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Le sorprese di Dio

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Le sorprese di Dio

di Padre Gigi #Maccalli

Padre Gigi Maccalli scriveva agli amici, un anno fa.


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Posted in #Catholicon media

Oh My God!

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La storia della Natività di Gesù Cristo sta scomparendo dalla memoria dei giovani britannici.

Un sondaggio, condotto dalla società di ricerca OnePoll per conto di Hotels.com, ha rilevato che solo il 16%  di 2.000 cittadini britannici di età compresa tra i 21 e i 38 anni si dichiara sicuro di conoscere i dettagli della Natività.

Più di un terzo non sa che Gesù (39%), Giuseppe e Maria (37%) o l’Angelo Gabriele (49%) hanno avuto un ruolo.

Addirittura il 6% pensa che Babbo Natale abbia realmente preso parte alla nascita di Gesù. 

Meno del 10% dei giovani è stato in grado di nominare i doni dei tre Magi, cioè oro, incenso e mirra.

Oh My God!


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Posted in #Catholicon

Questo Natale sii te stesso

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Questo Natale sii te stesso

Ideale e utopia non sono la stessa cosa.

L’utopia è una parola che rappresenta negli intellettuali quello che nei ragazzi è il sogno.

L’utopia ha lo svantaggio di essere piena di presunzione, il sogno almeno ha in sé qualcosa della malinconia che – lo diceva Dostoevskij – è meglio di tante «soddisfazioni».

Ma sogno e utopia nascono dalla testa, dalla fantasia.

Invece l’ideale è il centro della realtà.

L’ideale è quella soddisfazione verso cui ti lancia il cuore, qualcosa di infinito che si realizza in ogni istante.

Come una strada che ha una grande meta, e tu camminando, passo dopo passo, già la rendi presente. Così l’ideale cambia la vita di momento in momento. A sessant’anni può cambiarla in modo più suggestivo che a venti, perché l’ideale si fa più evidente, più potente.

La parola «Dio» è uguale a Ideale.

L’ideale si distingue dal sogno perché nasce dalla natura, nasce nel cuore dell’uomo.

Perciò non tradisce. Seguilo, non ti tradirà.

Sogno e utopia ti portano via dalla vita”.

don Luigi Giussani, “Realtà e giovinezza.La sfida”


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Posted in #Catholicon laicità

Il presepe della discordia

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Natale è la festività che ricorda la nascita di Gesù. Persino banale da scrivere e ribadire, se non fosse che tutti gli anni in prossimità del Natale in molte scuole di ogni ordine e grado del nostro Paese si mette in scena una sorta di gara tutta tesa – con fantasia e creatività – ad oscurarne il senso ed il significato reale.

Tra dirigenti scolastici, insegnanti e maestre, in questi ultimi anni abbiamo assistito ad un sistematico processo di snaturamento del Natale. La Festa di Natale diventa così la festa della luce o dei popoli; le canzoncine degli spettacolini di classe o di istituto passano accuratamente la censura, per cui se scappa la parola “Gesù” o la di omette o la si trasforma con esiti anche grotteschi (in un istituto comprensivo “Gesù” è stato cambiato in “Perù”); crocifissi e benedizioni con acqua santa e sacerdote sono un capitolo a parte, perchè rappresentano terreno di battaglia nelle scuole in ogni momento dell’anno.

E poi c’è il presepe, la rappresentazione popolare più fedele della Natività di Gesù, che attraversa la storia italiana da quando San Francesco d’Assisi “lo inventò” e si diffuse poi nei secoli in ogni paese e famiglia. Troppo evidente il riferimento a Gesù e per questo motivo sempre più osteggiato in molte scuole.

Le scuse le conosciamo: offende i tanti stranieri che credono in altre religioni e offende la laicità dello stato e della scuola. E guai se insisti. L’autonomia scolastica è sacra. 

L’ultimo episodio – in ordine cronologico – a Fàvaro Veneto, 23mila abitanti, località del comune di Venezia situata sulla terraferma che raggruppa alcune frazioni.

“La nostra scuola non ci sta a essere strumentalizzata da un consigliere il cui unico obiettivo è quello di farsi bello con l’assessore regionale Donazzan montandoci un presepe”.


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Posted in #Actuality

Sui segni del Natale che si avvicina

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Sui segni del Natale che si avvicina di Lucia Scozzoli, #LaCroce quotidiano, 20 novembre 2011 Recite, presepi, alberi, comete: manca più di un mese all’inizio…


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