Posted in #Moments of life

“Brees Brave Fight!”: Brianna, impavido combattente!

Brianna Janette Rawlings
Born in Australia on 26 December 1999
Passed away on 29 December 2018
Late of EMERTON
Aged 19 years
This battle was the hardest to watch and accept.
Watching helplessly day by day, the fact you are at peace and with your beautiful baby bear gives us all some sort of comfort.
Your smile will live on through the memories and pictures, we are so proud to have known you and loved you.
A beautiful and strong Daughter, Sister, Fiance’ , Friend, Granddaughter, Niece, Cousin, Aunty, and daughter in law.
You were many things, forgotten will not be one of them. We will love you forever Queen B x

“Questa battaglia è stata la più difficile da guardare ed accettare.
Guardandoti impotenti giorno dopo giorno, il fatto che tu sia ora in pace e insieme al tuo bellissimo cucciolo d’orso ci dà come un conforto.
Il tuo sorriso vivrà attraverso i ricordi e le immagini, siamo così orgogliosi di averti conosciuto e amato.
Una figlia bella e forte, sorella, fidanzata, amica, nipote, cugina, zietta e nuora.
Sei stata molte cose insieme e non ne verrà dimenticata nemmeno una di esse.
Ti ameremo per sempre Queen B x”

Continua...
Posted in #Moments of life

Arriverà il momento per riaprire un nuovo dibattito sull’aborto?

All’interno del cimitero del Laurentino c’è il “Giardino degli angeli” – voluto dal Comune di Roma e inaugurato nel 2012 -, unʼarea dedicata ai bambini non nati per un aborto volontario oppure naturale.

Papa Francesco ha voluto andarci, dopo avere celebrato al Laurentino la Santa Messa per la commemorazione dei defunti. Bergoglio è il primo Papa in visita al Cimitero Laurentino.

Il Pontefice passeggia per alcuni minuti tra le piccole tombe dei “piccoli angeli”, in silenzioso raccoglimento, deponendo anche un diversi mazzi di fiori sulle lapidi.

Poi, il saluto ad alcune famiglie in un momento di forte commozione.

E’ lo stesso Pontefice che poco più di venti giorni prima aveva detto: “Io vi domando: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema?”.

E ancora, le parole più dure: “È come affittare un sicario”.

“Tutto il male operato nel mondo si riassume in questo: il disprezzo per la vita. La vita è aggredita dalle guerre, dalle organizzazioni che sfruttano l’uomo, leggiamo sui giornali o vediamo sui telegiornali tante cose, dalle speculazioni sul creato e dalla cultura dello scarto, e da tutti i sistemi che sottomettono l’esistenza umana a calcoli di opportunità, mentre un numero scandaloso di persone vive in uno stato indegno dell’uomo. Questo è disprezzare la vita, è uccidere”.

In quella occasione, Papa Francesco si è soffermato a lungo sull’aborto, parlando del comandamento “Non uccidere”.

Ha parlato in particolare dell’aborto terapeutico, e ha affermato: “Ogni bambino malato è un dono”. “La violenza e il rifiuto della vita – ha osservato – nascono in fondo dalla paura. L’accoglienza dell’altro, infatti, è una sfida all’individualismo”.

“Pensiamo – ha continuato il Papa – a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave.  

I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza”.

“Un bimbo malato – ha insistito Bergoglio – è come ogni bisognoso della terra, come un anziano che necessita di assistenza, come tanti poveri che stentano a tirare avanti: colui, colei che si presenta come un problema, in realtà è un dono di Dio che può tirarmi fuori dall’egocentrismo e farmi crescere nell’amore”.

“La vita vulnerabile – ha poi concluso – ci indica la via di uscita, la via per salvarci da un’esistenza ripiegata su sè stessa e scoprire la gioia dell’amore”.

Toni e contenuti che aveva usato nel giugno scorso incontrando il Forum delle Famiglie:

“Il secolo scorso – disse – tutto il mondo era scandalizzato per quello che facevano i nazisti per curare la purezza della razza. Oggi facciamo lo stesso ma con i guanti bianchi: è di moda, abituale, quando in gravidanza si vede che forse il bambino non sta bene o viene con qualche cosa: la prima offerta è `lo mandiamo via?´ L’omicidio dei bambini. Per risolvere una vita tranquilla si fa fuori un innocente”.

In Italia ci sono circa 21 cimiteri di questo tipo, ad ogni nuova apertura si solleva la polemica, perché i bambini non nati non sono solo quelli morti nel grembo spontaneamente, ma anche quelli abortiti volontariamente.

Non hanno un nome, né un volto, ultimi fra gli ultimi, dimenticati nell’abisso della storia.

Chi rivendica il diritto all’aborto vede in questi cimiteri una mancanza di rispetto nei confronti delle donne che hanno dovuto o voluto abortire, ma come la mettiamo per quel bambino che, di fatto, ha pagato il prezzo più alto? Se gli è stato tolto il diritto di nascere ha almeno il diritto di essere sepolto e di ricevere un ricordo in questo giorno di silenzio?

Mi ricordo quando, il 7 maggio 2010, ci fu il primo corteo funebre di un “piccolo angelo” nella mia Cremona. I viali del cimitero finirono sotto i riflettori e furono sommersi dalle polemiche.

Dal maggio 2010 è stata piantata una lapide per ogni mese con la stessa scritta: “O Maria, di tutti i viventi, noi ci affidiamo a te”.

Segno che il bisogno di avere un luogo fisico dove venire esiste.

Dietro l’aborto esiste sempre un dramma nascosto, dramma che non solo va sempre rispettato, ma soprattutto accolto. Così come vanno accolti i “bimbi non nati”.

Non si può fronteggiare e convivere con il dolore, se non affrontando la realtà, senza pre-giudizi o ideologia.

Continua...
Posted in #Moments of life

Il camionista in ginocchio a pregare

 “… Non so se a quel camionista sia venuto alla mente tutto questo. Non ha avuto timore di venire giudicato, non aveva nulla da offrire per soccorrere materialmente il giovane incidentato. Ha visto che i soccorsi qualificati erano già in azione. Aveva una cosa da offrire: una preghiera. E l’ha fatto. Ed è questo di cui c’era davvero bisogno”.

da: “Scende dal camion e prega per il ferito”, “Prealpina”, 21 settembre 2018

Continua...
Posted in #Message

Come vuoi morire?

“Quando sarebbe arrivato il momento, non sarebbe stato meglio per il mio paziente morire improvvisamente, piuttosto che lottare dolorosamente invano per respirare, mentre l’insufficienza cardiaca riempie piano piano i suoi polmoni di liquido?”

Tema difficile da affrontare con il mio paziente – come avrebbe voluto morire -, in parte perché la sua morte non era imminente. Ma con l’avvento di tecnologie come i defibrillatori impiantabili, questo è un argomento con cui medici e pazienti dovranno sempre più cimentarsi: non l’inevitabilità della morte, ma il modo in cui morire.

Continua...