Eutanasia: Binetti&C. e la resa dei moderati

Dalle colonne de “Sussidiario.net” , Paola Binetti aveva annunciato una “iniziativa coraggiosa: riappropriarci della nostra responsabilità di senatori per discutere nell’Aula di Palazzo Madama una mozione di contrasto all’eutanasia.

Non vogliamo lasciare alla Corte Costituzionale il compito di sostituirsi ad un Parlamento troppo timido e impaurito per prendere le sue decisioni”.

Aldilà di belle parole, soltanto una mozione.

In nove mesi di tempo a disposizione, solo di questo è stata capace l’opposizione?

Una mozione che non ha alcuna speranza di essere discussa e ancora meno di essere approvata dal Senato e meno di zero di essere condivisa dal Governo prima del 24 settembre 2019.

Il male è peggiore di quanto non appaia

Stiamo vivendo non tanto un’epoca di cambiamenti, ma un cambio di epoca e – dunque – un cambio di cultura.

Il diritto alla vita sbiadisce fino a scomparire letteralmente negli ordinamenti giuridici nazionali ed internazionali, per lasciare il posto al principio di autodeterminazione individuale che come corollario si porta irrimediabilmente con sè il diritto a morire.

Dell’“eccezione italiana” di cui parlava Giovanni Paolo II non resta che un pallido ricordo del passato.

Riassumiamo: il 24 settembre è alle porte; il governo non pare intenzionato a portare in Parlamento un testo di legge da discutere ed approvare; i tempi tecnici per l’iter di presentazione, approvazione e pubblicazione di un possibile testo di legge in materia sono scaduti: siamo condannati alla follia?

Eppure, una terza via esiste. Impervia, impopolare al punto da apparire persino impolitica: staccate la spina. Staccate la spina a questo governo e a questa maggioranza parlamentare.

E allora, per il bene dell’Italia, Salvini abbia il coraggio di rompere e mandare il governo per aria, mostri per la prima volta che non trattasi di parole al vento la difesa della vita dalla nascita alla morte naturale di cui si erge a paladino e lo dimostri con i fatti.

Qualcuno obietta. Altri violano.

Sulla scelta di Orlando di fare “obiezione di coscienza”, mi limito a due considerazioni.

La prima. Prendo a prestito le parole usate da Mons. Luigi Negri in una intervista per “Vatican Insider”.

Domanda: Eccellenza, che cosa ne pensa dell’obiezione di coscienza evocata dai sindaci contro il decreto sicurezza?

Risposta: “La Costituzione italiana e una prassi consolidata fanno sì che non si possa tirare fuori l’obiezione di coscienza di fronte a tutto in chiave politica, soprattutto in particolare di fronte a disposizioni amministrative di un governo e magari dagli stessi che l’hanno finora negata proprio lì dove era invece legittima e doverosa.

Il diritto all’obiezione va difeso quando sono messi in crisi principi fondamentali.

Quei sindaci che usano dell’obiezione di coscienza – volutamente come strumento politico – nei confronti di legittimi interventi di autorità superiori o pari, abusano del concetto”.

La seconda. Il criterio spiegato bene da Mons. Negri vale – a mio avviso – anche per l’atteggiamento contrario e opposto: decidere di violare una legge.

Se è sbagliato – come credo – che un sindaco si appelli all’obiezione di coscienza di fronte a disposizioni amministrative di un governo, è altrettanto sbagliato che un sindaco decida di intervenire direttamente di fronte a disposizioni amministrative che indicano il contrario.

Faccio riferimento alla scelta da parte di numerosi sindaci di autorizzare la registrazione anagrafica di bambini di coppie dello sesso (molti dei quali – guarda caso – appartenenti alla stessa area politica di Orlando).

Per inciso. Stiamo ancora attendendo lumi in merito dal Ministro dell’Interno, dal Ministro della Famiglia e dal Sen. Pillon.

09 agosto 2018. Sulla questione della trascrizione dei matrimoni gay, Salvini ricorda nell’intervista a “La Bussola” di Cascioli” di  “di avere chiesto un parere all’avvocatura di Stato e ho dato indicazione ai prefetti di ricorrere. La mia posizione è fermamente contraria”.

“Quella tra Lega e 5 Stelle è un’alleanza nata in maniera particolare: movimenti diversi, storie diverse, culture diverse – aggiunge Salvini riferendosi in particolare ai temi etici, anzi “antropologici” come li chiama il direttore della Nuova Bussola – È un’alleanza di cui sono pienamente soddisfatto, che rifarei domattina, con un contratto di governo che su alcuni temi sensibili non ha scritto nulla perché abbiamo posizioni diverse”.

Amen. Attendiamo ancora.