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Posted in #Actuality

La cultura del sospetto non è l’anticamera della verità

Amesso e non concesso che la narrazione di Mons. Vigano corrisponda alla verità di come si sono svolti i fatti (per altro tutta da dimostrare), è a partire da questa prova provata che viene costruito il teorema: Papa Francesco è rimasto silente troppo a lungo semplicemente perchè lui è il mandante, lui è in realtà il capo dei capi, il tessitore occulto della cupola di pederasti, pedofili, omosessuali che vuole occupare il potere per sovvertire la Chiesa di Cristo. E’ Papa Francesco il dominus che protegge “le reti di omosessuali, ormai diffuse in molte diocesi, seminari, ordini religiosi, ecc.”.

Di questo si tratta, allora, alla fine dei conti? Questo si vuole – davvero – dimostrare? Si è convinti – davvero – che sia l’omosessualità il cancro e non forse la spia di una endemica malattia? Si è convinti – davvero – che Papa Francesco sia il capo dei capi della cupola mafiosa assoldata dal demonio per sovvertire la Chiesa di Cristo?

“Francesco ha ragione – a mio avviso – nell’accusare il clericalismo e non l’omosessualità, ovvero la malattia e non uno dei sintomi: il problema è che a questa diagnosi ideale deve far seguito una terapia compatibile con la ‘cartella clinica’ del paziente, cioè della Chiesa stessa. E questa cartella clinica dice di una diffusione endemica del male. Il grande pubblico, con tutti i luoghi comuni sulla corruzione ecclesiastica, neppure immagina il grado di marcio che pervade questa Danimarca; gli stessi ‘cattolici impegnati’, quelli che s’informano e cercano di farsi un’opinione sui fatti di Chiesa, mi sembrano avere una percezione sottodimensionata del problema. Il clericalismo che rende i chierici autoreferenziali e pronti a sfuggire a ogni controllo – dalla base e dai vertici, perché così funziona una cordata – è presente nella Chiesa come il sospetto di una malattia venerea in una dark room”.
(“Omosessualità e clericalismo: per Francesco e per la Chiesa è l’ora della verità”, di Giovanni Marcotullio, “Breviarium”, 26 agosto 2018).

E allora di questo parliamo. In una prossima seconda puntata.

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Posted in #Actuality

“Voi, famiglie, siete la speranza della Chiesa e del mondo!”

“Lasciate che vi dica un’ultima cosa. Voi, famiglie, siete la speranza della Chiesa e del mondo! Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, ha creato l’umanità a sua immagine e somiglianza per farla partecipe del suo amore, perché fosse una famiglia di famiglie e godesse quella pace che Lui solo può dare. Con la vostra testimonianza al Vangelo, potete aiutare Dio a realizzare il suo sogno. Potete contribuire a far riavvicinare tutti i figli di Dio, perché crescano nell’unità e imparino cosa significa per il mondo intero vivere in pace come una grande famiglia”.

da: Papa Francesco, IX Incontro Mondiale delle famiglie, Festa delle famiglie al Croke Park Stadium (Dublino), 25 agosto 2018

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Posted in #Actuality

“Tutto ciò che sull’albero è fiorito vive di ciò che giace sotterrato”

“Ecco quello che vorrei dirvi. Tra tutte le forme dell’umana fecondità, il matrimonio è unico. È un amore che dà origine a una nuova vita. Implica la mutua responsabilità nel trasmettere il dono divino della vita e offre un ambiente stabile nel quale la nuova vita può crescere e fiorire. Il matrimonio nella Chiesa, cioè il sacramento del matrimonio, partecipa in modo speciale al mistero dell’amore eterno di Dio. Quando un uomo e una donna cristiani si uniscono nel vincolo del matrimonio, la grazia di Dio li abilita a promettersi liberamente l’uno all’altro un amore esclusivo e duraturo. Così la loro unione diventa segno sacramentale – questo è importante: il sacramento del matrimonio – diventa segno sacramentale della nuova ed eterna alleanza tra il Signore e la sua sposa, la Chiesa. Gesù è sempre presente in mezzo a loro. Li sostiene nel corso della vita nel reciproco dono di sé, nella fedeltà e nell’unità indissolubile (cfr Gaudium et spes, 48). L’amore di Gesù per le coppie è una roccia, è un rifugio nei tempi di prova, ma soprattutto è fonte di crescita costante in un amore puro e per sempre. Fate scommesse forti, per tutta la vita. Rischiate! Perché il matrimonio è anche un rischio, ma è un rischio che vale la pena. Per tutta la vita, perché l’amore è così”.

Sappiamo che l’amore è il sogno di Dio per noi e per l’intera famiglia umana. Per favore, non dimenticatelo mai! Dio ha un sogno per noi e chiede a noi di farlo proprio. Non abbiate paura di quel sogno! Sognate in grande! Fatene tesoro e sognatelo insieme ogni giorno nuovamente. In questo modo sarete in grado di sostenervi a vicenda con speranza, con forza e col perdono nei momenti in cui il percorso si fa arduo, diventa difficile scorgere la via”.

“Così il vostro amore, che è dono di Dio, affonderà radici ancora più profonde. Nessuna famiglia può crescere se dimentica le proprie radici. I bambini non crescono nell’amore se non imparano a comunicare con i loro nonni. Dunque lasciate che il vostro amore affondi radici profonde! Non dimentichiamo che ‘tutto ciò che sull’albero è fiorito/vive di ciò che giace sotterrato’ (F.L. Bernárdez, sonetto Si para recobrar lo recobrado)”.

da: Papa Francesco, IX Incontro Mondiale delle famiglie, Visita alla Procattedrale di Santa Maria (Dublino), 25 agosto 2018

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Posted in #Moments of life

“E’ buono non fare il male, ma è male non fare il bene”: il linguaggio di Papa Francesco

70mila ragazzi italiani, evitando Ibiza e Mikonos, sono andati a Roma per incontrare Papa Francesco. Ho seguito l’“evento” da casa, ho visto le immagini, letto i testi, guardato i tanti post su facebook, cercato di guardare i loro occhi.

La “narrazione del sogno” utilizzata dal Papa nel dialogo con quei giovani ha suscitato critiche e perplessità da più parti: il Papa esalta i “sogni”, esalta dunque l’auto-determinazione del sè, il mito di una società gnostica, relativizzata e nichilista?

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