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Pakistan: vignette satiriche per offendere i cristiani

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In Pakistan ogni scusa è buona per attaccare i cristiani.

Nei giorni scorsi, centinaia di cristiani si sono ritrovati di fronte al club della stampa di Karachi, dove hanno dato vita ad una manifestazione portando striscioni con le scritte “Senza giustizia, non esiste pace” e “Qual è il nostro futuro in Pakistan?”.

La protesta era guidata da tre sacerdoti cattolici, in collaborazione della Commissione nazionale giustizia e pace (Ncjp). P. Saleh Diego, dell’arcidiocesi di Karachi, ha affermato: “Tutto questo deve finire. Essi non devono offendere i nostri sentimenti religiosi. Non ammettiamo che media online e carta stampata dissacrino i nostri simboli spirituali”.

Che cosa è successo?

L’Express Tribune (tra i maggiori quotidiani pakistani) ha pubblicato in data 26 ottobre 2018 una vignetta che nelle intenzioni voleva essere una satira per  il recente aumento della tariffa dell’elettricità, che rappresenta l’impennata dei prezzi dell’energia tanto da metter in croce i cittadini. Peccato che per rappresentare tale pensiero il quotidiano pakistano abbia pensato bene di pubblicare una caricatura di due uomini crocifissi sui pali della luce, a simboleggiare appunto l’aumento del costo della corrente (vedi foto n. 1).

La vignetta ha dato il via all’ennesima campagna denigratoria verso i cristiani, campagna che si inserisce in un quotidiano e capillare sistema sociale di attacco ai seguaci di Cristo. Nello stesso giorno, infatti, viene caricato un video sul canale YouTube di Geo Tv: si tratta del trailer dal titolo “Maria Bint-e-Abdullah” e mostra la conversione all’islam di una ragazza cristiana. Mettete insieme le due cose e potete capire le reazioni di cui stiamo scrivendo.

Il 28 ottobre, l’Express Tribune ha pubblicato delle scuse, spiegando che la pubblicazione non voleva offendere nessuno.

“L’Express Tribune si scusa con i suoi lettori per la vignetta politica pubblicato nell’edizione del giornale del 26 ottobre. Le immagini utilizzate hanno ferito profondamente la sensibilità dei nostri cittadini e quindi sono in conflitto con i forti standard editoriali e etici che abbiamo stabilito per noi stessi”, si legge.

È stato affermato che la direzione stava prendendo provvedimenti nei confronti di quelli ritenuti responsabili.

“Assicuriamo ai nostri lettori che il massimo impegno sarà intrapreso in futuro per garantire che tale materiale non si ritrovi più nelle edizioni online, di stampa e web. Siamo impegnati a sostenere i più alti standard di giornalismo responsabile, realizzando al contempo che i nostri lettori non si aspettano niente di meno da noi”.

Entrando in una posizione difensiva, l’Express Tribune ha sostenuto che: “Non c’era alcun intento di ferire la sensibilità di nessuna particolare comunità o gruppo. Qualsiasi rappresentazione così presunta è puramente casuale e involontaria. Siamo profondamente rammaricati”.

Ma a poco sono bastate.

P. Diego sottolinea: “La croce è nostro simbolo e identità. Solo Cristo ha il diritto di essere crocifisso. Il Tribune è nostro compagno nella lotta per l’uguaglianza dei diritti. Per questo non capiamo il motivo [della vignetta] e chiediamo alle autorità di prenderne nota. Il video promuove la conversione e lo fa con riferimenti indiretti. Le conversioni forzate sono già una grande questione”.

In un video messaggio pubblicato sui social media, Kamran Michael, ex ministro federale per i porti e le operazioni navali, ha annunciato che porterà la vicenda in Senato.

La Commissione per il dialogo interreligioso e l’ecumenismo (Ncide) della Conferenza episcopale pakistana, ha convocato una riunione d’emergenza a Lahore. Vi hanno partecipato anche 10 imam musulmani (v. foto 2), che si sono uniti alla Chiesa nella condanna dell’offesa subita dai cristiani.

Secondo p. Francis Nadeem, segretario esecutivo della Ncide, si tratta di “una cospirazione pianificata per danneggiare l’armonia interreligiosa tra musulmani e cristiani. Chiediamo al ministro dell’Informazione Fawad Chaudhry d’intervenire contro questi elementi che creano disturbo e assicurare che incidenti simili non accadono mai più”.

A nessun quotidiano o media o blog in Pakistan verrebbe -tuttavia – in mente di prendere come oggetto di una satira immagini o simboli islamici …

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“Siamo qui a seppellire #Staino, non a celebrarlo”

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Sergio Staino ha interrotto il suo “Jeus” con il quotidiano della Cei, “Avvenire”.

La stiscia “satitica” che da un anno accompagna l’edizione domenicale di “Avvenire” ha deposto le armi. Deo Gratias! Il “tafazzismo” in salsa cattolica ha così un alfiere in meno.

E un “martire” in più. Un “martire” bruciato sull’altare dei catto-integralisti, tutto broncio e formalità, incapaci di un sorriso e pronti a tacciare qualsiasi “novità” di “blasfemia”.

Non l’ha presa bene il direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio. Non ha preso bene le diffuse e trasversali critiche di molti lettori alla sua scelta di ospitare vignette a firma Sergio Staino sul quotidiano dei Vescovi italiani.

Oggi il “saluto” di Staino alla fu collaborazione artistica nella rubrica ‘Il direttore risponde’.

Veda, direttore, non la faccia fuori dal vaso e sappia prendere per buono ogni tanto ciò che le può apparire come un piccolo fallimento personale.

Capita a tutti di sbagliare nelle proprie scelte, no? Basterebbe semplicemente questo. Dire: “ho sbagliato”.

Ma – mi creda – non ne faccia un “martire”. Non faccia di Staino e del suo “Jesus” bocciato dai lettori un “martire” sacrificato sull’altare dello stereotipo del “cattolico che non sorride mai e si prende troppo sul serio”.

La invito a riprendersi in mano una ad una tutte le strisce pubblicate su “Avvenire” in questo anno di collaborazione con Staino. Con serenità. Scoprirà – forse – una cosa banale: non facevano nè “pensare e sorridere in modo dolce o amaro sulla vita, sulle ingiustizie, sul prezzo dell’amore per la verità, sulle scelte dei potenti” e – al contrario di ciò che lei sostiene – apparivano talvolta “sberleffo”.

“Sberleffo” non ai potenti, ma agli stessi cattolici. Quasi una presa in giro. Tutto qui.

E dato che non passa giorno che un quotidiano sì e un altro sì non perdano occasione per ironizzare e denigrare (anche con vignette satiriche) la visione del mondo dei cattolici su aborto, eutanasia e famiglia (tanto per fare un esempio), anche il “fuoco amico” no, grazie.

I cristiani oggi non sono capaci di ironia ed umorismo?

Mah. Dipende da cosa si intende per ironia ed umorismo.

C’è umorismo ed umorismo.

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“Tafazzismo” in salsa cattolica

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Ho l’impressione che il “tafazzismo” stia diventando sempre di più la cifra interpretativa di certi mondi del cattolicesimo italiano.

Ricordate Tafazzi? Il celebre personaggio di “Mai dire Gol” impersonato dal comico Giacomo Poretti che si colpiva il bassoventre con violente bottigliate. Proprio lui. Il “tafazzismo” – neologismo accreditato dal dizionario Zingarelli – indica “chi ha un atteggiamento autolesionistico o masochistico”

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