Tagged: #Francia

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Vite come sospese

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Ancora una volta. Ancora un’altra data. Ancora un’altra udienza in tribunale.

L’ultima? A quando?

La storia di Vincent #Lambert non è più una storia da tempo. Da dieci anni.

Intrappolato: 42 anni, ex infermiere,  tetraplegico, ricoverato all’Ospedale universitario di Reims dal 2008. Non parla e non si muove.

Intrappolato dentro una gabbia giudiziaria di corsi e ricorsi, udienze, avvocati, decisioni prese e poi rimandate, fermate, sospese.

Ecco il termine corretto: una storia sospesa.

L’udienza che avrebbe dovuto decidere delle sorti di #Lambert era stata calendarizzata per il giorno 19 dicembre 2018: la Corte del Tribunale amministrativo di  Chalons-en-Champagne (Marne) avrebbe dovuto decidere se convalidare o meno la procedura di sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione attraverso una sonda.

Decidere vita o morte.

E invece no: rinvio a data da destinarsi.

Motivo?

Gli avvocati dei genitori, Paillot e Triomphe, il 06 dicembre hanno presentato istanza di ricusazione presso la Corte amministrativa di appello di Nancy. Chiedono di trasferire la trattazione dell’‘affaire Lambert’ in un altro tribunale per “causa di legittimo sospetto”. Mettono in discussione la validità del Tribunale amministrativo di Chalons-en-Champagne nel decidere imparzialmente: denunciano – in particolare – “vizi procedurali gravi da parte del Presidente del tribunale amministrativo, Jean-Paul Wyss, il quale ha mostrato più volte di non essere imparziale e di avere una idea pregiudiziale in merito”.

Decisione presa dopo la presentazione di una relazione clinica – datata 18 novembre 2018 -, fatta da tre esperti incaricati dal tribunale, che ha concluso con uno “stato vegetativo irreversibile cronico” di questo padre di famiglia vittima di un incidente stradale. La sua salute si riflette nella “estrema o totale limitando il suo accesso al sensibilizzazione, comunicazione, capacità motorie, l’espressione della sua personalità, il deterioramento irreversibile della sua immagine“.

E pur tuttavia, hanno concluso che “non si può ravvisare una situazione di ostinazione irragionevole” (accanimento terapeutico).

E adesso che succederà? Secondo il quotidiano locale “L’Union”, la richiesta dei genitori di Vincent “sarà esaminata martedì 15 gennaio prossimo dal Tribunale amministrativo di Nancy”.

E poi?

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Viviane Lambert: “Non ci arrendiamo”

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Vivianne Lambert: “Non ci arrendiamo”

di Marie Christine, #LaCroce quotidiano, 22 novembre 2018

La madre dell’uomo: «Ringrazio calorosamente il sostegno degli italiani». Sulle Dat: «Cessino le derive, si curi fino alla fine».

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Francia, quadro instabile: la bioetica slitta a giugno

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Francia, quadro instabile: la bioetica slitta a giugno

di Davide Vairani
#LaCroce quotidiano, 17 novembre 2018

Dopo i rituali “stati generali”, previsti dalla stessa “Legge bioetica” con cadenza decennale in vista dell’aggiornamento della stessa, il governo Macron aveva dichiarato di poter procedere alla rivisitazione del testo legale entro la fine dell’anno solare.

In realtà l’ospite dell’Eliseo sta attraversando una crisi politica cui fa da sfondo l’emorragia dei consensi.

Così il Président prende tempo e spinge l’apertura del dibattito parlamentare alla fine della primavera.

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Legge bioetica, la Francia deve decidere

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Gli “Stati generali” hanno avuto luogo, protraendosi per mesi in tutto il Paese. I documenti finali non si sono sbilanciati, restando declinabili in senso estensivo o restrittivo, rispetto all’attuale stato della legislazione francese in merito di inizio- e fine-vita. Entro la fine dell’anno solare, però, l’esecutivo guidato da Emmanuel Macron – che in patria deve fronteggiare una forte crisi di consenso – dovrà comunque pronunciarsi quanto alla riforma dei testi.

Merce rara scovare sulle prime pagine dei quotidiani francesi voci dissonanti. Eppure ci sono. E non sono poche. E non sono solamente nel “perimetro cattolico”.

Più di 175 associazioni di volontariato che si occupano di cure palliative in Francia hanno recentemente messo in piedi un mini-sito multimediale: laviepaslamort.fr

Un invito a promuovere il sostegno alla vita fino alla fine e dire “no” all’eutanasia.

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Francia, Vincent #Lambert ancora in sospeso

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Il destino di Vincent #Lambert è appeso – ancora una volta – alla giustizia francese. Il Tribunale di Châlons-en-Champagne è chiamato a pronunciarsi entro la fine di questo mese di ottobre per quella che dovrebbe essere l’ultima e definitiva sentenza. Il collegio di medici esperti nominato appositamente dal collegio dei giudici dovrà fornire a breve una dettagliata relazione sulla situazione clinica di Vincent e – soprattutto – evidenziare se il paziente abbia compiuto o meno “passi in avanti” rispetto all’ultima valutazione ufficiale del Consiglio di Stato, datata 2014. In breve, il Tribunale vuole avere elementi clinici certi per stabilire se Vincent debba morire oppure continuare a vivere. Vincent è ormai solo un “corpo sofferente” – come sostiene il Dr. Sanchez (che ha avviato la quarta procedura collegiale di sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione per “ostinazione irragionevole”) e la moglie (nonchè tutrice legale di Vincent) Rachel – oppure Vincent è un “grave disabile” ma “vivo” – come sostengono i genitori Pierre e Viviane? Trattasi di accanimento terapeutico oppure di eutanasia?

Il fine-vita. Eutanasia (attiva o passiva) e suicidio assistito sono temi quanto mai scottanti oggi in Francia. Il governo Macron – infatti – si appresta a metterci mano con l’inizio del 2019 e le attese sono alte. Il dibattito si fa sempre più duro. Lo si è visto durante i primi quattro mesi del 2018 con la celebrazione degli Stati Generali sulla Bioetica che hanno coinvolto migliaia di cittadini, associazioni e gruppi, imprenditori, politici con centinaia di incontri pubblici, piattaforme online e web, con elaborazioni di proposte e suggerimenti. Non a caso, i temi più dibattuti sono stati di fatto due: il fine-vita e la fecondazione assistita. Il documento finale del Consiglio Nazionale di Etica (CCNN) francese uscito nei giorni scorsi ha riaperto i giochi su molti frontiere della bioetica, ma è indubbio che il fine-vita rappresenti il terreno di maggior scontro.

Seppure sotto traccia, sia il governo che lo stesso CCNN non prevedono uno stravolgimento della Legge Claeys-Leonetti con l’apertura all’eutanasia legale o al suicidio assistito legale. Ma da troppe parti nella società francese si alzano segnali contrari. Troppi interessi e poteri in gioco. E’ stanca Viviane di combattere. Il suo stato d’animo oscilla “tra speranza e disillusione”. Ma non molla la presa. “Se fosse stato trasferito in un servizio adeguato, sarebbe andato tutto meglio – aggiunge -. Con mio marito, affittiamo un piccolo appartamento a Reims per vedere Vincent il più spesso possibile, perché la nostra casa si trova nella Drôme. È una prova per Vincent, ma anche per tutta la famiglia”.

E quasi per raccogliere tutte le sue forze, continua a ripetere ciò che va dicendo a tutti da anni, ai medici, giudici, alla gente e persino agli due due presidenti della repubblica, Hollande e Macron: “Ero una nonna felice e un giorno tutto si è sgretolato. Ciò che conta per me, oggi, è difendere la vita di mio figlio che non è in una situazione di accanimento terapeutico. Non è un vegetale, come ho sentito dire da più parti. Queste formule mi fanno molto male. Vincent è semplicemente nutrito e idratato con un tubo. Nel suo attuale stato di salute, non vedo alcun motivo per smettere di dargli cibo e bevande”.

Quali sono le tue speranze per Vincent oggi? “Speriamo che gli esperti riconoscano che Vincent non è in una condizione di accanimento terapeutico e, come ho detto prima, stiamo aspettando che Vincent venga trasferito in un’istituzione specializzata dove potrebbe fare progressi”.

L’obiettivo del maistreaming francese è tuttavia schierato unilateralmente in direzione opposta. Tranne la Chiesa francese e qualche gruppo cattolico pro life, l’humus che si respira in questi ultimi mesi cavalca a spron battuto l’idea della libertà e dell’autodeterminazione di ogni singolo individuo. E dentro questo tritacarne mediatico, Vincent Lambert viene tirato per la giacca.

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