Posted in famiglia identità paternità

Festa del papà o festa al papà?

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Oramai siamo a quella che io chiamo “uomofobia” o fobia del solo genere maschile in quanto uomo e in quanto padre.

La campagna che da anni i mass media, enti istituzionali e associazioni ci propongono è appunto quella del dogma che vuole tutti gli uomini/padri come esseri violenti, genitori inadeguati, primordiali e poco intelligenti.

E all’opposto tutte le donne/madri come esseri non violente, vittime, evoluti e molto intelligenti.

Un’antropologia sociale ed ideologica 2.0 inquietante che si pone talmente in violazione dei sacri principi costituzionali (articoli 2, 3, 29, 30 Cost., giusto per citare i principali) da non meritare neppure ulteriori dissertazioni.


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Papa Francesco: “annunciare il Vangelo ai piccoli e proteggerli dai lupi voraci”

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“Vorrei qui ribadire chiaramente: se nella Chiesa si rilevasse anche un solo caso di abuso – che rappresenta già di per sé una mostruosità – tale caso sarà affrontato con la massima serietà. Fratelli e sorelle: infatti nella rabbia, giustificata, della gente, la Chiesa vede il riflesso dell’ira di Dio, tradito e schiaffeggiato da questi disonesti consacrati. L’eco del grido silenzioso dei piccoli, che invece di trovare in loro paternità e guide spirituali hanno trovato dei carnefici, farà tremare i cuori anestetizzati dall’ipocrisia e dal potere. Noi abbiamo il dovere di ascoltare attentamente questo soffocato grido silenzioso”.

Nella Sala Regia, dopo la Santa Messa, Papa Francesco pronuncia un discorso a conclusione dell’Incontro su “La protezione dei minori nella Chiesa”.

Un nuovo Motu Proprio del Papa “sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili”, per “rafforzare la prevenzione e il contrasto contro gli abusi nella Curia Romana e nello Stato della Città del Vaticano”. Ad annunciarne l’imminente pubblicazione, durante l’ultimo briefing dell’incontro in Vaticano, è stato il moderatore, padre Federico Lombardi.

Il testo completo.


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#Francesco si prepara a tornare dal Sultano

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Il prossimo viaggio apostolico di Papa Francesco in terra marocchina, il 30 e 31 marzo prossimi, su invito del Re Mohammed VI e dei vescovi del Paese non sarà uno dei tanti.

Papa Francesco incontrerà anche il capo dei musulmani del Marocco: 800 anni dopo l’incontro di Francesco d’Assisi con il sultano al-Malik al-Kāmil a Damietta, a pochi chilometri di distanza dal Cairo. Settembre 1219.

Croce e Mezzaluna. Ieri come oggi. La guerra santa, invasioni e scorribande, scontri violenti. Il leone di Venezia con la spada in mano alla conquista dell’Asia; i velieri saraceni all’assalto dei cani infedeli occidentali.

Cambiano i nomi e i contesti, eppure sembra che la storia ci abbia come condannato ad un eterno scontro, i cui esiti sono sempre appesi ad un filo.

Nel 1219, la guerra divampava tra i crociati e l’Islam. Due secoli prima, il sepolcro di Cristo era stato ridotto in macerie dalle truppe del sultano. Sulla piana egiziana di Damietta, nel delta del Nilo, le due armate si stavano fronteggiando. La vittoria dei crociati e la conquista di Damietta durò il soffio di due anni.

Sappiamo come è finita la storia delle crociate. Così come ben sappiamo che la guerra e lo scontro non siano mai cessati. Oggi è in atto la stessa guerra, condotta con armi e modi totalmente differenti: si chiama demografia. Non ci sarà bisogno di armi e conquiste di terre. Basterà attendere che il tempo passi e ci conduca per mano in un’Europa guidata dai figli dei figli dei popoli islamici.

Se così è, che ci va a fare quell’uomo vestito di bianco in bocca agli infedeli?


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Posted in #Catholicon #LaCroce ServuservorumDei

Sul passatempo di manomettere le parole del Papa

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Negli ultimi giorni del 2018, Papa Francesco ha fatto tre affermazioni che hanno suscitato più di un fiorire di mal di pancia: dapprima ha detto che Maria non è nata santa ma lo è diventata – perché santi non si nasce ma si diventa -; poi che il cristianesimo è rivoluzionario ed infine ha affermato che è meglio essere atei piuttosto che andare in Chiesa e poi comportarsi male.

Copia e incolla dai titoloni di giornale, sia chiaro. Così come le hanno riportate effettivamente non possono che condurre in una direzione: vi sarebbero indizi sufficienti per dubitare dell’eterodossia del Vicario di Pietro. In un colpo solo, Papa Francesco smonta il cuore del cattolicesimo: via tutta la traditio mariologica (abrogate le “quattro parole” su Maria, la Theotókos, “Madre di Dio”; la Kecharitoméne, “colmata (da Dio) di grazia”; la Aeipárthenos, “sempre vergine” e la Kóimesis, la dormitio, assunta direttamente in cielo); via la Resurrezione di Cristo e la Salvezza eterna, perchè se Gesù è venuto per far rivoluzione, allora davvero ha vinto la modernità con il suo “Dio è morto”, la progressiva ateizzazione della società dall’illuminismo ad oggi, il suo razionalismo, nichilismo e relativismo, con il conseguente “suicidio della rivoluzione” di delnociana memoria. La fede, così, diventa un’etichetta inutile, della quale alla fine sbarazzarsi o tenerne qualche valore, non la lampada per illuminare il reale e ciò che da sotto, spesso nascostamente, lo muove.

Che cosa ha – dunque – affermato davvero Papa Francesco?


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