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Hastag | Fontana, adesso anche basta

Attilio Fontana, candidato dalla Lega come successore di Maroni, ha vinto le elezioni nel marzo 2018 e si è insediato alla guida della giunta regionale lombarda nell’aprile 2018, dieci mesi fa.

In dieci mesi, scelte pesanti che sui temi etico-antropologici sembrano delineare una agenda politica improntata ai falsi miti di progresso.

A livello nazionale, i silenzi della Lega su temi quali eutanasia ed utero in affitto non fanno che rafforzare la domanda: dove sta andando il centro-destra?

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18 obiezioni al #RDM e relative risposte

18 obiezioni sulla proposta”Reddito di Famiglia” e altrettante obiezioni nel merito. L’Italia che venera il Reddito di Cittadinanza è pure quella che attacca il Reddito di Maternità: sono proposte antitetiche.

Il Reddito di Maternità (RdM) è una proposta politica del Popolo della Famiglia contenuta nel programma presentato per le elezioni del 4 marzo 2018, deliberata poi con la formula del disegno di legge di iniziativa popolare nel documento politico conclusivo della festa nazionale de La Croce di Camaldoli del 23 settembre 2018 e ratificata dall’assemblea nazionale del PdF del 17 ottobre 2018.

La proposta di legge è stata presentata presso la Corte suprema di Cassazione a Roma il 9 novembre 2018 e pubblicata sulla numero 262 della serie generale della Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2018.

Per essere presentata alle Camere la legge deve essere sottoscritta da almeno cinquantamila cittadini con firma autenticata su moduli vidimati. La vidimazione dei moduli è in corso e consentirà di partire con la raccolta firme in tutta Italia il 28 novembre 2018 per concludersi il 9 aprile 2019, data in cui il Popolo della Famiglia consegnerà anche le centocinquantamila firme per la presentazione delle sue liste alle elezioni europee del 26 maggio 2019.

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Asia #Bibi: portiamola al sicuro in Italia

Asia #Bibi è finalmente libera. Ma ora in Pakistan si rischia un’ondata di violenze fomentate dall’odio fondamentalista islamico. E’ necessario che le istituzioni internazionali facciano sentire il loro ruolo: portare Asia in un luogo sicuro. L’Italia si è sempre mossa con grande solidarietà e generosità. Come per Alfie #Evans, la politica italiana tutta – senza distinzioni – si adoperi perchè Asia #Bibi possa venire in Italia.

Il Popolo della Famiglia ha lanciato proprio in questi minuti un appello: “Accogliamo Asia #Bibi a Roma”.

Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia, ha dichiarato: ‘La notizia giunta questa mattina della liberazione di Asia Bibi ci ha riempiti gioia. Ora però paradossalmente questa donna cristiana così coraggiosa che non ha voluto abiurare la sua fede e ha pagato con 3.420 giorni di ingiusta carcerazione, rischia la vita ancora di più.

Il Popolo della Famiglia chiede al governo italiano e in particolare al ministro degli Esteri Moavero di farsi parte attiva per accogliere immediatamente nel nostro paese Asia, il marito e i loro cinque figli. In Pakistan il clima è pesantissimo dopo la scarcerazione di Asia Bibi, le ambasciate straniere sono presidiate dall’esercito. L’Italia mandi un messaggio chiaro al fondamentalismo islamico attraverso l’abbraccio a una madre cristiana eroica come Asia Bibi'”.

Il Consiglio regionale lombardo si è esposto in questi giorni e ha fatto una promessa chiara: “Qualora la decisione finale dei giudici pakistani dovesse accogliere le richieste dei fondamentalisti islamici, e condannare a morte Asia Bibi, sul Pakistan resterà una macchia indelebile difficile da cancellare e che non potrà non avere inevitabili ripercussioni a livello internazionale. Se Asia invece verrà liberata, dovrà comunque lasciare il Pakistan insieme ai suoi familiari per evitare le inevitabili ritorsioni dei fondamentalisti islamici: in tal caso –conclude Fermi- la nostra istituzione regionale è pronta a fare tutto ciò che sarà necessario per accoglierla e garantirle ospitalità sul territorio lombardo”.

Il documento promosso dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e condiviso dai Presidenti dei Gruppi consiliari stigmatizza infine il silenzio dei Paesi occidentali su questa vicenda, lamentando la necessità che i Governi nazionali e l’Unione Europea prendano una posizione chiara e forte a sostegno di Asia #Bibi, condannando al tempo stesso le azioni violente di repressione del dissenso politico e religioso ancora in vigore in molti Paesi stranieri. Parole che aspettavamo, affermate dal presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi e condivise all’unanimità da tutte le forze politiche.

Un’eccezione è un altro italiano, Antonio Tajani, presidente dell’Assemblea all’Europarlamento, che ha dichiarato sempre negli scorsi giorni: “Noi dobbiamo affermare che Asia Bibi è in prigione in Pakistan solo perché è cristiana. La condanna di Asia Bibi va contro i diritti umani e noi vogliamo difendere ovunque i diritti umani”.

E’ arrivata l’ora di passare dalle parole ai fatti.

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Noi, sempre #popolari e mai populisti

Una analisi di Fabio Torriero in tempi di populismo arrembante, inteso come fenomeno politico e mediatico.

Credo che un’analisi dei suoi valori e della sua comunicazione, sia importante per farsi un’idea precisa e non sbagliare. Un lavoro utile per decifrare il reale che stiamo vivendo e per operare scelte vere sul piano politico, non dettate dall’emotività, dalla pancia e dall’irrazionalità.

Un antifurto per non essere attirati, ad esempio, dalle “sirene antropologiche” della Lega, che in verità sono soltanto la parodia degli stessi principii. Un modo per svuotarli e bruciarli e favorire, al contrario, paradossalmente il laicismo. Ciò che segue è un accostamento, un parallelo scientifico tra i valori e la comunicazione del popolarismo, e i valori e la comunicazione del populismo vecchio e nuovo. Ovviamente, un rapporto semplificato per parole-chiave.

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