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Sui segni del Natale che si avvicina

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Sui segni del Natale che si avvicina di Lucia Scozzoli, #LaCroce quotidiano, 20 novembre 2011 Recite, presepi, alberi, comete: manca più di un mese all’inizio delle vacanze natalizie e nelle scuole italiane già ci si...

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“Chi salverà Asia #BIbi?” Certo non i laiconi di casa nostra

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“Chi salverà Asia #Bibi?”. Non certamente i laicisti di casa nostra.

Confesso di avere avuto un briciolo di felice sorpresa nel leggere in bella vista sul “Corriere della Sera” questo titolo: “Asia Bibi e la vita appesa a un filo nel Paese dove il peccato è reato”“Finalmente se ne parla! – ho pensato tra me. Ma più ne leggevo il contenuto e più la sorpresa speranzosa se ne è andata così come è venuta.

Il pezzo – a firma Luigi Manconi – non fa che confermarmi quanto sia sempre più diffusa una sorta di “cristianofobia”, soprattutto tra i laici più laicisti dei sanculotti francesi.

Strana sorte per i cristiani nel mondo contemporaneo. Da una parte perseguitati e martirizzati a causa della fede in Cristo – come nemmeno ai tempi delle prime comunità -, soprattutto nei Paesi a maggioranza islamica; dall’altra, nel Vecchio Continente che si imbarazza a riconoscere la proprie radici nel giudaismo e nel cristianesimo, non vengono ne difesi ne tanto meno tutelati. Tutelati nel senso laico delle garanzie civili di libertà di religione e di professione.

“Quella di Asia Bibi è molto più di una semplice vicenda giudiziaria. E ciò non solo per la gravità del possibile esito, ma anche per la violenza dello scontro contenuto e deformato in questo caso. Com’è stato possibile che il contrasto tra alcune donne, in un campo nella provincia più remota di un paese lontano, sia diventato il simbolo e il centro stesso di un conflitto a livello mondiale, che ha coinvolto opinioni pubbliche e governi, papa Bergoglio e diplomazie internazionali? (…)

Infine, in questa vicenda atrocemente paradigmatica, il tema del peccato e del reato (meglio: del peccato trasformato in reato) è rappresentato dalla blasfemia. Fattispecie tanto sottile da rischiare l’evanescenza. Eppure da tale vischiosa labilità può derivare la durezza materiale e corposa di una sequenza di esecuzioni capitali: come se un’antica e cruenta disputa teologica continuasse nei secoli a sanguinare. A paradossale conferma di ciò, e sottraendoci tuttavia a qualsiasi suggestione di indebite assimilazioni e di artificiose affinità, si può notare che in tutt’altra parte del mondo e in tutt’altra cultura la richiesta di perseguire la blasfemia e la ‘diffamazione di Dio’ trova i suoi sostenitori. Come quei gruppi del tradizionalismo cattolico che, nel 2012, si appellarono al magistero di Benedetto XVI”.

Non so francamente a quali “gruppi del tradizionalismo cattolico” si riferisca Manconi e tanto meno a quale diatriba faccia riferimento. Resta il fatto – caro Manconi – che aldilà delle posizioni individuali di questo o quel cattolico, il cattolicesimo sa bene distinguere “peccato” da “reato”, o meglio ancora, a nessun cattolico verrebbe in mente di invocare uno stato teocratico nel quale la legge di Dio diventi la legge degli uomini. Il cristianesimo è altra roba, Manconi, fattene una ragione.

E te lo dico preoccupato due volte, dato che dal 2 febbraio 2018 sei coordinatore dell’UNAR, l’Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni istituito all’interno del Dipartimento per le pari opportunità.

Passione per i perseguitati. Tutti, tranne che per i cristiani come Asia #Bibi.

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Parla l’imam Hocine Drouiche: “Se ci amate, correggeteci”

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Mentre l’Unione Europea sembra sempre più bloccata dai rapporti di forza tra i suoi stati membri, a pochi mesi dalle prossime elezioni, pare ci si sia dimenticati che il sedicente “Stato Islamico” sia ancora vivo.

Dobbiamo ancora temere attacchi terroristici di matrice islamica in Europa? “Cellule dormienti” si preparano ad una nuova stagione di stragi?

Un interrogativo che vale la pena porsi, se l’iman Hocine Drouiche – vice-presidente della Conferenza degli iman di Francia – torna ancora una volta a lanciare l’allarme: l’immigrazione musulmana in Europa è sempre più fondamentalista e si riduce fortemente la differenza fra islam “moderato” e “jihadista”.

“AsiaNews” riporta proprio oggi il testo integrale dell’intervento che l’iman Hocine Drouiche presenterà a un incontro al Parlamento europeo (“Imam Drouiche: Per paura della destra, la sinistra europea non condanna l’islamismo”, “AsiaNews”, 19 ottobre 2018).

“Spero che gli imam di Francia la smettano con le loro riserve negative e che, soprattutto, non parlino nelle prediche del venerdì di argomenti che nulla hanno a che fare con l’attentato di Nizza. Il loro compito prioritario è di combattere l’odio e l’integralismo religioso”.

Iniziava in questa maniera la dura presa di posizione dell’iman Hocine Drouiche appena dopo l’attentato a Nizza nel luglio 2016.

Stessa dura posizione che tenne l’indomani del massacro del Bataclan, il 13 novembre 2015: “non si potranno mai fare passi avanti se i musulmani europei non si mettono in testa che l’estremismo è diventato un fenomeno evidente all’interno della loro stessa comunità. Dobbiamo dire la verità”.

“Dai musulmani non è arrivato un vero impegno a trovare una soluzione al grande problema della radicalizzazione e dell’odio. Io auspico che gli eventi di Parigi possano svegliare i musulmani in Francia, in Italia e in tutta Europa per salvare la nostra convivenza e il futuro delle nostre società”.

L’odio, riconosceva Drouiche, “è divenuto l’elemento caratterizzante del discorso islamico, specialmente in Europa, così da poter mobilitare i giovani musulmani contro l’occidente”.

In questi ultimi anni non sembra sia cambiato lo scenario.

Nel testo pubblicato da “AsiaNews”, Drouiche sottolinea come l’Europa sia divisa di fronte all’islam e soprattutto alle violenze islamiste e all’interpretazione fondamentalista del Corano: la “destra” demonizza l’islam e lo spinge a indurirsi ancora di più; la “sinistra” – per timore di essere tacciata di “xenofobia” – tace su tutte le violenze, perdendo un’occasione per aiutare il mondo musulmano – soprattutto giovanile – a farla finita con vecchi schemi salafiti.

In tal modo, egli dice, Europa e islam sono destinati al fallimento.

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Miseria dell’#identitarismo di destra e di sinistra

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Non passa giorno senza che qualche cattolico impegnato in una causa per la famiglia e la vita si produca nella consueta tirata contro le “ambizioni personali” (sempre quelle degli altri, mai le proprie) presentando se stesso, naturalmente, nelle vesti di disinteressato servitore della “causa” – per servire la quale magari è il primo a ricevere un salario…

Tanta malcelata ipocrisia discende, a ben vedere, da un formidabile malinteso: la confusione tra amore cristiano e altruismo.

Secondo questa falsa immagine, l’amore coincide col farsi “altro” nel senso di un radicale annullamento di sé e di ogni desiderio e bisogno individuali.

L’amore, si dice, è gratuità totale. È radicale oblio di sé, supremo disinteresse. È devozione assoluta alla buona causa. Una versione cristiana dell’imperativo morale di Kant.

Nulla di più falso. Solo Dio può amare in maniera così pura.

Noi creature invece non facciamo forse anche il nostro “interesse” quando ricerchiamo il vero bene?

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Gli #errori gravi del ddl Pillon

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Gli #errori gravi del ddl Pillon

di Paolo Buonaiuto

#LaCroce quotidiano, 16 ottobre 2018

La proposta del senatore leghista raccoglie una repulsione trasversale a tutto l’arco costituzionale: è stata fortemente sottolineata la totale inapplicabilità della mediazione nei casi di alta conflittualità tra le parti e nei casi di violenza domestica. Aumentano le figure con cui i due coniugi in fase di separazione debbono confrontarsi e di tutto paga le spese il minore, che si vorrebbe tutelare.

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