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#Zingaretti, il Pd e l’utero in affitto

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Ricordate Nanni Moretti in Aprile, quando supplicava D’Alema di dire “qualcosa di sinistra”?

Fabbriche che chiudono, ecatombi di lavoratori, periferie degradate. Ma per “le sinistre” italiane la priorità è battersi per l’autodeterminazione di ogni essere umano in ogni settore della vita pubblica.

Affermazione che – fuori dai denti e per non prestare i fianchi ad alcuna confusione sul significato dei termini – si traduce stringi stringi nella battaglia per rivendicare i (presunti) diritti individuali (presunti) violati e calpestati delle comunità LGBTQIA+.

Perché sempre lì alla fine gira che ti rigira si torna. Lo aveva fatto Renzi nel Pd 2.0 con le unioni civili, lo rilancia Zingaretti nel nuovo PD “de sinistra”.


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#Intervista con Chiara Colosimo

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L’iniziale quiproquo occorso giorni fa su questa pagina tra un nostro articolista e la consigliera regionale di Fratelli d’Italia per il Lazio è maturato in una conversazione pacata e articolata. Al riconoscimento degli indiscutibili meriti personali e politici della giovane consigliera restano vicine
le distanze su alcuni temi fondamentali. E ammette: «Questo centrodestra va insieme a giorni alterni».

Chiara Colosimo, classe 1986, consigliere regionale del Lazio, eletta per la seconda volta con le votazioni del 4 marzo 2018 nella lista di Fratelli d’Italia: vice presidente della Commissione affari costituzionali e statutari, affari istituzionali e antimafia e componente della VII commissione sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare.

Dai banchi dell’opposizione, la giovane esponente di Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di legge dal titolo inequivocabile: “Riconoscimento e tutela del diritto alla sepoltura dei bambini mai nati”.

“Sono sicura che questa proposta di legge verrà discussa entro l’anno. So bene di essere all’opposizione e che con soli tre consiglieri di Fratelli d’Italia e due di Forza Italia non possiamo immaginare una approvazione da parte di esponenti di sinistra che provengono dai Centri Sociali o da movimenti femministi post sessantottini. Tuttavia, ho alle spalle una positiva esperienza sul tema dell’autismo, per il quale tutto il consiglio regionale ha approvato all’unanimità una proposta di legge che ho presentato. Auspicherei lo stesso percorso. Vede, ci vuole buon senso. Qui non si tratta di attaccare la legge 194, non si tratta di cancellare il diritto di abortire: si tratta di rispettare la dignità della vita in ogni sua forma. Sono due piani distinti. E lo sostengo da cattolica che ha scelto l’impegno in politica”.


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Posted in #LaCroce famiglia politica

Il matrimonio non va più indebolito

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E ora saltano fuori dal cilindro gli accordi prematrimoniali.

Politicamente inutili, socialmente dannosi, giuridicamente problematici. Un istituto propagandistico da indossare in salotto.

Mettiamo tutto insieme: che idea di famiglia ha – realmente – la Lega?

Vorrei capire in quale provvedimento, in quale proposta di legge, in quale testo presentato dalla Lega vi si ritrovino tracce della #ripresavaloriale della quale è così convinto il Sen. Pillon.

Su famiglia, matrimonio e investimento sui figli non se ne vede neppure l’ombra.


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Gli #aborti? Potete non seppellirli

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Il Consiglio Regionale della Lombardia ha votato all’unanimità un emendamento presentato dal Partito Democratico per vincolare la sepoltura degli embrioni “esclusivamente alla esplicita richiesta della donna o di chi è titolato alla decisione” (in caso di persone con disabilità mentale o di donne minori.

In sostanza, spiega la consigliera regionale Simona Tironi di Forza Italia, che è anche relatrice di tutta la riforma di riforma dei servizi funerari, “abbiamo deciso di togliere l’obbligo per i comuni di seppellire i prodotti del concepimento in casi di interruzione volontaria di gravidanza – come invece è oggi in Lombardia – perché riteniamo sia una scelta che la donna deve poter fare liberamente e, in secondo ordine, anche perché abbiamo verificato che oggi questa normativa è spesso disattesa”.

Sui temi etico-antropologici – come a livello nazionale – il centrodestra lombardo sta facendo quattro passi indietro: a che gioco si vuole giocare?


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L’appello ai “liberi e forti”

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Don Luigi Sturzo diffonde l’”appello ai liberi e forti” al seguito del quale nasce ufficialmente il Partito Popolare italiano.

Sturzo definì se stesso “sognatore e uomo d’azione”.

E un sogno Luigi Sturzo lo aveva: trasformare il pensiero e l’atteggiamento dei cattolici italiani verso la vita moderna e i problemi sociali.

Per realizzarlo fondò un partito che chiamò “popolare”, non “cattolico”, perché, disse: “il cattolicesimo è religione, è universalità; il partito è politico, è divisione”.

Così rivolse il suo Appello a “tutti gli uomini liberi e forti”, perché si unissero in una battaglia politica che mettesse al centro la persona, la libertà di religione e di insegnamento, che realizzasse una legislazione per il lavoro, le autonomie dei comuni, la famiglia, che desse il voto alle donne (cui allora neanche lo Stato liberale riconosceva quel diritto), che lottasse contro clientelismo, corruzione, mafia.

Il patrimonio di valori condivisi, di moralità e di partecipazione democratica ai destini di tutti, finì come un fiume carsico ad alimentare la lotta di molti contro il fascismo, quando Sturzo fu abbandonato dalla Chiesa stessa, tentata dalla sirena di Mussolini a stringere i patti del Laterano, e venne costretto all’esilio.

E come un fiume carsico contribuì a formare le coscienze di molti che avrebbero costruito la nuova Italia del dopoguerra.

Lui però, tornato dagli Stati Uniti, non legittimò gli uomini della DC come eredi e molti di essi disconobbero la sua paternità ideale.

Ma nessuno potè sminuire la portata e gli effetti rigeneratori che l’appello ebbe per ”tutti gli uomini liberi e forti” .

A cento anni da quel giorno, cosa ne resta?


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18 obiezioni al #RDM e relative risposte

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18 obiezioni sulla proposta”Reddito di Famiglia” e altrettante obiezioni nel merito. L’Italia che venera il Reddito di Cittadinanza è pure quella che attacca il Reddito di Maternità: sono proposte antitetiche.

Il Reddito di Maternità (RdM) è una proposta politica del Popolo della Famiglia contenuta nel programma presentato per le elezioni del 4 marzo 2018, deliberata poi con la formula del disegno di legge di iniziativa popolare nel documento politico conclusivo della festa nazionale de La Croce di Camaldoli del 23 settembre 2018 e ratificata dall’assemblea nazionale del PdF del 17 ottobre 2018.

La proposta di legge è stata presentata presso la Corte suprema di Cassazione a Roma il 9 novembre 2018 e pubblicata sulla numero 262 della serie generale della Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2018.

Per essere presentata alle Camere la legge deve essere sottoscritta da almeno cinquantamila cittadini con firma autenticata su moduli vidimati. La vidimazione dei moduli è in corso e consentirà di partire con la raccolta firme in tutta Italia il 28 novembre 2018 per concludersi il 9 aprile 2019, data in cui il Popolo della Famiglia consegnerà anche le centocinquantamila firme per la presentazione delle sue liste alle elezioni europee del 26 maggio 2019.


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Posted in identità politica

Qualcuno obietta. Altri violano.

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Sulla scelta di Orlando di fare “obiezione di coscienza”, mi limito a due considerazioni.

La prima. Prendo a prestito le parole usate da Mons. Luigi Negri in una intervista per “Vatican Insider”.

Domanda: Eccellenza, che cosa ne pensa dell’obiezione di coscienza evocata dai sindaci contro il decreto sicurezza?

Risposta: “La Costituzione italiana e una prassi consolidata fanno sì che non si possa tirare fuori l’obiezione di coscienza di fronte a tutto in chiave politica, soprattutto in particolare di fronte a disposizioni amministrative di un governo e magari dagli stessi che l’hanno finora negata proprio lì dove era invece legittima e doverosa.

Il diritto all’obiezione va difeso quando sono messi in crisi principi fondamentali.

Quei sindaci che usano dell’obiezione di coscienza – volutamente come strumento politico – nei confronti di legittimi interventi di autorità superiori o pari, abusano del concetto”.

La seconda. Il criterio spiegato bene da Mons. Negri vale – a mio avviso – anche per l’atteggiamento contrario e opposto: decidere di violare una legge.

Se è sbagliato – come credo – che un sindaco si appelli all’obiezione di coscienza di fronte a disposizioni amministrative di un governo, è altrettanto sbagliato che un sindaco decida di intervenire direttamente di fronte a disposizioni amministrative che indicano il contrario.

Faccio riferimento alla scelta da parte di numerosi sindaci di autorizzare la registrazione anagrafica di bambini di coppie dello sesso (molti dei quali – guarda caso – appartenenti alla stessa area politica di Orlando).

Per inciso. Stiamo ancora attendendo lumi in merito dal Ministro dell’Interno, dal Ministro della Famiglia e dal Sen. Pillon.

09 agosto 2018. Sulla questione della trascrizione dei matrimoni gay, Salvini ricorda nell’intervista a “La Bussola” di Cascioli” di  “di avere chiesto un parere all’avvocatura di Stato e ho dato indicazione ai prefetti di ricorrere. La mia posizione è fermamente contraria”.

“Quella tra Lega e 5 Stelle è un’alleanza nata in maniera particolare: movimenti diversi, storie diverse, culture diverse – aggiunge Salvini riferendosi in particolare ai temi etici, anzi “antropologici” come li chiama il direttore della Nuova Bussola – È un’alleanza di cui sono pienamente soddisfatto, che rifarei domattina, con un contratto di governo che su alcuni temi sensibili non ha scritto nulla perché abbiamo posizioni diverse”.

Amen. Attendiamo ancora.


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Posted in #Actuality #AsiaBibi

Asia #Bibi: portiamola al sicuro in Italia

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Asia #Bibi è finalmente libera. Ma ora in Pakistan si rischia un’ondata di violenze fomentate dall’odio fondamentalista islamico. E’ necessario che le istituzioni internazionali facciano sentire il loro ruolo: portare Asia in un luogo sicuro. L’Italia si è sempre mossa con grande solidarietà e generosità. Come per Alfie #Evans, la politica italiana tutta – senza distinzioni – si adoperi perchè Asia #Bibi possa venire in Italia.

Il Popolo della Famiglia ha lanciato proprio in questi minuti un appello: “Accogliamo Asia #Bibi a Roma”.

Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia, ha dichiarato: ‘La notizia giunta questa mattina della liberazione di Asia Bibi ci ha riempiti gioia. Ora però paradossalmente questa donna cristiana così coraggiosa che non ha voluto abiurare la sua fede e ha pagato con 3.420 giorni di ingiusta carcerazione, rischia la vita ancora di più.

Il Popolo della Famiglia chiede al governo italiano e in particolare al ministro degli Esteri Moavero di farsi parte attiva per accogliere immediatamente nel nostro paese Asia, il marito e i loro cinque figli. In Pakistan il clima è pesantissimo dopo la scarcerazione di Asia Bibi, le ambasciate straniere sono presidiate dall’esercito. L’Italia mandi un messaggio chiaro al fondamentalismo islamico attraverso l’abbraccio a una madre cristiana eroica come Asia Bibi'”.

Il Consiglio regionale lombardo si è esposto in questi giorni e ha fatto una promessa chiara: “Qualora la decisione finale dei giudici pakistani dovesse accogliere le richieste dei fondamentalisti islamici, e condannare a morte Asia Bibi, sul Pakistan resterà una macchia indelebile difficile da cancellare e che non potrà non avere inevitabili ripercussioni a livello internazionale. Se Asia invece verrà liberata, dovrà comunque lasciare il Pakistan insieme ai suoi familiari per evitare le inevitabili ritorsioni dei fondamentalisti islamici: in tal caso –conclude Fermi- la nostra istituzione regionale è pronta a fare tutto ciò che sarà necessario per accoglierla e garantirle ospitalità sul territorio lombardo”.

Il documento promosso dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e condiviso dai Presidenti dei Gruppi consiliari stigmatizza infine il silenzio dei Paesi occidentali su questa vicenda, lamentando la necessità che i Governi nazionali e l’Unione Europea prendano una posizione chiara e forte a sostegno di Asia #Bibi, condannando al tempo stesso le azioni violente di repressione del dissenso politico e religioso ancora in vigore in molti Paesi stranieri. Parole che aspettavamo, affermate dal presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi e condivise all’unanimità da tutte le forze politiche.

Un’eccezione è un altro italiano, Antonio Tajani, presidente dell’Assemblea all’Europarlamento, che ha dichiarato sempre negli scorsi giorni: “Noi dobbiamo affermare che Asia Bibi è in prigione in Pakistan solo perché è cristiana. La condanna di Asia Bibi va contro i diritti umani e noi vogliamo difendere ovunque i diritti umani”.

E’ arrivata l’ora di passare dalle parole ai fatti.


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