Tagged: #gender

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Gender neutral language per il Parlamento UE

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Per promuovere l’uguaglianza di genere (“gender equality”) è necessario l’utilizzo di un linguaggio “non-sexist and gender inclusive”.

Il Parlamento dell’Unione europea prosegue la linea inaugurata nel 2008 per imporre un “Gender neutral language in the European Parliament”: è il titolo delle nuove linee guida approvate negli scorsi giorni, in occasione del decimo anniversario dei primi indirizzi in materia dell’UE.

Il meccanismo purtroppo lo conosciamo bene: occorre manipolare il linguaggio comune, distorcerne grammatica e significato, per giungere alla creazione di una neo-lingua.

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In bocca al lupo, Mentana

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In bocca al lupo, Mentana di Davide Vairani La nascita di un nuovo giornale è sempre da accogliere con entusiastica approvazione ed è quasi una sorta di dovere civico seguirne – almeno – i primi...

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Triptorelina e ideologia gender

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“Si confonde globalmente l’architettonica complessità della sessualità che per ciascun essere umano è totalizzante, rispondente a quanto può esprimere dell’invisibile che incarna (a dimostrazione di ciò si vedano i numerosi casi in letteratura di scontentezza fallimentare provata dal paziente a seguito degli interventi di riassegnazione del sesso gonadico, condotti per ripristinare uno status agevole e armonico, che non riesci a decretarsi a causa del forte contrasto con quello psichico).

Occorre domandarsi, allora, se questo contatto socio-culturale predominante con la sessualità, il medesimo che va cavalcando retoriche politiche sull’uguaglianza fondata anzitutto nell’emarginazione della diversità, abbracci un pieno senso di libertà o, viceversa, agisca con fare dispotico sul corpo poiché letto come scisso dalla persona e, perciò, manipolabile?”

Giulia Bovassi

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Enrica #Perucchietti: in direzione ostinata e contraria

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Vi è mai capitato di sorprendervi e commentare: “Non avrei potuto esprimerlo meglio!”.

Forse poco conosciuta al grande pubblico, per me un vero talento.

Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor.

Si occupa di temi scomodi per il mainstream mediatico (e già solo per questo motivo mi piace).

Enrica fa’ un sacco di cose e vi assicuro che vale la pena “frequentarla”.

Ha un suo Blog e un profilo facebook veramente ricchi di notizie e di informazioni.

Vorrei proporre alla vostra lettura, l’ultimo post da lei pubblicato, dal titolo:

“L’identità ‘migrante’ e la colonizzazione delle coscienze”

Che ne dite? Non vale forse la pena “frequentarla”?

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“Gender X” follie da suicidio

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La decisione del consiglio comunale di New York di consentire ai genitori per motivi evidentemente ideologici di inventarsi figli di “gender X” equivale ad aver deciso per quello sfortunato bambino la consegna al tentativo di suicidio entro i vent’anni, con probabilità superiore a uno su due.

Frattanto, in Italia è morto il primo ragazzo per Fentanyl, per i giochi perversi degli adulti sulla pelle dei figli.

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