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Il matrimonio non va più indebolito

Il matrimonio non va più indebolito

di Davide Vairani

#LaCroce quotidiano, 12 marzo 2019

Per Matteo Salvini il diritto di famiglia "va riformato". Il ministro degli Interni lo ha dichiarato rispondendo a una domanda sul ddl Pillon durante una conferenza stampa in Senato, insieme alla ministro Giulia Bongiorno e al sottosegretario Molteni nella giornata dell’8 marzo.

Concordo.

E’ proprio il senatore leghista “papà” del disegno di legge, Simone Pillon, a postare sulla sua pagina ufficiale di facebook la dichiarazione completa di Salvini:

“Il diritto di famiglia va riformato nell’interesse delle donne, degli uomini e dei bambini, così com’è oggi non funziona. Troppi uomini furbi non pagano gli alimenti nascondendo le loro proprietà, ma troppe donne utilizzano i minori con scopo ricattatorio: va riequilibrata la situazione a favore del minore usato come merce di scambio. Il ddl Pillon è un punto di partenza non di arrivo, si può migliorare, ma la parità di ex mogli ed ex mariti, e dei nonni che perdono i nipoti, è un punto su cui bisogna lavorare: troppo spesso i bimbi sono usati per le beghe degli adulti e questo mi fa imbestialire”.

Così Salvini. E Pillon condivide: “Grazie Matteo. Realista, come sempre. Ieri abbiamo finito le audizioni. Da oggi si lavora sul testo unificato. #ripresavaloriale”.

Concordo - in linea di massima - anche su queste ulteriori affermazioni.

Detto questo, verba volant et scripta manent.

E allora cambia tutto.

Sugli spartiti made in Lega sta scritta una musica che suona tutt’altra canzone.

Il Consiglio dei Ministri n. 48 del 28 febbraio 2019, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha approvato dieci disegni di legge di delega per le semplificazioni, i riassetti normativi e le codificazioni di settore.

I testi approvati, alcuni dei quali sono collegati alla legge di bilancio per il 2019, fanno seguito e superano - ampliandone la portata - il disegno di legge in materia di semplificazione approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri n. 32 del 12 dicembre 2018.

Uno dei ddl reca la delega “per la revisione del codice civile”. All’art. 1 comma 1 lett. b) esso indica come oggetto di delega:

“consentire la stipulazione tra i nubendi, tra i coniugi, tra le parti di una programmata o attuata unione civile, di accordi intesi a regolare tra loro, nel rispetto delle norme imperative, dei diritti fondamentali della persona umana, dell’ordine pubblico e del buon costume, i rapporti personali e quelli patrimoniali, anche in previsione dell’eventuale crisi del rapporto, nonché a stabilire i criteri per l’indirizzo della vita familiare e l’educazione dei figli”.

Si tratta né più e né meno dei cosiddetti “accordi prematrimoniali”.

Mettiamo insieme il testo del ddl n. 735 - “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità” e il testo di quest’ultimo ddl appena citato e la domanda sorge spontanea: quale concetto di famiglia ha – realmente - in testa la Lega di Salvini?

A parte il metodo - inaccettabile - con il quale l’iniziativa dell’attuale Governo sintetizza in poche battute una materia delicata e dirompente come quella del diritto matrimoniale espropriando Camera e Senato di ogni possibile approfondimento.

A sostenerlo è il Centro Studi Livatino che in una nota uscita ieri sul proprio sito web “manifesta sconcerto per la scelta del Governo, in linea con l’intento dissolutorio dell’istituto familiare, perseguito nella precedente Legislatura con le leggi sul divorzio breve, sul divorzio facile, e sulle unioni civili”.

E aggiunge: “gli accordi prematrimoniali riducono il matrimonio a un contratto come tanti altri che, come per la somministrazione di un servizio, disciplina le modalità di conclusione prima ancora di iniziare, in un’ottica di privatizzazione mercantile che penalizza la parte più debole”.

Di accordi prematrimoniali se ne era infatti discusso durante il governo Renzi con la proposta di n. 2669 depositata dagli on. Alessia Morani (PD) e Luca D’Alessandro (FI).

Peccato che – come sottolinea sempre il Centro Studi Livatino – ci siano due differenze non marginali:

  1. “quella, nella sua inaccettabilità, per lo meno si sottoponeva al confronto parlamentare, tant’è che poi non è stata approvata, mentre l’iniziativa dell’attuale Governo sintetizza in poche battute una materia delicata e dirompente, espropriando Camera e Senato di ogni approfondimento;
  2. in quella gli ‘accordi prematrimoniali’ erano volti unicamente ‘a disciplinare i rapporti dipendenti dall’eventuale separazione personale e dall’eventuale scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio’, mentre la delega attuale riguarda, oltre ai rapporti personali e patrimoniali in previsione della crisi del rapporto, anche ‘i criteri per l’indirizzo della vita familiare e l’educazione dei figli’”.

Sul ddl Pillon è come sparare sulla croce rossa. Saranno pure finite le audizioni in commissione, ma se il testo è stato stroncato e bocciato da parte del Consiglio nazionale forense, da numerosi magistrati, dall’Unione nazionale delle Camere Civili, dal Forum delle Associazioni Familiari, dallo stesso Centro Studi Livatino, dall’AIAF (Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia e per i Minori) e – non da ultimo - dall’Associazione “Maison Antigone”, ci sarà pure motivo di seria riflessione sul fatto che trattasi di un testo totalmente da riscrivere.

A tal proposito, consiglio a tutti la lettura del dossier di 240 pagine presentato dall’Associazione “Maison Antigone” in audizione alla II Commissione Giustizia del Senato il 15 gennaio scorso che smonta pezzo dopo pezzo tutta l’impalcatura sul quale è basato il ddl Pillon, a partire dal concetto di bigenitorialità, mostrando i disastri provocati in quei Paesi nel quale si è assunto tale principio a modello (qui allegato).

Tra i numerosi contributi tecnici allegati al dossier, ve ne sono molti a firma del presidente dell’Associazione, l’Avv. Michela Nacca (Avv. della Rota Romana e dello Stato Città del Vaticano).

A margine, vi è anche un testo a firma di Assuntina Morresi, membro del Comitato nazionale di Bioetica, che sostiene:

“Questo ddl sposa un modello familiare di tipo svedese, quello secondo cui ogni componente della famiglia è un individuo autonomo che non deve dipendere dagli altri e che ha dei diritti da far valere verso gli altri. Mentre gli obiettivi del ddl sono in sé condivisibili, non è accettabile il suo tentativo di imporre il modello antropologico individualista che è poi quello che domina i nostri tempi”.

E aggiunge:

“Lo Stato non può entrare nelle modalità di svolgimento dei rapporti tra le persone. Non può essere lo Stato a dirmi, perché possa funzionare una relazione tra padre e figlio, quali sono i tempi, quali le modalità. Questo è uno Stato autoritario, uno Stato etico, ed è la pericolosità più grande del Ddl Pillon”. “I proponenti della riforma- aggiunge Morresi- parlano dei diritti relazionali, cioè del fatto che la legge può entrare nella modalità dei rapporti tra genitori e figli, sia nell’organizzazione delle tempistiche, sia negli articoli 17 e 18, quando viene previsto l’allontanamento del bambino dal genitore voluto per metterlo in una struttura dove viene rieducato alla bigenitorialità”. Un aspetto “molto pesante”, precisa la professoressa, perché vuol dire “che è lo Stato a stabilire quali sono le modalità di rapporto tra genitori e figli”.

Vorrei capire in quale provvedimento, in quale proposta di legge, in quale testo presentato dalla Lega vi si ritrovino tracce della #ripresavaloriale della quale è così convinto il Sen. Pillon.

Su famiglia, matrimonio e investimento sui figli non se ne vede neppure l’ombra.

Al contrario. Ciò che ne esce è l’idea del matrimonio visto in funzione dell’autorealizzazione dei coniugi e non in funzione della responsabilità reciproca e verso i figli.

Viene de facto riproposta la logica che regola la rivoluzione antropologica in atto nella nostra società, i vissuti umani vengono messi in discussione in base ai propri interessi, alle proprie emozioni, sentimenti, (rapporto uomo donna, procreazione staccata dalla vera maternità e paternità, la dignità e i diritti dei bambini), il desiderio coincide con la pretesa, il voler bene con il possesso, il diritto all’autodeterminazione viene a valere più della vita, la misericordia sembra negare la giustizia.

Ci aggiungiamo altre due cosucce?

Primo. Tutti zitti quando il Comitato Nazionale di Bioetica ha dato il via libera all’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) all’utilizzo della triptorelina per bambini che hanno problemi di disforia di genere (con l’unico voto contrario di Assuntina Morresi), salvo ora stracciarsi le vesti e promettere interrogazioni parlamentari urgenti perché dal 25 aprile - data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale - il medicinale in oggetto è diventato totalmente mutuabile per l’utilizzo in tali situazioni. Ricordo che i componenti del CNB sono di nomina del Presidente del Consiglio.

Secondo. Sono otto mesi che stiamo attendendo dal Ministro dell’Interno Salvini “un parere all’avvocatura di Stato” in merito alla trascrizione all’anagrafe comunale di bambini acquistati all’estero con la pratica dell’utero in affitto.

Era infatti il 09 agosto 2018 quando Riccardo Cascioli domandava: “A suo tempo, il ministro Alfano ingaggiò un braccio di ferro con i Comuni per la trascrizione dei matrimoni gay. Finora da lei non è arrivata alcuna risposta”. E così rispondeva Salvini: “Ci stiamo lavorando, ho chiesto un parere all’avvocatura di Stato, ho dato indicazione ai prefetti di ricorrere. La mia posizione è fermamente contraria (...) E’ certo che farò tutto quello che è possibile al ministro dell’Interno e che comunque è previsto dalla Costituzione. Utero in affitto e orrori simili assolutamente no”.

(in “Salvini: con noi al governo sarà difesa la famiglia”, “La Nuova Bussola Quotidiana”, 09 agosto 2018)

Allegati

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Prometto di esserti fedele sempre

Prometto di esserti fedele sempre

di Davide Vairani

"Con la grazia di Cristo
prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti
tutti i giorni della mia vita"

Nel giorno del matrimonio non hai messo bene a fuoco la promessa che ti stai assumendo e - forse - è proprio una certa dose di sana incoscienza che ci permette di pronunciare quel "sì".

E' quando cominci a camminare insieme che ne scopri la libertà. Puoi decidere di rimangiarti tutto e chiudere la porta. Puoi rassegnarti a vivere tutti i giorni della tua vita con una persona che non riesci più a sopportare. Puoi scoprire con stupore e gioia che si può vivere così come hai promesso quel giorno.

Karl Von Schwarz, 85 anni, e sua moglie Donna, 82, hanno il cuore giovane come allora, quando nel 1956 decidono di sposarsi. Si conoscono da sempre, fidanzati alle superiori, da quel giorno del fatidico "sì" si sono trasferiti a Youngstown, nell’Ohio, dove hanno vissuto sempre fianco a fianco, senza spararsi neppure per una giornata.

Sessantatrè anni dopo, il 02 marzo 2019 Karl ha un anello in mano. L'ha appena comprato in un JCPenny locale e davanti a passanti stupiti e familiari con le lacrime agli occhi di commozione si inginocchia davanti a Donna e rinnova le promesse matrimoniali: "Will you marry me?". Donna sorride e si schermisce, mentre pronuncia di nuovo il suo "certo che sì" seduta su di una carrozzina a rotelle.

"È stato un momento fantastico - ha dichiarato per telefono alla televisione locale WFAA -, perché è una ragazza che amo da tutta la mia vita". "E' stato molto facile, sai, siamo stati insieme così tanto tempo insieme che non possiamo restare separati", ha aggiunto Karl.

"È stato davvero bellissimo," ha replicato Donna Van Schwarz con una risata.

La nipote dei nonni innamorati, Christina Von Schwarz, ha ripreso tutto con il cellulare e ha condiviso il video sui social, incantando gli utenti del web con la dolcezza di quella situazione. "Mia nonna è stata molto malata in questi ultimi tempi e non sappiamo quanto tempo le sia rimasto per vivere". "Dopo oltre 65 anni di matrimonio, mio ​​nonno le ha procurato un nuovo anello e le ha proposto di sposarlo di nuovo". Quando il tweet ha iniziato a diventare virale, Christina ha aggiunto il video di quel minuto.

A partire dallo scorso maggio, le condizioni di salute di Donna sono diventate precarie: ha avuto diversi ictus, un’emorragia cerebrale, un intervento a cuore aperto, e ora è costretta sulla sedia a rotelle. Se l'è vista davvero brutta.

“Le ultime due volte che l'ha vista l'ho salutata come se fosse l'ultima volta, è stato davvero un periodo difficile per tutti", ha scritto Christina, che vive in Texas, facendo eco ai sentimenti di tutta la famiglia.

E' stato proprio durante l'ultimo delicato intervento chirurgico che Karl ha deciso di fare una promessa a sua moglie: se Donna fosse sopravvissuta al suo intervento al cuore, le avrebbe comprato un anello di fidanzamento nuovo di zecca. E così ha fatto.

Guardate il loro sguardo e i loro occhi: pieni di luce e di gioia, come quelli dei bambini che si affidano alla mamma.

Fonti:

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“The Dream: Chiara&Federico”: solidarietà fatta un po’ per gioco

“The Dream: Chiara&Federico”: solidarietà fatta un po' per gioco

di Davide Vairani

È stato il week end del “matrimonio del secolo”. A Noto sono convolati a nozze Fedez, rapper e giudice di X Factor, e Chiara Ferragni, la madre di tutte le influencer. Sui "Ferragnez" si è scritto di tutto e si continuerà a scrivere ancora per molto, visto che tutto ciò che toccano, dicono e fanno sembra tramutarsi in oro. Due ragazzi giovani (lui classe 1989 e lei 1987) già all'apice del successo, pur con carriere professionali differenti.

Il sogno luccicante e luminoso di entrare a fare parte dello start system, il sogno di migliaia di ragazzi e ragazze. Una coppia che messa insieme vale 20 milioni di persone pronte a seguirli ovunque sui social: Fedez vanta su Facebook 2,3 milioni di fan e 1,95 milioni di follower su Twitter, mentre Chiara Ferragni sul solo Instagram ne ha 14,5 milioni.

"Che regalo di matrimonio ci piacerebbe ricevere?": è una delle domande che tutte le coppie in procinto di sposarsi si pongono. Diciamolo chiaramente: quello del regalo è uno dei passaggi più indigesti in un matrimonio, per tutti. Per gli invitati, che non sanno dove andare a parare: oggi, nella maggior parte dei casi, gli sposi vengono da una convivenza e hanno già messo su casa. Se, poi, non se ne conoscono i gusti si rischia di fare un regalo non gradito, salvo ripiegare inesorabilmente sulla classica "busta", mettendo in mano ai novelli marito e moglie qualche soldo che non guasta mai ma che non è certo il massimo del gusto. Ma anche per gli sposi non è certo facile pubblicare una lista di nozze: magari si trovano nell'imbarazzo di desiderare un regalo ma di non poterlo chiedere perché troppo costoso, a meno che non si chieda agli invitati di unire le forze in un dono collettivo (il viaggio di nozze "cumulativo" ne è l'esempio più lampante degli ultimi anni). E allora via con i Matrimoni 2.0: oggi il regalo di nozze perfetto si fa con la colletta online. Basta collegarsi alle numerose piattaforme online, creare gratuitamente il sito del proprio matrimonio, inserire la lista nozze virtuale e voilà! Basta condividerla lcon amici e parenti attraverso vari canali, per farla arrivare a tutti: via email o tramite Facebook, via sms o WhatsApp, inserendo un link alla pagina web sulla partecipazione cartacea.

Ci sono però sempre più giovani coppie che decidono un regalo diverso: un dono. "Niente fiori e regali, ma opere di bene" (lo so, citazione infelice da funerale, ma rende bene l'idea): una raccolta fondi per sostenere la costruzione di un pozzo in un paese africano; una colletta per un amico o una famiglia in difficoltà, insomma, la voglia di condividere la bellezza e la gioia di un momento così importante con chi non può farlo. E anche qui la tecnologia e l'online ti può aiutare: il crowdfunding.Il crowdfunding è ormai una forma di finanziamento alternativa cui le persone ricorrono sempre più di frequente, non solo le organizzazioni di volontariato, scommettendo su un valore importante: la solidarietà. Prova ne è il fatto che "ben il 70% delle donazioni dei primi sei mesi del 2018 sono state fatte online, segno che donare, non soltanto è diventato un gesto semplice ma anche quotidiano, che si fa davanti al computer o al proprio dispositivo mobile. 36mila euro raccolti da 81 donatori in un mese a fronte di un goal di 50 mila euro" (da: "Crowdfunding, boom di donazioni online", "Vita", 12 luglio 2018").

Anche i Ferragnez si sono posti la classica domanda di tutte le coppie: "Che regalo di matrimonio ci piacerebbe ricevere?". E così, un mese prima del fatidico giorno, sul portale “Go fund me”  hanno lanciato il crowdfunding “The Dream: Chiara&Federico” con questo messaggio: "In occasione del loro matrimonio, Chiara&Federico desiderano aiutare una causa speciale, selezionandola fra quelle che riceveranno all'email dedicata. Gli invitati al matrimonio, e chiunque altro lo vorrà, potranno perciò inviare il loro regalo di nozze qui :)".

Bello vedere che il mondo dorato dei vip non ha fatto dimenticare loro la solidarietà verso gli altri.

Peccato che sia stato un flop. In un mese sono state raccolti solamente 36.510 Euro donati da 83 persone: pochine, visto che l'obiettivo che si erano posti Chiara e Fedez era quello di arrivare a 50.000 Euro. (si veda: "Il flop dei #Ferragnez: perché 20milioni di follower valgono 36mila euro", di Lorenzo Maria Alvaro, "Vita", 03 settembre 2018).

Tutti un po' tirchi gli invitati vip? No, anzi. Le fotografie sui media e i rotocalchi ci hanno mostrato i regali extra lusso che la coppia ha ricevuto. Il crowdfunding è stato snobbato dai famosi invitati. Solo i followers hanno risposto. 83 persone tra i 20 milioni di social-Ferragnez che hanno donato 5, 10 Euro, ma anche 200 e 500 Euro. Insomma, persone manco invitate, persone che molto probabilmente Chiara e fedez manco sanno chi sono: faccine sui social.

Pochi? Tanti? Non è questo il punto. E' la differenza che ci passa tra filantropia e solidarietà (mi veniva da dire carità, ma parola troppo alta, fermiamoci a solidarietà).

La raccolta fondi ha una sola regola, banale o stupida, ma che rimane una regola: le persone donano se glielo chiedi. I Ferragnez non l’hanno chiesto. Un conto è la pressione di una non profit che ha necessità di quei soldi per un bisogno altro.

Questa invece ha tutta l'aria di una raccolta "fatta un po' per gioco", in cui non si vede una vera esigenza. L’obbiettivo era ridicolo per dimensioni, non ben strutturato e senza una causa vera. Non stanno costruendo una palazzina nuova per l’Ospedale Niguarda di Milano. Stanno piuttosto dicendo: datemi i soldi poi vediamo. È l’anti raccolta fondi.

Peccato. Pensate a quanti soldi avrebbero potuto raccogliere i Ferragnez in un solo week-end, tra invitati danarosi e 20 milioni di follower, se solo avessero chiesto di donare un solo, un solo euro per una buona causa, chiaramente individuata e attentamente promossa.

La solidarietà implica cuore e rispetto. Non è un gioco.

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“Voi, famiglie, siete la speranza della Chiesa e del mondo!”

"Voi, famiglie, siete la speranza della Chiesa e del mondo!"

di Papa Francesco, IX Incontro Mondiale delle famiglie, "Croke Park Stadium (Dublino)", 25 agosto 2018

"Oggi a Dublino siamo riuniti per una celebrazione familiare di ringraziamento a Dio per quello che siamo: una sola famiglia in Cristo, diffusa su tutta la terra. La Chiesa è la famiglia dei figli di Dio. Una famiglia in cui si gioisce con quelli che sono nella gioia e si piange con quelli che sono nel dolore o si sentono buttati a terra dalla vita. Una famiglia in cui si ha cura di ciascuno, perché Dio nostro Padre ci ha resi tutti suoi figli nel Battesimo. Ecco perché continuo a incoraggiare i genitori a far battezzare i figli appena possibile, perché diventino parte della grande famiglia di Dio. C’è bisogno di invitare ciascuno alla festa, anche il bambino piccolo! E per questo va battezzato presto. E c’è un’altra cosa: se il bambino da piccolo è battezzato, entra nel suo cuore lo Spirito Santo. Facciamo una comparazione: un bambino senza Battesimo, perché i genitori dicono: “No, quando sarà grande”, e un bambino con il Battesimo, con lo Spirito Santo dentro: questo è più forte, perché ha la forza di Dio dentro!".

"Voi, care famiglie, siete la grande maggioranza del Popolo di Dio. Che aspetto avrebbe la Chiesa senza di voi? Una Chiesa di statue, una Chiesa di persone sole… E’ per aiutarci a riconoscere la bellezza e l’importanza della famiglia, con le sue luci e le sue ombre, che è stata scritta nell’Esortazione Amoris laetitia sulla gioia dell’amore, e ho voluto che il tema di questo Incontro Mondiale delle Famiglie fosse “Il Vangelo della famiglia, gioia per il mondo”. Dio desidera che ogni famiglia sia un faro che irradia la gioia del suo amore nel mondo. Che cosa significa? Significa che noi, dopo aver incontrato l’amore di Dio che salva, proviamo, con o senza parole, a manifestarlo attraverso piccoli gesti di bontà nella routine quotidiana e nei momenti più semplici della giornata".

"E questo come si chiama? Questo si chiama santità. Mi piace parlare dei santi “della porta accanto”, di tutte quelle persone comuni che riflettono la presenza di Dio nella vita e nella storia del mondo (cfr Esort. ap. Gaudete et exsultate, 6-7). La vocazione all’amore e alla santità non è qualcosa di riservato a pochi privilegiati, no. Anche ora, se abbiamo occhi per vedere, possiamo scorgerla attorno a noi. E’ silenziosamente presente nel cuore di tutte quelle famiglie che offrono amore, perdono, misericordia quando vedono che ce n’è bisogno, e lo fanno tranquillamente, senza squilli di trombe. Il Vangelo della famiglia è veramente gioia per il mondo, dal momento che lì, nelle nostre famiglie, Gesù può sempre essere trovato; lì dimora in semplicità e povertà, come fece nella casa della Santa Famiglia di Nazaret".

"Perdonare vuol dire donare qualcosa di sé. Gesù ci perdona sempre. Con la forza del suo perdono, anche noi possiamo perdonare gli altri, se davvero lo vogliamo. Non è quello per cui preghiamo, quando diciamo il Padre nostro? I figli imparano a perdonare quando vedono che i genitori si perdonano tra loro. Se capiamo questo, possiamo apprezzare la grandezza dell’insegnamento di Gesù circa la fedeltà nel matrimonio. Lungi dall’essere un freddo obbligo legale, si tratta soprattutto di una potente promessa della fedeltà di Dio stesso alla sua parola e alla sua grazia senza limiti. Cristo è morto per noi perché noi a nostra volta possiamo perdonarci e riconciliarci gli uni gli altri. In questo modo, come persone e come famiglie, impariamo a comprendere la verità di quelle parole di San Paolo: mentre tutto passa, 'la carità non avrà mai fine' (1 Cor 13,8)".

"L’amore di Cristo che rinnova ogni cosa è ciò che rende possibile il matrimonio e un amore coniugale contraddistinto da fedeltà, indissolubilità, unità e apertura alla vita. E’ quanto si vede nel quarto capitolo di Amoris laetitia". "Il vino nuovo comincia a fermentare durante il tempo del fidanzamento, necessario ma passeggero, e matura lungo la vita matrimoniale in un mutuo dono di sé, che rende gli sposi capaci di diventare, da due, “una sola carne”. E anche di aprire a loro volta i cuori a chi ha bisogno di amore, specialmente a chi è solo, abbandonato, debole e, in quanto vulnerabile, spesso accantonato dalla cultura dello scarto. Questa cultura che viviamo oggi, che scarta tutto: scarta tutto quello che non serve, scarta i bambini perché danno fastidio, scarta i vecchi perché non servono… Soltanto l’amore ci salva da questa cultura dello scarto".

"Le famiglie sono ovunque chiamate a continuare a crescere e andare avanti, pur in mezzo a difficoltà e limiti, proprio come hanno fatto le generazioni passate. Tutti siamo parte di una grande catena di famiglie, che risale all’inizio dei tempi. Le nostre famiglie sono tesori viventi di memoria, con i figli che a loro volta diventano genitori e poi nonni. Da loro riceviamo l’identità, i valori e la fede".

"Una società – ascoltate bene questo! – una società che non valorizza i nonni è una società senza futuro. Una Chiesa che non ha a cuore l’alleanza tra generazioni finirà per mancare di ciò che veramente conta, l’amore. I nostri nonni ci insegnano il significato dell’amore coniugale e genitoriale. Loro stessi sono cresciuti in una famiglia e hanno sperimentato l’affetto di figli e figlie, di fratelli e sorelle. Per questo costituiscono un tesoro di esperienza, un tesoro di sapienza per le nuove generazioni. E’ un grande errore non domandare agli anziani le loro esperienze o pensare che parlare con loro sia una perdita di tempo".

"Lasciate che vi dica un’ultima cosa. Voi, famiglie, siete la speranza della Chiesa e del mondo! Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, ha creato l’umanità a sua immagine e somiglianza per farla partecipe del suo amore, perché fosse una famiglia di famiglie e godesse quella pace che Lui solo può dare. Con la vostra testimonianza al Vangelo, potete aiutare Dio a realizzare il suo sogno. Potete contribuire a far riavvicinare tutti i figli di Dio, perché crescano nell’unità e imparino cosa significa per il mondo intero vivere in pace come una grande famiglia".

da: Papa Francesco, IX Incontro Mondiale delle famiglie, Festa delle famiglie al Croke Park Stadium (Dublino), 25 agosto 2018