Posted in #Politica #VincentLambert

Vincent #Lambert e le droit à la vie

Metto le mani avanti, per avvisare i miei dieci lettori: questo è l’ennesimo, palloso, articolo attorno all’affaire Lambert, sappiatelo.

Voltate pure pagina ed andate oltre, non mi offendo.

Non sono ossessionato da Vincent, seppure non possa nascondere l’evidenza, e cioè di ritrovarmi ancora oggi in una sorta di fase da “rielaborazione del lutto” per la vile uccisione legalizzata del mio amico fragile, Vincent, ed, in fondo, anche di una parte di me.

Non è di questa dimensione personale del caso Lambert che voglio parlarvi (argomento che preferisco serbare per le prossime sedute dal mio psico-terapeuta).

Il fatto è che il tempo scorre inesorabile e si porta con se pensieri tristi  e stati d’animo angosciosi e, se questo è un bene per la sanità mentale di ciascuno di noi, al contempo si rischia di disperdere  l’eredità che ci viene consegnata direttamente da quel corpo esanime, salvo ricominciare d’accapo e poi ancora e ancora dopo a ribollire di giusta rabbia ed impotenza per le vittime innocenti che la cronaca ci porta a conoscere.

Se non vogliamo rimanere come prigionieri di reazioni meramente sentimentali ed emozionali, occorre che proviamo a fare un passo in avanti  e comprendere la vera posta in gioco, quella che prima o dopo nella vita ci interpellerà uno ad una, in Italia, in Francia e in ogni latitudine del Vecchio Continente: il diritto alla vita.

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Posted in #2minuti

Stop utero in #affitto, senza se e senza ma

Lo chiedono alla comunità internazionale 250 organizzazioni senza scopo di lucro – molte di matrice femminista – di 18 Paesi (e il numero delle adesioni sale). Tutte hanno aderito al movimento che ha invitato all’Onu e ai governi di tutto il mondo una petizione di moratoria per proibire la maternità “a pagamento” in ogni sua forma. E’ stato il gruppo spagnolo Recav (Red Estatal contra el Alquiler de Vientres – Rete statale contro l’affitto di uteri) a convogliare su di sè questa rete globale contro l’utero in affitto. Poche le associazioni italiane, tutte di matrice femminista e “di sinistra”.

Non sarebbe male se per una volta – una sola volta – cattolici e laici avessero la sapiente umiltà di andare oltre i reciproci steccati e veti incrociati che impediscono di vedere quando una cosa è buona e giusta. A noi cattolici verrà chiesto conto non solo di ciò che abbiamo fatto, ma anche di ciò che avremmo potuto fare e non abbiamo voluto fare.

Lo chiedo a “La Croce” quotidiano, al “Popolo della Famiglia”, al “Forum Nazionale delle Associazioni Famigliari”, a “Generazione Famiglia”, al “Comitato Nazionale Difendiamo i Nostri Figli”, passando per le “ACLI” e la “Caritas”, lo chiedo a tutte le realtà del grande mondo cattolico impegnate nelle opere, ai parlamentari italiani, a tutte le donne e gli uomini di buona volontà: sostenete e diffondete questa petizione all’Onu.

Sarà la volta buona?

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Posted in #Cronache

Attacco al cattolicesimo dell’incarnazione

Scrive Zagrebelski: “In Italia si assiste al richiamo alla parte più chiusa e retriva del cattolicesimo, in Polonia addirittura si organizzano processioni ai confini con crocefissi e madonne, in Ungheria si difendono i tradizionali costumi e stili di vita contro un’Europa accusata di favorire libertinaggio e ogni sorta d’immoralità. (…) estremismo antireligioso, fonte di ogni conseguente perversione (…) intollerante verso le libertà individuali e ha nostalgia del passato autoritarismo”.

Che linguaggio rispettoso, non è vero? Com’è elegante questa citazione di crocifissi e madonne come fossero volgari arnesi da bidet. Questo è razzismo della più chiara specie. È cristianofobia con la pistola fumante. Questo disprezzo per il popolo si sposa con una menzogna gigantesca e – come si usa dire adesso – opaca.

Chi in Italia ha garantito la libertà individuale, contro il marxismo guardato con benevolenza perenne da quella medesima cerchia pseudo illuminista, è esattamente quella Democrazia Cristiana sostenuta da quel bigotto di Pio XII e dagli spregevoli comitati civici in processione con la Madonna Pellegrina. Quelle processioni hanno sconfitto – lo diceva Benedetto Croce – i nemici della libertà. Si noti ancora a proposito di Italia: è stato sotto il regime democristiano, votato in gran parte proprio da quei cattolici del tipo odiato da Zagrebelski, che sono entrate in vigore le leggi che permettevano divorzio e aborto. Infine quei cattolici poco progressisti hanno voluto, appoggiati dalla Dc di Fanfani (1974) e Piccoli (1981), il referendum per abrogare quelle norme.Strumenti della democrazia o no? Hanno perso. Hanno accettato la volontà del popolo italiano. Sarebbero loro i negatori della libertà individuale? È una calunnia sanguinosa.

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Posted in #Identità #Storie

La macchina inventata per suicidarsi

E’ stata lanciata la prima macchina al mondo per suicidarsi. Non si tratta nè di una storia di fantascienza e tantomeno meno di una fantasia da fumetto.

Si chiama “Sarco” è stata costruita esattamente come una automobile che contiene all’interno una capsula che può essere sganciata dalla base ed essere utilizzata anche come una bara.

Philip Nitschke, soprannominato “Dr Death”, ha sviluppato “Sarco” (abbreviativo di “Sarcofago”) con l’ingegnere Alexander Bannick nei Paesi Bassi, con l’obiettivo di renderlo disponibile in tutto il mondo.

Ha dichiarato alla rivista australiana “The Weekend” che “il limite sarà la disponibilità delle nuove stampanti 3D”. Il suo team sta “guardando alla stampa 3d usando legno biodegradabile e plastica per la capsula”.

I materiali di stampa sono facilmente disponibili, così come l’azoto liquido. Il costo di stampa si aggirerà molto probabilmente attorno ai 1.000 euro. Insomma, uno strumento facilmente accessibile a chiunque.

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