio, assunta direttamente in cielo); via la Resurrezione di Cristo e la Salvezza eterna, perchè se Gesù è venuto per far rivoluzione, allora davvero ha vinto la modernità con il suo “Dio è morto”, la progressiva ateizzazione della società dall’illuminismo ad oggi, il suo razionalismo, nichilismo e relativismo, con il conseguente “suicidio della rivoluzione” di delnociana memoria. La fede, così, diventa un’etichetta inutile, della quale alla fine sbarazzarsi o tenerne qualche valore, non la lampada per illuminare il reale e ciò che da sotto, spesso nascostamente, lo muove.

Che cosa ha – dunque – affermato davvero Papa Francesco?


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Uccisi per il nome di Gesù

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Se scandisco il nome di Thérèse Deshade Kapangala, vi dice qualcosa?

Probabilmente no, come lo è stato per me fino a prima di scorrere uno ad uno l’elenco dei missionari uccisi nell’anno 2018 redatto dall’Agenzia Fides.

Una ragazza di 24 anni che aveva deciso di iniziare la strada della vita religiosa nella Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia di Bergamo. Invece è morta il 21 gennaio 2018, crivellata dai proiettili sparati delle forze di polizia fuori dalla chiesa di San Francesco di Sales a Kintambo, un comune a Nord Est di Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo.


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Posted in #Catholicon #Storie

Scriverti una lettera non è cosa facile

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Jase Hyndman vive a Blackburn, in Scozia. Quattro anni fa ha perso il papà, James Hyndman. Quest’anno, il piccolo Jase ha fatto quello che tutti noi facciamo quando papà o mamma sono lontani per lungo tempo o per cause di lavoro o per altre ragioni: ha deciso di scrivergli una cartolina di auguri per il suo compleanno.  Non si aspettava di ricevere alcuna risposta, probabilmente: invece no.  Un giorno apre la buca delle lettere e ci trova una lettera indirizzata proprio a lui, consegnata dalla Royal Mail, il servizio postale del Regno Unito.

“Caro Jase – si legge nella lettera – abbiamo consegnato con successo la tua lettera a tuo papà in Paradiso. È stata una sfida complicata, evitare le stelle e gli altri oggetti della galassia trovati nel nostro viaggio verso il paradiso”. “Ti assicuriamo che questa importante lettera è stata consegnata – si conclude la pagina – e continueremo a fare tutto ciò che possiamo per assicurare che le tue lettere per il Paradiso saranno sempre consegnate”.

Il desiderio di infinità felicità è inscritto nel cuore dell’uomo e tutto dentro e fuori di noi urla: “più in là”.

Se ci guardiamo dentro, ci accorgiamo che tutte le novità – anche quelle a gettito continuo di oggi – non bastano a saziare le nostre attese. Rimaniamo sempre affamati di novità sempre più nuove, perchè in fondo non ci saziano.

E’ come sempre manchi sempre “qualcosa” per soddisfarci pienamente.

E se poi ci guardiamo ancora più nel profondo, ci accorgiamo che al tempo stesso il bene, il bello il buono che abbiamo sperimentato – non fosse altro che legato alle persone che abbiamo amato – non ci lasciano. Non scompaiono nel nulla, nonostante lo scorrere del tempo che sbiadisce i ricordi e le immagini.

Non sono consolazioni che ci fabbrichiamo per anestetizzare il dolore di una scomparsa, sono “di più”. Sono indizi seminati nel nostro cuore, indizi che puoi vedere se vivi in attesa, non di attese.

Lo sa bene il piccolo Jese che non si vergogna a scrivere una cartolina d’auguri al suo papà morto quattro anni prima. E che si sorprende nel ricevere di contro una lettera del postino con scritto: “Consegnata”.

Vivere l’Avvento è una occasione per allenare il nostro cuore a vedere questi indizi, questi segni che ci mostrano l’evidenza che tutto non finisce qui: “optare per l’inedito”, per il nuovo, è accettare il buon scompiglio di Dio.


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Posted in #Actuality

Sui segni del Natale che si avvicina

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Sui segni del Natale che si avvicina di Lucia Scozzoli, #LaCroce quotidiano, 20 novembre 2011 Recite, presepi, alberi, comete: manca più di un mese all’inizio…


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