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18 obiezioni al #RDM e relative risposte

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18 obiezioni sulla proposta”Reddito di Famiglia” e altrettante obiezioni nel merito. L’Italia che venera il Reddito di Cittadinanza è pure quella che attacca il Reddito di Maternità: sono proposte antitetiche.

Il Reddito di Maternità (RdM) è una proposta politica del Popolo della Famiglia contenuta nel programma presentato per le elezioni del 4 marzo 2018, deliberata poi con la formula del disegno di legge di iniziativa popolare nel documento politico conclusivo della festa nazionale de La Croce di Camaldoli del 23 settembre 2018 e ratificata dall’assemblea nazionale del PdF del 17 ottobre 2018.

La proposta di legge è stata presentata presso la Corte suprema di Cassazione a Roma il 9 novembre 2018 e pubblicata sulla numero 262 della serie generale della Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2018.

Per essere presentata alle Camere la legge deve essere sottoscritta da almeno cinquantamila cittadini con firma autenticata su moduli vidimati. La vidimazione dei moduli è in corso e consentirà di partire con la raccolta firme in tutta Italia il 28 novembre 2018 per concludersi il 9 aprile 2019, data in cui il Popolo della Famiglia consegnerà anche le centocinquantamila firme per la presentazione delle sue liste alle elezioni europee del 26 maggio 2019.

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Qualcuno obietta. Altri violano.

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Sulla scelta di Orlando di fare “obiezione di coscienza”, mi limito a due considerazioni.

La prima. Prendo a prestito le parole usate da Mons. Luigi Negri in una intervista per “Vatican Insider”.

Domanda: Eccellenza, che cosa ne pensa dell’obiezione di coscienza evocata dai sindaci contro il decreto sicurezza?

Risposta: “La Costituzione italiana e una prassi consolidata fanno sì che non si possa tirare fuori l’obiezione di coscienza di fronte a tutto in chiave politica, soprattutto in particolare di fronte a disposizioni amministrative di un governo e magari dagli stessi che l’hanno finora negata proprio lì dove era invece legittima e doverosa.

Il diritto all’obiezione va difeso quando sono messi in crisi principi fondamentali.

Quei sindaci che usano dell’obiezione di coscienza – volutamente come strumento politico – nei confronti di legittimi interventi di autorità superiori o pari, abusano del concetto”.

La seconda. Il criterio spiegato bene da Mons. Negri vale – a mio avviso – anche per l’atteggiamento contrario e opposto: decidere di violare una legge.

Se è sbagliato – come credo – che un sindaco si appelli all’obiezione di coscienza di fronte a disposizioni amministrative di un governo, è altretto sbagliato che un sindaco decida di intervenire direttamente di fronte a disposizioni amministrative che indicano il contrario.

Faccio riferimento alla scelta da parte di numerosi sindaci di autorizzare la registrazione anagrafica di bambini di coppie dello sesso (molti dei quali – guarda caso – appartenenti alla stessa area politica di Orlando).

Per inciso. Stiamo ancora attendendo lumi in merito dal Ministro dell’Interno, dal Ministro della Famiglia e dal Sen. Pillon.

09 agosto 2018. Sulla questione della trascrizione dei matrimoni gay, Salvini ricorda nell’intervista a “La Bussola” di Cascioli” di  “di avere chiesto un parere all’avvocatura di Stato e ho dato indicazione ai prefetti di ricorrere. La mia posizione è fermamente contraria”.

“Quella tra Lega e 5 Stelle è un’alleanza nata in maniera particolare: movimenti diversi, storie diverse, culture diverse – aggiunge Salvini riferendosi in particolare ai temi etici, anzi “antropologici” come li chiama il direttore della Nuova Bussola – È un’alleanza di cui sono pienamente soddisfatto, che rifarei domattina, con un contratto di governo che su alcuni temi sensibili non ha scritto nulla perché abbiamo posizioni diverse”.

Amen. Attendiamo ancora.

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Asia #Bibi: portiamola al sicuro in Italia

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Asia #Bibi è finalmente libera. Ma ora in Pakistan si rischia un’ondata di violenze fomentate dall’odio fondamentalista islamico. E’ necessario che le istituzioni internazionali facciano sentire il loro ruolo: portare Asia in un luogo sicuro. L’Italia si è sempre mossa con grande solidarietà e generosità. Come per Alfie #Evans, la politica italiana tutta – senza distinzioni – si adoperi perchè Asia #Bibi possa venire in Italia.

Il Popolo della Famiglia ha lanciato proprio in questi minuti un appello: “Accogliamo Asia #Bibi a Roma”.

Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia, ha dichiarato: ‘La notizia giunta questa mattina della liberazione di Asia Bibi ci ha riempiti gioia. Ora però paradossalmente questa donna cristiana così coraggiosa che non ha voluto abiurare la sua fede e ha pagato con 3.420 giorni di ingiusta carcerazione, rischia la vita ancora di più.

Il Popolo della Famiglia chiede al governo italiano e in particolare al ministro degli Esteri Moavero di farsi parte attiva per accogliere immediatamente nel nostro paese Asia, il marito e i loro cinque figli. In Pakistan il clima è pesantissimo dopo la scarcerazione di Asia Bibi, le ambasciate straniere sono presidiate dall’esercito. L’Italia mandi un messaggio chiaro al fondamentalismo islamico attraverso l’abbraccio a una madre cristiana eroica come Asia Bibi'”.

Il Consiglio regionale lombardo si è esposto in questi giorni e ha fatto una promessa chiara: “Qualora la decisione finale dei giudici pakistani dovesse accogliere le richieste dei fondamentalisti islamici, e condannare a morte Asia Bibi, sul Pakistan resterà una macchia indelebile difficile da cancellare e che non potrà non avere inevitabili ripercussioni a livello internazionale. Se Asia invece verrà liberata, dovrà comunque lasciare il Pakistan insieme ai suoi familiari per evitare le inevitabili ritorsioni dei fondamentalisti islamici: in tal caso –conclude Fermi- la nostra istituzione regionale è pronta a fare tutto ciò che sarà necessario per accoglierla e garantirle ospitalità sul territorio lombardo”.

Il documento promosso dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e condiviso dai Presidenti dei Gruppi consiliari stigmatizza infine il silenzio dei Paesi occidentali su questa vicenda, lamentando la necessità che i Governi nazionali e l’Unione Europea prendano una posizione chiara e forte a sostegno di Asia #Bibi, condannando al tempo stesso le azioni violente di repressione del dissenso politico e religioso ancora in vigore in molti Paesi stranieri. Parole che aspettavamo, affermate dal presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi e condivise all’unanimità da tutte le forze politiche.

Un’eccezione è un altro italiano, Antonio Tajani, presidente dell’Assemblea all’Europarlamento, che ha dichiarato sempre negli scorsi giorni: “Noi dobbiamo affermare che Asia Bibi è in prigione in Pakistan solo perché è cristiana. La condanna di Asia Bibi va contro i diritti umani e noi vogliamo difendere ovunque i diritti umani”.

E’ arrivata l’ora di passare dalle parole ai fatti.

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“Podere al Popolo”

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Arriva una nuova bozza della legge di bilancio approvata dal governo il 15 ottobre e ancora attesa per la presentazione in Parlamento.

Il nuovo testo sale a 115 articoli. L’ultima bozza ne conteneva 73. La manovra arriverà in Parlamento mercoledì prossimo. Lo affermano fonti di Palazzo Chigi di M5s e Lega.

Il testo è chiuso – spiegano – ed è al vaglio della Ragioneria e del Mef.

E nel capitolo “Interventi per favorire lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali e la crescita demografica attraverso il sostegno alla famiglia” spunta il “bonus terzo figlio”.

Ai genitori che mettono al mondo un terzo figlio nel triennio che va dal 2019 al 2021, lo Stato affiderà in concessione gratuita, per 20 anni, un terreno agricolo.

Dopo le manovre finanziarie dove sono stati introdotti bonus per le nascite (come quello di 800€), bonus bebè e rimborsi spese per asili nido, il Governo Conte ha deciso di mettere in atto una misura diversa dalle precedenti: in caso di nascita del terzo figlio, infatti, non ci sarà un contributo economico extra per la famiglia, bensì una vera e propria opportunità di rendita per i prossimi 20 anni, alla quale si aggiunge un’agevolazione sul mutuo nel caso in cui si abbia necessità di acquistare una casa.

La misura prevede che il 50% dei terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola non utilizzabili per altre finalità istituzionali e il 50% dei terreni abbandonati o incolti del Mezzogiorno siano “concessi gratuitamente per un periodo non inferiore a 20 anni ai nuclei familiari con terzo figlio nato negli anni 2019, 2020, 2021″.

Oltre ai terreni dello Stato, saranno assegnati gratuitamente la metà di quelli abbandonati di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia per i quali nel 2017 era partita una sperimentazione della valorizzazione, che comprendeva le aree agricole inattive da almeno 10 anni, i terreni di rimboschimento in cui non si erano registrati interventi negli ultimi 15 anni e anche le aree industriali, artigianali, e turistico-ricettive abbandonate da almeno 15 anni.

I terreni potranno andare anche a “società costituite da giovani imprenditori agricoli” che riservano una quota societaria del 30% alle famiglie col terzo figlio che arriva tra il 2019 e il 2021.

Per i nuclei familiari che accedono alla misura è prevista anche un’agevolazione per l’acquisto della prima casa nelle vicinanze dei terreni assegnati, ossia mutui fino a 200mila euro per la durata di 20 anni, ad un tasso pari a zero.

Per finanziare il beneficio è istituito al ministero delle Politiche agricole, alimentari forestali e del turismo “un fondo rotativo con una dotazione finanziaria iniziale pari a 5 milioni di euro per l’anno 2019 e 15 milioni di euro per l’anno 2020”. Per la gestione del fondo rotativo, si precisa, è autorizzata l’apertura presso la tesoreria dello Stato di un’apposita contabilità speciale.

Pensavo fosse una fake, eppure non lo è.

Insomma, al grido “podere al popolo” l’Italia tornerà a fare figli e a crescere rigogliosa.

Parola del governo giallo-verde.

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“Chi salverà Asia #BIbi?” Certo non i laiconi di casa nostra

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“Chi salverà Asia #Bibi?”. Non certamente i laicisti di casa nostra.

Confesso di avere avuto un briciolo di felice sorpresa nel leggere in bella vista sul “Corriere della Sera” questo titolo: “Asia Bibi e la vita appesa a un filo nel Paese dove il peccato è reato”“Finalmente se ne parla! – ho pensato tra me. Ma più ne leggevo il contenuto e più la sorpresa speranzosa se ne è andata così come è venuta.

Il pezzo – a firma Luigi Manconi – non fa che confermarmi quanto sia sempre più diffusa una sorta di “cristianofobia”, soprattutto tra i laici più laicisti dei sanculotti francesi.

Strana sorte per i cristiani nel mondo contemporaneo. Da una parte perseguitati e martirizzati a causa della fede in Cristo – come nemmeno ai tempi delle prime comunità -, soprattutto nei Paesi a maggioranza islamica; dall’altra, nel Vecchio Continente che si imbarazza a riconoscere la proprie radici nel giudaismo e nel cristianesimo, non vengono ne difesi ne tanto meno tutelati. Tutelati nel senso laico delle garanzie civili di libertà di religione e di professione.

“Quella di Asia Bibi è molto più di una semplice vicenda giudiziaria. E ciò non solo per la gravità del possibile esito, ma anche per la violenza dello scontro contenuto e deformato in questo caso. Com’è stato possibile che il contrasto tra alcune donne, in un campo nella provincia più remota di un paese lontano, sia diventato il simbolo e il centro stesso di un conflitto a livello mondiale, che ha coinvolto opinioni pubbliche e governi, papa Bergoglio e diplomazie internazionali? (…)

Infine, in questa vicenda atrocemente paradigmatica, il tema del peccato e del reato (meglio: del peccato trasformato in reato) è rappresentato dalla blasfemia. Fattispecie tanto sottile da rischiare l’evanescenza. Eppure da tale vischiosa labilità può derivare la durezza materiale e corposa di una sequenza di esecuzioni capitali: come se un’antica e cruenta disputa teologica continuasse nei secoli a sanguinare. A paradossale conferma di ciò, e sottraendoci tuttavia a qualsiasi suggestione di indebite assimilazioni e di artificiose affinità, si può notare che in tutt’altra parte del mondo e in tutt’altra cultura la richiesta di perseguire la blasfemia e la ‘diffamazione di Dio’ trova i suoi sostenitori. Come quei gruppi del tradizionalismo cattolico che, nel 2012, si appellarono al magistero di Benedetto XVI”.

Non so francamente a quali “gruppi del tradizionalismo cattolico” si riferisca Manconi e tanto meno a quale diatriba faccia riferimento. Resta il fatto – caro Manconi – che aldilà delle posizioni individuali di questo o quel cattolico, il cattolicesimo sa bene distinguere “peccato” da “reato”, o meglio ancora, a nessun cattolico verrebbe in mente di invocare uno stato teocratico nel quale la legge di Dio diventi la legge degli uomini. Il cristianesimo è altra roba, Manconi, fattene una ragione.

E te lo dico preoccupato due volte, dato che dal 2 febbraio 2018 sei coordinatore dell’UNAR, l’Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni istituito all’interno del Dipartimento per le pari opportunità.

Passione per i perseguitati. Tutti, tranne che per i cristiani come Asia #Bibi.

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